Lunedì, 25 Ottobre 2021
Chiara Cecchini

Opinioni

Chiara Cecchini

Giornalista Today

Tassare i ricchi per una società più giusta?

L'abito bianco con la scritta rossa "Tax the rich" indossato da Alexandria Ocasio-Cortez è stato uno dei momenti più discussi del Met Gala 2021. "Il mezzo è il messaggio", ha detto lei e il suo "messaggio" si è sentito forte e chiaro nel bel mezzo dell'evento più lussuoso della stagione newyorkese: bisogna "tassare i ricchi". 

AOC ha sostenuto più volte e a gran voce la necessità di un aumento delle tasse sui più ricchi per finanziare i servizi sociali e ridurre l'enorme divario che c'è negli Stati Uniti tra coloro che hanno di più e quelli che hanno meno. Ed è tornata a fare sentire il suo "tax the rich" non a caso ma proprio mentre negli Usa si discute di riforma fiscale.

Quella di Ocasio-Cortez al Met Gala è stata solo una provocazione fine a se stessa, un passo falso ipocrita e poco avveduto, o un successo? E al di là del parlarne tutti, è davvero possibile "tassare i ricchi" per avere una società più equa e giusta?

Qualche mese fa il Fmi aveva suggerito che i governi dovrebbero prendere in considerazione "un contributo temporaneo alla ripresa dal Covid" facendo pagare i redditi più alti, riducendo le disuguaglianze e aumentando "la probabilità di una mobilità intergenerazionale", senza dimenticare l'azione per il clima. In un editoriale del Financial Times a marzo di quest'anno ci si chiedeva se avessero ancora senso in un mondo post-pandemico le classiche argomentazioni contro la tassazione differenziale e più pesante per i ricchi. Le tesi a sostegno in effetti sono varie e ben radicate: meno si tassa e più si incentiva la ricchezza, con più tasse i ricchi sono tentati di portare altrove i loro patrimoni e i loro soldi andranno all'estero, più i ricchi hanno possibilità di spendere e meglio è per tutti... Per il FT la risposta alla domanda iniziale è semplice: no, non più. E per rispondere si cita tra le altre cose uno studio della London School of Economics su 50 anni di riforme fiscali in 18 paesi dell'Ocse, dal quale è emerso che ridurre le tasse sui ricchi non ha alcun effetto significativo sulla crescita economica o sulla disoccupazione, mentre acuisce invece le disuguaglianze (l'1% dei più ricchi ha tenuto per sé quasi tutti i guadagni), e che i governi che vorrebbero coprire le perdite causate dalla pandemia non dovrebbero pertanto preoccuparsi delle conseguenze economiche di avere tasse più alte per i più ricchi. "La nostra ricerca mostra che le ragioni economiche per mantenere basse le tasse sui ricchi sono deboli. I grandi tagli alle tasse per i ricchi a partire dagli anni '80 hanno aumentato la disuguaglianza di reddito, con tutti i problemi che ne derivano, senza controbilanciare i guadagni in termini di prestazioni economiche", ha dichiarato David Hope, professore di economia politica al King's College di Londra e tra i ricercatori che hanno lavorato allo studio.

Il tema del Met Gala di quest'anno era "In America" e la congresswoman Alexandria Ocasio-Cortez lo ha declinato come ci si sarebbe aspettato da lei, ricordando che in America "ora è il momento per l'assistenza all'infanzia, l'assistenza sanitaria e l'azione per il clima per tutti" e quindi "tax the rich". Il messaggio è passato? "Gli haters hanno odiato e le persone gentili sono state gentili. Ma tutti abbiamo parlato di tassare i ricchi di fronte a quelle stesse persone che fanno pressione per andare nella direzione opposta e sfondato la quarta parete di eccessi e ostentazioni", ha risposto AOC.

Per sfondare del tutto quella quarta parete serve ben altro che un abito-manifesto, lo sanno tutti e lo sa Alexandria Ocasio-Cortez per prima. Lei ha solo trovato un modo per riportare l'attenzione su un tema che, complice anche la pandemia, potrebbe non essere più così utopistico. 

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