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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Piano di Figliuolo

Arrivano i soldati a domicilio per i tamponi anti-Dad agli studenti

Il piano Figliuolo per supportare le Regioni: tamponi molecolari effettuati a casa da team mobili militari. E' necessario farli velocemente per chiarire se, dopo un caso di infezione in una classe, ci sono altri positivi o meno

Evitare la Dad a tutti i costi. Garantire la didattica in presenza se c'è un contagiato in classe. Con l'aiuto dell'Esercito per fare più rapidamente i tamponi. Dopo il pasticcio dei giorni scorsi, si mette un punto fermo. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, preso atto della disponibilità manifestata dalla Struttura Commissariale, ha chiesto al Generale Francesco Paolo Figliuolo di elaborare un piano di intervento di screening riguardante le scuole, mirato ad incrementare l’attività di verifica rapida di eventuali casi di infezione da SARS-CoV2 all’interno di classi/gruppi, e facilitare il proseguimento dell’attività didattica in presenza.

Secondo il piano, il sistema di tracciamento in atto delle Regioni/Province autonome verrà potenziato grazie ad assetti militari prontamente resi disponibili dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e coordinati dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI). In particolare è previsto l’impiego sistematico della rete degli 11 laboratori di biologia molecolare della Difesa già presente in 8 Regioni, in grado di processare tamponi molecolari effettuati a domicilio da team mobili militari, oltre al possibile dispiegamento di due laboratori mobili. In altre parole, la struttura del generale Francesco Figliuolo ha fatto sapere come intende supportare le Regioni, in particolare sui tamponi. È necessario farli velocemente per chiarire se, dopo un caso di infezione in una classe, ci sono altri positivi o no. Se tutti gli alunni sono negativi, infatti, possono rientrare a scuola e non scatta la Dad.

Le amministrazioni locali avevano fatto sapere al ministero della Salute di non essere più in grado, a causa dell’aumento dei casi e quindi dell’impegno del personale sul tracciamento e i test, di rispettare le regole sulle scuole. Tuttavia qualcuno pensa che l’operazione non riuscirà e magari avrebbe preferito sospendere, come prevedeva la prima circolare, il nuovo sistema. L'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato, non è pessimista: "Ma ci devono dare persone, medici e infermieri. I laboratori li abbiamo già e possono fare tantissimi esami. Sono utili invece professionisti che facciano i prelievi".

Ma quante sono oggi le classe in Dad? Risultano, a oggi, in didattica a distanza il 2,6% delle classi delle elementari e medie e l’1,4% delle superiori.  Il nuovo protocollo di inizio novembre prevede un tampone da effettuare il prima possibile dal momento in cui si e? stati informati del contatto (“tempo zero” T0) con un compagno di classe positivo. Se il risultato e? negativo si può già rientrare a scuola senza fare la quarantena. Bisognerà effettuare un secondo tampone dopo cinque giorni (“tempo 5” T5). I compagni dello studente (o del docente) positivo devono fare il “tampone 0”, cioè prima possibile. Rientrano subito in classe se il risultato è negativo. Dopo, altri cinque fanno l’altro test. Ma fare tamponi rapidi in queste settimane si è rivelato più difficile del previsto. Così si spiega l'aiuto proposto alle Regioni dal commissario straordinario.

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