Domenica, 20 Giugno 2021
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Covid, le terapie intensive ai livelli pre-terza ondata

Secondo i dati dell'Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), soltanto tre regioni superano la soglia di pericolo del 30%: Lombardia, Toscana e Puglia. In calo anche i posti letto occupati da pazienti Covid negli altri reparti

Foto di repertorio Ansa

Mentre contagi e decessi causati dal coronavirus in Italia continuano a mostrare un trend in leggero calo, un'altra buona notizia arriva dalla situazione delle terapie intensive: infatti, prosegue il calo a livello nazionale dei pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva. La ''pressione'' si attesta adesso al 24%, ben sei punti percentuali sotto la soglia di ''allerta'' del 30%.

Terapie intensive: solo 3 regioni oltre la soglia

Tornano quindi al valore di metà febbraio, ovvero prima dell'effetto della terza ondata pandemica. Solo 3 regioni, inoltre, superano tale soglia oltre la quale diventa difficile la presa in carico di malati non Covid: Lombardia, Toscana e Puglia. A fotografare la situazione delle terapie intensive in Italia sono i dati dell'Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), relativi alla giornata del 9 maggio. Due settimane fa le terapie intensive Covid erano al 30% e 7 le regioni oltre questo valore. 

Cala ancora, attestandosi al 25%, la percentuale dei posti letto occupati da pazienti Covid-19 nei reparti ospedalieri ordinari, restando quindi ben al di sotto della soglia di allerta del 40% individuata dal Ministero della Salute. Lo mostrano i dati dell'Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), relativi alla giornata del 9 maggio. Tale valore era pari 32% lo scorso 27 aprile e al 28% lo scorso 25 maggio.

Coronavirus e terapie intensive: il tasso regione per regione

Questo, nel dettaglio, è ora il tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti ordinari nelle varie Regioni e Province autonome: Abruzzo (15% intensive, 20% reparti ordinari); Basilicata (13%, 30%); Calabria (22%, 42%); Campania (19%, 31%); Emilia Romagna (25%, 20%); Friuli Venezia Giulia (12%, 12%); Lazio (28%, 29%); Liguria (28%, 24%); Lombardia (35%, 27%); Marche (28%, 27%); Molise (13%, 12%); PA di Bolzano (10%, 11%); PA di Trento (20%, 11%); Piemonte (25%, 29%); Puglia (33%, 39%); Sardegna (19%, 18%); Sicilia (16%, 25%); Toscana (35%, 22%); Umbria (18%, 20%); Valle d'Aosta (30%, 14%); Veneto (13%, 12%). 

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