Sabato, 6 Marzo 2021

L'indagine per i test Covid abusivi e i positivi non comunicati

I Nas hanno controllato quasi 300 tra aziende e laboratori operanti nel commercio e nell'analisi dei test molecolari. Irregolarità in 67 centri, per ammontare complessivo di 145mila euro di sanzioni pecuniarie

Foto di repertorio Ansa

Settimana di controlli per i Nas, che negli ultimi giorni hanno controllato quasi 300 aziende e laboratori di analisi, privati e convenzionati, ed altre strutture operanti nel commercio e nell'erogazione di test di analisi molecolari, antigeniche e sierologiche, riscontrando irregolarità in 67 centri. Diverse le anomalie riscontrate, dalla mancata autorizzazione allo svolgimento dei tamponi per il Covid-19, fino all'omessa o ritardata comunicazione dei casi di positività emersi a seguito delle analisi cliniche. Le violazioni penali ed amministrative contestate sono state 94, per un totale di 145mila euro di sanzioni. Nella maggior parte dei casi si è trattato di inosservanza di norme e comportamenti connessi con l'applicazione delle misure di contenimento epidemico. 

Test Covid abusivi e positivi non comunicati: le indagini dei Nas

Nel dettaglio, tra le irregolarità più frequenti ci sono: il mancato possesso autorizzativo per lo svolgimento di attività di prelievi ematici e biologici, ossia i tamponi, lo svolgimento dei test in luoghi non idonei i abusivi, l'omessa o ritardata comunicazione dei casi di positività emersi a seguito delle analisi. Sono state inoltre accertate la mancata predisposizione ed attuazione di piani e protocolli preventivi all'interno delle cliniche, come la carenza di procedure gestionali, di prodotti igienizzanti e di sanificazione dei locali (11%), e di requisiti tecnici e professionali nell'esecuzione degli accertamenti diagnostici, riscontrando in 6 episodi, a vario titolo, l'assenza di tecnici di laboratorio abilitati e l'uso di reagenti e diagnostici scaduti, comunque impiegati nell'effettuazione delle analisi. 

Test in profumeria e tamponi 'cinesi': i casi più eclatanti

A Catania, durante l'ispezione presso una profumeria sono stati scoperti e sequestrati 16 kit diagnostici per ricerca anticorpi SARS-COV-2, di verosimile provenienza estera, destinati all'uso esclusivo di professionisti sanitari. I test erano anche occultati all'interno di contenitori anonimi in prossimita' della cassa, erano detenuti a temperatura ambiente, anziche' a quella raccomandata di tra 2 e 8 °C, con grave pregiudizio sull'efficacia diagnostica e conseguente inattendibilita' dell'esito analitico. A Pescara il responsabile di un laboratorio ha aperto abusivamente un centro per i prelievi, mentre a Catanzaro venivano utilizzati reagenti chimici scaduti. E ancora. Test provenienti dalla Cina a Bologna, mentre in provincia de L'Aquila è stato denunciato un medico chirurgo, direttore sanitario di un poliambulatorio, per aver omesso di comunicare alla Asl alcuni casi di positività al coronavirus.

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