Mercoledì, 28 Luglio 2021
L'opera infinita

Tav, ora è irreversibile: via libera ai lavori per il tunnel di base

L'azienda che si occupa della realizzazione dell'opera (TELT) ha affidato le gare per lo scavo in territorio francese per un valore di 3 miliardi di euro. La ferrovia entrerà in funzione nel 2032

Foto di repertorio

Via libera ai lavori per il 'tunnel di base' del TAV Torino-Lione: TELT, l'azienda che si occupa della realizzazione dell'opera, ha affidato le gare per lo scavo in territorio francese per un valore di 3 miliardi di euro.

In totale verranno scavati 57,5 chilometri di tunnel, di cui 45 in territorio francese e saranno quelli riguardanti la maxi-galleria. Sono inoltre in corso le procedure per le gare di assegnazione dei lavori che riguardano i 12,5 chiloteri del tunnel sul versante italiano. I lavori aggiudicati riguardano l'80% degli scavi del 'tunnel di base'.

Unica nota stonata è lo slittamento di due anni dell'entrata in servizio della nuova linea ferroviaria Torino-Lione dal 2030 al 2032. "La pandemia di Covid ha prolungato i tempi di almeno un anno, al momento, non è previsto un ulteriore aggiornamento rispetto a quanto aveva detto l'ex ministro", ha spiegato il direttore generale di Telt (Tunnel euroalpin Turin Lyon) Mario Virano, "Noi abbiamo in mano le leve operative, ma quelle autorizzative sono in mano agli Stati, ed è necessario che l'intero sistema funzioni al meglio".

Tav, Cirio: "Progetto irreversibile"

"Assistiamo oggi a un ulteriore passo in avanti nella realizzazione della Torino Lione, che abbiamo dichiarato 'irreversibile' fin dall'inizio del nostro mandato", hanno commentato Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Marco Gabusi, assessore regionale alle Infrastrutture e Opere Pubbliche, "Sono infatti arrivate a distanza di pochi minuti due notizie molto importanti per il proseguimento del progetto. Da un lato, l'affidamento delle gare per lo scavo del tunnel di base in territorio francese per un valore di 3 miliardi stimola tutti a non perdere nemmeno un giorno per concretizzare la stessa operazione sul versante italiano. Dall'altro lato l'Europa, inserisce la Tav tra le opere finanziabili con i fondi Cef da 30 miliardi per lo sviluppo di infrastrutture sostenibili e di elevata efficienza confermando così la bontà e la strategicità dell'opera".

Sul tema si è espresso anche il Partito Democratico torinese: "Un segnale positivo, forte, che rappresenta la migliore risposta alla violenza infondata e reazionaria scatenata nei mesi scorsi intorno al cantiere della Tav lato italiano", scrive in una nota il PD, "Oltre alla strategicità dell'opera, oggi l'apertura di nuovi cantieri crea lavoro, in un momento estremamente delicato dal punto di vista sociale. Si stima che al picco dei lavori i lavoratori impiegati nell'opera saranno circa 8000, tra lavoratori diretti e indiretti, ed è innegabilmente una buona notizia".

La storia del Tav (in breve)

Il Tav è un'opera che ha una storia già trentennale. Era il 1989 quando si iniziò a parlare per la prima volta di tratta Torino-Lione, un progetto che iniziò a delinearsi nel 1991 quando le Ferrovie italiane misero a punto il programma sull'Alta Velocità. Nel 2001 arrivò l'accordo intergovernativo tra Francia e Italia a conferma dell'impegno sottoscritto in un precedente accordo intergovernativo, concluso a Parigi il 15 gennaio 1996. Già in occasione del primo accordo firmato il 29 gennaio del 2001 a Torino sfilò un corteo di protesta di sindaci e attivisti 'No Tav' che chiedevano lo stop dell'opera. Proprio per cercare un punto di incontro nacque l'Osservatorio tecnico e si arrivò così a ridefinire il progetto con la rinuncia ai tunnel di Bussoleno e del Musinè e lo spostamento del tracciato sulla riva destra del fiume Dora.

Un'altra data importante è quella del 5 dicembre 2006 quando la UE approvò lo stanziamento di 671.800.000 euro per studi e lavori di parte italiana della tratta internazionale. Nel gennaio 2010 quando vengono avviati i sondaggi geognostici la protesta dei manifestanti No Tav si riaccende. Tra il 23 e il 24 maggio 2011, quando arrivano le prime squadre di operai per recintare il cantiere di Chiomonte, dai manifestanti parte un lancio di sassi. Il progetto si avvia verso la fase finale nel 2015 con la nascita di Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin) e la firma del trattato di Parigi il 24 febbraio 2015, ma viene rimesso di nuovo in discussione con i 5 Stelle al governo. Il Mit avvia così una valutazione costi-benefici e alla fine, anche su pressione della Lega (al governo insieme al M5s), il premier Giuseppe Conte dà il via libera all'opera nell'estate del 2019.

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