Domenica, 16 Maggio 2021
I numeri e la speranza

Ospedali sotto pressione, l'appello: "Se volete aiutarci non mollate sulle regole, a breve ne saremo fuori"

Cosa possono fare i cittadini? "I vaccini, le misure di contenimento e la stagione calda ci aiuteranno": le parole di Salvatore Maurizio Maggiore, primario di terapia intensiva dell'ospedale di Chieti

Le terapie intensive sono di nuovo sotto pressione. E questa volta in tutto il Paese. Ma i cittadini cosa possono fare? "In realtà si può dare una mano più di quanto si creda. Io chiederei agli italiani di non mollare adesso, di tenere duro sulle regole di contenimento. È un momento difficile, ma noi sappiamo che ci aspetta la stagione calda che, come abbiamo visto lo scorso anno, giocherà a nostro favore". A lanciare l'appello è il primario di terapia intensiva dell'ospedale di Chieti, Salvatore Maurizio Maggiore, che come succede in molti altri reparti lungo lo Stivale sta fronteggiando con i suoi colleghi e la sua équipe la forte pressione della pandemia di Covid-19, con la totale occupazione dei letti disponibili e la stanchezza di "un anno intero in prima linea". Maggiore raccomanda di continuare a rispettare le misure di contenimento, guardando anche al dato positivo della campagna di vaccinazione in corso.

"Sull'efficacia dei vaccini stiamo vedendo i dati rassicuranti negli operatori sanitari già vaccinati, con i casi chiaramente in riduzione tra i dottori. La vaccinazione è efficace - assicura -. Dobbiamo continuare su questa strada. Se ognuno farà la propria parte e la vaccinazione continuerà, magari più veloce, aggiungeremo anche i vantaggi della stagione più calda. Si tratta di avere ancora un po' di pazienza. Tutti siamo stanchi. Ma non possiamo mollare adesso. Rischiamo di perdere troppo", conclude il primario. 

Le 12 regioni italiane con le terapie intensive oltre la soglia critica

L'occupazione dei posti letto in terapia intensiva da parte di pazienti covid ha raggiunto a livello nazionale una percentuale media del 36%, ovvero ben sei punti sopra la soglia del 30% definita critica. E sono ben dodici le regioni che la superano. È quanto emerge dall'ultimo monitoraggio realizzato dall'Agenas (l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) aggiornato a ieri sera, martedì 16 marzo. Le 12 regioni che superano il 30%, ovvero il livello definito critico dal ministero della Salute poiché una volta superato risulta difficile poter assistere gli altri pazienti non covid negli ospedali, sono le seguenti:

  • Trentino Alto Adige (provincia autonoma di Trento al 58%, provincia autonoma di Bolzano 33%);
  • Marche (57%);
  • Umbria (56%);
  • Lombardia (54%);
  • Emilia-Romagna (50%);
  • Molise (49%);
  • Piemonte (48%);
  • Friuli-Venezia Giulia (44%);
  • Abruzzo (40%);
  • Toscana (40%);
  • Puglia (34%);
  • Lazio (31%).

terapie intensive oggi 17 marzo regioni-2

I ricoveri e le terapie intensive nel bollettino di oggi

I dati del bollettino di oggi non sono certo confortanti, perché la pressione sulle strutture ospedaliere registra un incremento significativo. Sono 324 gli ingressi giornalieri in terapia intensiva (ieri +319): mai così tanti da quando viene comunicato il dato. Il totale dei pazienti ricoverati in area critica arriva così a 3.317, +61 (ieri 3.256). Aumentano anche i ricoveri ordinari: sono 26.517 (+419) i pazienti attualmente in area medica a fronte dei 26.098 di ieri, 16 marzo. Si registrano 509.174 persone in isolamento domiciliare mentre il totale dei dimessi e dei guariti arriva a quota 2.639.370.

Anche la percentuale media nazionale dell'occupazione dei posti letto covid nei reparti di area non critica - cioè malattie infettive, pneumologia e medicina generale - è in costante salita negli ultimi giorni. Ma se da tempo è rimasta sempre sotto la soglia critica, fissata al 40%, ieri è salita di un punto percentuale rispetto al giorno precedente, per raggiungere proprio il valore critico del 40%. In particolare, sono 9 le regioni che la superano: la situazione più critica è quella delle Marche che vede questi reparti occupati per ben il 63% da pazienti covid, compromettendo dunque fortemente l'assistenza ordinaria, seguite da Emilia-Romagna e Piemonte (54%), Lombardia (50%), Umbria (47%), Abruzzo (45%), Puglia (43%), Friuli-Venezia Giulia (42%) e Molise (43%).

bollettino coronavirus oggi 17 marzo 2021-4-2-2

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