Lunedì, 1 Marzo 2021

Le Regioni dove le terapie intensive hanno finito anche i posti 'no covid' 

Secondo il Report settimanale Altems ci sono 13 Regioni che stanno già utilizzando i posti letto di terapia intensiva che dovrebbero essere dedicati ai pazienti non Covid-19. Intanto, in una settimana è raddoppiata la percentuale di attualmente positivi

Foto di repertorio Ansa

I contagi da coronavirus continuano ad aumentare in Italia, con le terapie intensive degli ospedali che sono sempre più in affanno a causa dell'incremento di malati provocato da questa seconda ondata. Alcune Regioni hanno già superato la soglia di saturazione, ma molte di loro, ben 13, stanno già utilizzando i posti letto di terapia intensiva che dovrebbero essere dedicati ai pazienti non Covid-19 e sono le seguenti: Provincia autonoma di Bolzano, Lombardia, Umbria, Toscana, Marche, Puglia, Liguria, Emilia Romagna, Valle d'Aosta, Abruzzo, Calabria, Campania e Basilicata. 

Coronavirus, le regioni dove le terapie intensive hanno finito anche i posti 'no covid' 

Lo rivela l'ultimo Instant Report Covid-19 dell'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell'Università Cattolica, secondo cui la Provincia autonoma di Bolzano sta utilizzando più del 40% della propria dotazione strutturale di posti letto di terapia intensiva, la Lombardia il 38,56%, l'Umbria il 31,43%, la Toscana il 23,55%, le Marche il 22,61%, la Puglia il 16,78%, la Liguria il 12%, l'Emilia Romagna il 10,47%, la Valle d'Aosta il 10%, l'Abruzzo l'8,94%, la Calabria il 3,42% e la Campania l'1,49%. La Basilicata, pur avendo raggiunto la massima saturazione della capacità extra, al momento non utilizza la capacità strutturale per pazienti Covid-19. Sono prossime alla totale saturazione della capacità aggiuntiva la Sardegna (97,93%), il Piemonte (93,95%), la Sicilia (87,06%), la Pa di Trento (84,62%) il Lazio (78,62%) e il Friuli-Venezia Giulia (72,73%). In Veneto è utilizzato il 45% della capacità extra. Il Molise, al momento, non ha implementato alcun posto aggiuntivo.

"Il tasso di saturazione dei posti letto di terapia intensiva - spiega Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione aziendale all'Università Cattolica e coordinatore del gruppo di lavoro - continua a crescere, rispetto alla settimana precedente, di 14,8 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva pre Dl 34/2020 e di 9 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva post Dl 34/2020. In altre parole al 28 ottobre 2020, considerando la dotazione delle Regioni pre Dl 34, il 44,7% dei posti letto di terapia intensiva sono occupati da pazienti Covid-19. Questa percentuale scende al 27,3% se consideriamo la dotazione a regime prevista dal già citato decreto".

"Nell'ultima settimana - prosegue - sono stati banditi 9 bandi con una previsione di incremento di personale di 48 unità. Tra le regioni più attive la Campania che ha messo a bando ben 40 nuove posizioni". "Sempre con riferimento al personale, il report ripropone, alla luce delle nuove assunzioni, il monitoraggio del rapporto tra anestesisti e rianimatori e posti letto di terapia intensiva. Quest'ultimo, che si assestava a 2,5 prima dell'emergenza sanitaria, oggi, considerando i posti letto effettivamente implementati, scende a 1,9. Tra le regioni che registrano un maggiore decremento nel rapporto tra anestesisti e rianimatori e posti letto di terapia intensiva figurano Valle d'Aosta, Piemonte e Campania. Il valore dell'indicatore è, invece, in crescita in Calabria", conclude Cicchetti.

Coronavirus, raddoppiata la percentuale di attualmente positivi

La percentuale di casi attualmente positivi al 3 novembre (418.142) è pari allo 0,69% della popolazione in Italia, quasi il doppio rispetto ai dati del 27 ottobre (0,42%). La percentuale di casi totali (759.829) è anch'essa in sensibile aumento, passando dallo 0,94% al 1,26%. E' quanto emerge dalla 27.esima puntata dell'Instant Report Covid-19 dell'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell'Università Cattolica. Il primato va a Valle d'Aosta (2,86%) e Lombardia (2,14%), seguita da Liguria (2,01%) e Provincia autonoma di Bolzano (1,85%), ma è in Valle d'Aosta (1,63%), Pa Bolzano (1,23%), Lombardia (0,98%) e Toscana (0,91%) che si trova la maggiore prevalenza puntuale di positivi, con valori in leggero aumento nelle altre regioni, e con un media nazionale pari appunto allo 0,69%.

Tra il 27 ottobre e il 3 novembre si registrano 741 casi ogni 100.000 residenti. Ancora una volta il valore massimo si registra in Valle d'Aosta (1.767 casi ogni 100.000), seguita da Bolzano (1.237 casi ogni 100.000), mentre il dato più basso è in Calabria (204 casi ogni 100.000). In particolare, il 3 novembre si è registrata la massima prevalenza in Italia con 694 casi ogni 100.000 residenti. E ancora, si è passati da 133,10 casi ogni 100mila abitanti nel periodo 5 settembre-4 ottobre a 815,25 ogni 100mila nel periodo 5 ottobre-3 novembre.

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