Lunedì, 8 Marzo 2021

Le 4 Regioni in cui le terapie intensive sono oltre la soglia di allarme

La maggior parte delle Regioni italiane non ha superato la soglia di saturazione, stabilita al 30%, ma ci sono quattro eccezioni. Il report settimanale Altems: in Italia casi quadruplicati negli ultimi due mesi

Foto di repertorio

Mentre i contagi in Italia continuano ad aumentare, molte regioni vivono nell'ombra di un possibile lockdown. Uno dei fattori da tenere sott'occhio è la situazione delle terapie intensive: al momento la maggior parte delle Regioni non ha superato la soglia minima della saturazione per le terapie intensive, stabilita al 30%. Ma purtroppo non tutte sono in questa condizione. Ci sono infatti quattro eccezioni: l'Umbria in primis che arriva al 53% superando anche la seconda soglia d'allarme (43%), seguita da Valle d'Aosta (35%), Piemonte (33%) e Campania (33%). Sono i dati indicati dalla 26.esima puntata dell'Instant Report Covid-19 dell'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell'Università Cattolica con il confronto sistematico dell'andamento della diffusione di Sars-Cov2 a livello nazionale.

Coronavirus, la saturazione delle terapie intensive

Nel dettaglio, dal Report è stato analizzato l'andamento della saturazione dei posti letto di terapia intensiva effettivamente incrementati nelle singole Regioni. Sono state individuate 3 soglie di allarme: la prima (30%) riprende il valore indicato per l'occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva, previsto dal ministero della Salute nella circolare sulle attività di monitoraggio del rischio sanitario in emergenza Covid-19 (30 aprile 2020); la seconda (43%) corrisponde alla saturazione massima che è stata raggiunta in Italia nel picco di massimo stress per le terapie intensive (3 aprile 2020); la terza corrisponde alla saturazione massima raggiunta in una singola Regione sul valore massimo dei posti letto resi disponibili nel corso della crisi in una singola Regione (Lombardia e Val d'Aosta).

Il report, poi, ha monitorato il tasso di saturazione comparando i posti letto attivi prima del Dl che li ha incrementati con quelli post Dl. Il tasso di saturazione medio calcolato sull'intera penisola è del 30% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 18,3% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto. Se consideriamo, dunque, la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il 70% dei posti letto di terapia intensiva in Valle D'Aosta, il 53,6% in Umbria, il 47,8% in Campania, il 41,3% in Piemonte e il 40,5% nella P.A. di Bolzano. Le percentuali scendono rispettivamente al 38,9%, 29,1%, 29,9%, 21,6% e 19,5% se prendiamo in considerazione la dotazione rispondente al Dl.

Coronavirus, in Italia casi quadruplicati in due mesi

In due mesi sono più che quadruplicati in Italia i contagi di Sars-Cov-2. La prevalenza nel periodo che va dal 28 settembre al 27 ottobre è pari a 504,17 casi di infezione per 100mila abitanti, contro 111,50 per 100mila nel periodo dal 29 agosto-27 settembre. Un dato non spiegabile unicamente con l'aumento dei tamponi effettuati, che hanno segnato un +60% fra settembre e ottobre. "Il contagio corre veloce - sottolinea Gianfranco Damiani, professore associato di Igiene generale ed applicata - In termini di monitoraggio della prevalenza degli ultimi due mesi, si denota come a ottobre, rispetto a settembre, sia aumentata di 5 volte, con un aumento dei tamponi, nello stesso periodo, di quasi il 60%".

Coronavirus, il 95% dei casi gestiti a domicilio

Gestiti a domicilio quasi tutti i nuovi casi di Covid. Nella settimana appena trascorsa tutte le Regioni hanno fatto prevalentemente ricorso all'isolamento domiciliare dei contagi: nel complesso, in Italia, ci sono stati 156,5 nuovi isolati a domicilio ogni 100.000 abitanti, 8,1 nuovi ricoveri ordinari (per 100.000 abitanti) e 0,8 nuovi ricoveri in terapia intensiva ogni 100.000 abitanti. Circa il 95% dei nuovi casi è stato, quindi, gestito a domicilio.

"Dei nuovi casi registrati nell'ultima settimana in Italia - ribadisce Gianfranco Damiani, professore associato di Igiene generale ed applicata - il 95% è stato posto in isolamento domiciliare, con il valore massimo registrato in Campania (98%) e il valore minimo in Liguria (87%)".

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