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Sabato, 1 Ottobre 2022
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Terremoti, una giornata "particolare": cosa è successo ieri in Italia

Scosse troppo distanti per avere un collegamento fra loro quelle avvertite dalla popolazione in Sicilia, Marche, Liguria ed Emilia Romagna. Ci sono però delle particolarità che andranno approfondite: gli eventi di magnitudo tra 3 e 4 sono 150-200 all'anno, ieri ben 7 avevano una magnitudo oltre 3. Azzardare previsioni per i prossimi giorni è come sempre impossibile

Un certo numero di terremoti distinti, e distintamente avvertiti dalla popolazione, nel giro di poche ore. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato ieri, come ogni singolo giorno, varie scosse che hanno fatto tremare la penisola italiana, da nord a sud. Terremoti troppo distanti per avere un collegamento fra loro quelli in Sicilia, Marche, Liguria ed Emilia Romagna. Le distanze fra i luoghi in cui sono avvenuti i terremoti del 22 settembre 2022 sono di centinaia di chilometri perché possa esserci un nesso e l'Italia - va ricordato ogni volta - è un Paese sismico. Gli esperti spiegano che ognuno dei terremoti di ieri è stato generato da un meccanismo diverso e gli effetti di un sisma sulle faglie vicine si sentono al massimo a qualche decina di chilometri di distanza. Non di più.

Terremoti 22 settembre 2022 Italia: fenomeni scollegati

Solo statistica, dunque? Un caso? I terremoti si verificano quando c'è liberazione di energia su scala locale e, nel caso di ieri, sono fenomeni scollegati, indipendenti tra loro, generati da meccanismi diversi. In un anno ci sono tra 15 e 20mila scosse, ma in periodi eccezionali come quello del terremoto di Amatrice (2016) si è arrivati a 100mila scosse in un anno. I terremoti di magnitudo tra 3 e 4 sono 150-200 all'anno (circa uno ogni 48 ore), dunque quella di ieri resta una giornata molto particolare perché 7 avevano una magnitudo superiore a 3.

Tra gli episodi sismici di ieri, il più profondo (24 chilometri) è quello avvenuto alle 12,24 nelle Marche, a Folignano, in provincia di Ascoli Piceno, e la cui magnitudo è stata ricalcolata in 3.9. "Compressivo" il terremoto di magnitudo 4.1 in Liguria, a Bargagli (Genova). Alle 14.18 in mare davanti a Reggio Calabria, a 55 km dei profondità, viene registrata una scossa di 3.2 di intensità. Alle 15,39, a mille chilometri di distanza, terremoto da 4.1, la scossa più violenta di quelle avvenute ieri in Italia, a Genova e la provincia. Da segnalare anche il terremoto di magnitudo 3.6 a Paternò (Catania), che nonostante si sia verificato nell'area dell'Etna ha caratteristiche particolari ed è stato generato da un meccanismo indipendente dal vulcano e legato a faglie della zona. "Tipico" terremoto dell'Appennino quello a Pievepelago (Modena) di magnitudo 3.8 poco prima delle sei di sera.

Doglioni (Ingv): "Ma la scienza deve approfondire quel che è avvenuto"

"Credo che la scienza debba approfondire quel che è avvenuto - spiega a Repubblica Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, professore alla Sapienza di Roma e accademico dei Lincei - Il numero di scosse è abbastanza uniforme nel lungo periodo. Registriamo ad esempio fra 150 e 200 terremoti ogni anno di magnitudo fra 3 e 4 e una ventina superiori a 4. Questa giornata, seconsideriamo questi numeri, non ha nulla di eccezionale. Però vediamo anche che ci sono periodi in cui i terremoti sono più concentrati, come delle piccole tempeste. Non sappiamo il perché, ma dovremmo chiedercelo". Qualche spunto? "Nulla di provato in modo definitivo - continua Doglioni - ma partiamo da due elementi. In alcuni periodi vediamo un’attività sismica più intensa. I singoli episodi però non sono collegati fra loro. Forse allora c’è un meccanismo che agisce su scala globale e favorisce la liberazione di energia nella crosta terrestre dove si è raggiunta una instabilità critica. Proverei a guardare alle oscillazioni della velocità di rotazione della Terra, che non è sempre costante, o alle variazioni della forza gravitazionale esercitate dalle maree solide prodotte dalla Luna e dal Sole, che agiscono stirando, sollevando o abbassando la crosta terrestre. Quando il pianeta rallenta (questione di millisecondi), aumenta l’azione di freno sul guscio esterno della Terra. Ci sono punti della crosta che sono vicini a una soglia critica, sono pronti a scattare", conclude lo scienziato.

L'Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo

L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la frequenza dei terremoti che hanno storicamente interessato il suo territorio e per l'intensità che alcuni di essi hanno raggiunto, determinando un impatto sociale ed economico rilevante. La sismicità della penisola italiana è legata alla sua particolare posizione geografica, perché è situata nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica ed è sottoposta a forti spinte compressive. Azzardare previsioni per i prossimi giorni è impossibile.

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Classificazione sismica al 31 marzo 2022, la mappa aggiornata della Protezione Civile

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