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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Il richiamo

La terza dose con Pfizer e Moderna: via libera anche negli Usa

L'agenzia del farmaco statunitense ha dato l'ok all'ulteriore richiamo con il vaccino Pfizer e Moderna per i soggetti immunodepressi

La Food and Drug Administration statunitense ha dato il via libera alla terza dose di vaccino anti Covid alle persone che hanno un sistema immunitario debole, per proteggerle dalla variante Delta. La decisione riguarda milioni di americani che ad esempio hanno subito un trapianto o sono malati di cancro. "Il paese è entrato in una nuova ondata della pandemia Covid-19, e la Fda èpienamente consapevole che le persone immunocompromesse sono particolarmente a rischio di gravi malattie", ha detto il commissario ad interim dell'agenzia, Janet Woodcock, in una nota spiegando l'approvazione.

Uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine e condotto in Canada dallo University Health Network aveva mostrato come la terza dose di vaccino anti Covid sia molto efficace nel proteggere i soggetti che hanno subito un trapianto, e che quindi hanno il sistema immunitario compromesso dai farmaci anti rigetto. I ricercatori hanno analizzato i dati di 120 pazienti trapiantati, tutti vaccinati con due dosi di Moderna con una risposta però molto bassa, a 60 dei quali è stata data la terza dose due mesi dopo la seconda.

Il 55% di chi ha ricevuto il 'booster' ha mostrato un livello di anticorpi oltre le 100 unità per millilitro di sangue, cosa che è successa solo nel 18% del gruppo di controllo.

"Ci sono pazienti trapiantati che non sono protetti nonostante abbiano concluso il ciclo vaccinale - spiega Deepali Kumar, l'autore principale -. se offrendo loro una terza dose possiamo avere una migliore probabilità di protezione credo che dovremmo farlo". I risultati confermano quelli di altri studi, che però non erano stati condotti con un gruppo di controllo. Negli Usa l'Nih ha appena annunciato l'inizio di una ricerca simile, su almeno 100 pazienti, che coinvolge anche il vaccino Pfizer.

In Israele terza dose anche per over 50

Gli scienziati sono ancora divisi sull'ampio uso dei richiami del vaccino, poiché i benefici rimangono indeterminati. La Germania ha in programma la terza dose per evitare un'altra crisi. in Francia il ministero della Salute ha riferito che sono cinque milioni gli anziani considerati ad "altissimo rischio" sanitario e alle quali viene assegnata la priorità per la terza dose. Più avanti Israele dove il premir Naftali Bennett ha deciso di accelerare la lotta contro quella che definisce la 'Pandemia Delta' mediante la somministrazione della terza dose di vaccini Pfizer anche agli 'Over 50' che hanno ricevuto le prime due dosi oltre cinque mesi fa. L'inoculazione della dose di richiamo è consigliata anche allo staff medico, al personale carcerario e ai detenuti.

Se anche in Italia ci sono aperture verso la possibilità di una terza dose di pazienti più fragili, dal mondo della ricerca si preferisce attendere i dati prima di prendere qualsiasi decisione. Servono dati: senza queste informazioni fondamentali sul comportamento del vaccino non è possibile si possa prendere una posizione sulla terza dose del vaccino anti Covid-19 ed è per questo che negli Stati Uniti i dati sull'efficacia del vaccino vengono controllati costantemente.

Nella storia delle vaccinazioni mai ci sono stati vaccini di richiamo ravvicinati nel tempo allo scopo di aumentare il titolo degli anticorpi. Non ha questa funzione nemmeno il vaccino contro l'influenza, che serve invece a generare anticorpi verso un nuovo ceppo di virus influenzale. Per quanto riguarda l'infezione da SarsCoV2 non è quindi detto che il richiamo stimoli una produzione significativa di anticorpi.

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