Giovedì, 22 Aprile 2021
Bergamo

L'applauso di Bergamo: terapia intensiva libera dal Covid dopo oltre 4 mesi

L'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato la trincea dell'epidemia. Oggi si registra l'ultimo tampone negativo. Il ritorno alla normalità festeggiato con un "applauso liberatorio" da medici e operatori sanitari, "nella speranza che non torni il grande incubo"

Il direttore generale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo Maria Beatrice Stasi (in nero). Alla sua sinistra, il direttore sanitario Fabio Pezzoli e il professor Luca Lorini

Il virus è stato chiuso fuori, finalmente. Dopo i giorni più bui dell'emergenza coronavirus e le immagini drammatiche delle bare portate sui camion dell'Esercito, da Bergamo arriva la notizia più attesa: la terapia intensiva dell'ospedale Papa Giovanni XXIII - uno degli ospedali più colpiti dal coronavirus nel nostro Paese - è libera dal Covid-19. Non c'è più nessun paziente affetto da coronavirus ricoverato, dopo 137 giorni dal primo. Quel giorno, domenica 23 febbraio, il primo paziente positivo era stato trasferito dall'ospedale di Alzano Lombardo al Papa Giovanni, seguito da una piccola unità specializzata e isolata dagli altri reparti (solo due giorni prima c'era stato il caso del "paziente zero" di Codogno). 

Nessuno, a fine febbraio, avrebbe immaginato un'epidemia così violenta. Poco dopo, nei giorni più critici della pandemia, l'ospedale di Bergamo era arrivato ad ospitare oltre cento pazienti contagiati e gravissimi. E' stato la trincea dell'epidemia. Oggi al Papa Giovanni XXIII si registra l'ultimo tampone negativo: restano ricoverati alcuni pazienti colpiti dal virus, ma sono ormai negativizzati. Ed è rinascita, nella speranza che "non torni più il grande incubo".

Bergamo, terapia intensiva libera dal Covid: negativo l'ultimo paziente

Il ritorno alla normalità, con la terapia intensiva finalmente libera dal Covid, è stato simbolicamente celebrato con un minuto di silenzio per le vittime. Poi, quasi a stemperare la tensione, è partito un applauso per il risultato raggiunto a cui hanno preso parte, insieme ai medici e agli operatori della rianimazione, il direttore generale Maria Beatrice Stasi, il direttore sanitario Fabio Pezzoli e il direttore del Dipartimento di Emergenza urgenza e area critica Luca Lorini. "E' stato un applauso liberatorio che ognuno ha fatto al proprio compagno di avventura. Tutti quanti si sono uniti in un’unica grande forza, e la vittoria è arrivata", ha detto Lorini. "E' un traguardo che arriva grazie all'impegno dei circa 400 operatori che lavorano nelle terapie intensive del Papa Giovanni, tra medici, infermieri, operatori di supporto e personale delle pulizie", sottolinea l'ospedale.

"Emozione e speranza che non torni il grande incubo"

La prima volta senza pazienti Covid-positivi dopo più di quattro mesi nella terapia intensiva dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato "un momento di grande emozione" anche per il direttore sanitario dell'Asst (Azienda socio sanitaria territoriale), Maria Beatrice Stasi, che ha festeggiato "in rianimazione con i collaboratori, finalmente vestiti delle normali divise" invece che degli scafandri anti-contagio. La manager, anche lei colpita da Sars-CoV-2 nelle prime settimane della crisi coronavirus come altri medici e operatori del nosocomio, esprime l'augurio "che questa sia davvero una fase discendente", e che "non torni più il grande incubo in cui ci siamo ritrovati a lavorare nei mesi di marzo e aprile".

Il direttore generale Stasi ha sottolineato ancora: "Abbiamo raggiunto numeri importantissimi con un centinaio di pazienti ricoverati nelle fasi acute dell'emergenza. Oggi il nostro reparto di rianimazione torna a dedicarsi a tutte le patologie che noi seguiamo qui al 'Papa Giovanni', senza più pazienti Covid". Un traguardo che "abbiamo condiviso con i responsabili dei reparti, con gli infermieri, con tutto il personale".

Qui sotto, più di seicento cuori di ogni forma, materiale e colore, preparati durante il lockdown da volontari e artisti bergamaschi e non: li hanno ricevuti i medici, infermieri e operatori delle terapie intensive dell'Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni XXIII impegnati nell'emergenza Covid-19.

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