Mercoledì, 2 Dicembre 2020

Il rischio terza ondata dell'epidemia di coronavirus

L'inviato special dell'Oms per il Covid19 David Nabarro spiega che i governi devono muoversi con prudenza. E mette in guardia dopo quello che è successo in estate

UN Photo/Eskinder Debebe

L'Europa rischia una terza ondata di contagi da coronavirus all'inizio del 2021 se i governi non si organizzeranno per impedire quanto successo in autunno con la seconda ondata: questo l'allarme lanciato dall'inviato special dell'Oms per il Covid19, David Nabarro, in un'intervista ad alcuni giornali svizzeri tra cui Swiss.

Il rischio terza ondata dell'epidemia di coronavirus

"Non hanno costruito le infrastrutture necessarie durante i mesi estivi - ha denunciato Nabarro - dopo aver messo sotto controllo la prima ondata. Adesso abbiamo la seconda, se non costruiranno le infrastrutture necessarie avremo una terza ondata all'inizio del prossimo anno". Nabarro, riferisce Swiss info, dice che in Asia le "persone sono pienamente coinvolte, assumono comportamenti che rendono difficile la circolazione del virus. Mantengono le distanze, indossano mascherine, si isolano quando sono malate, proteggono i gruppi più a rischio". Inoltre non hanno allentato le restrizioni prematuramente. Per allentare le restrizioni, secondo l'inviato Oms, "bisogna attendere fino a quando i numeri non saranno bassi e si manterranno bassi".

Invece in Europa si sono allentate le maglie dopo l'estate, ed ora i contagi sono di nuovo in aumento. La risposta dell'Europa è stata "incompleta", ha rilevato Nabarro. E parlando della Svizzera, ad esempio, ha criticato la decisione di riaprire le piste sciistiche, che potrebbe condurre ad "un livello molto alto di contagi e decessi".

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