Domenica, 13 Giugno 2021
La storia / Stati Uniti d'America

Tiffany Pontes Dover: tutta la storia dell'infermiera data per morta dopo il vaccino

È svenuta per una patologia congenita e il video che la ritraeva ha fatto il giro del web. Poi su di lei è partita una teoria del complotto che la dava per deceduta a causa della puntura

Non gli è sembrato vero. Quando hanno scoperto che l'infermiera Tiffany Pontes Dover era svenuta dopo aver fatto il vaccino della Pifzer hanno cominciato a far girare la notizia in maniera compulsiva. Solo che uno svenimento non era abbastanza, meglio dire che era proprio morta. Così è cominciata a rimbalzare in rete la notizia secondo cui l'infermeria era morta dopo aver fatto il vaccino anti-Covid. Protagonisti della bufala, la folta schiera dei no-vax organizzati sempre più in maniera squadrista sui social.

La valanga di post no-vax

Centinaia di post si sono susseguiti per raccontare al mondo che avevano ragione loro e che il vaccino in realtà è molto pericoloso ma che comunque ci verrà iniettato perché è un affare per le case farmaceutiche, i poteri forti e bla, bla, bla. La realtà come al solito era molto diversa, ma si sa ai no-vax di approfondire sulle fonti ufficiali interessa poco. E in molti di loro non credono ancora alla realtà dopo aver visto un video in cui l'infermeria, viva e vegeta, spiega la verità su quello che le successo. Avranno pensato a un “deep fake” creato ad arte dai colossi del web. Ma cosa è successo alla sanitaria in forza al Chi Memorial Hospital di Chattanooga in Tennessee?

La verità sull'infermiera

La donna è semplicemente svenuta dopo aver avuto l'iniezione. A causare lo svenimento sarebbe stata una reazione avuta a causa di una patologia congenita di cui aveva avvisato anche lo staff del suo ospedale. La situazione è tornata alla normalità dopo pochi minuti. La donna ha semplicemente subito una sincope a cui è soggetta da tempo. La donna soffre semplicemente di ricorrenti svenimenti. I giornalisti presenti sul posto al momento della vaccinazione erano stati immediatamente avvertiti di questa circostanza. L'infermiera adesso sta benissimo e ha girato anche un video in cui racconta cosa le è successo e testimonia di stare bene. Tutto nella norma ma il web si è scatenato. Sono arrivati addirittura tantissimi messaggi di condoglianze all'ospedale che è stato costretto anche a pubblicare un tweet con il quale spiega la verità e ringrazia le persone per la loro vicinanza. “L'infermiera Tiffany Dover apprezza la preoccupazione mostrata per lei. È a casa e sta bene. Chiede privacy per lei e la sua famiglia”.

Il sito che ne certificava la morte 

La teoria sulla morte della donna era sostenuta dai no-vax italiani basandosi su un database che ne avrebbe certificato la morte. Si tratta del sito searchquarry.com all'interno del quale è possibile rintracciare i decessi negli Stati Uniti pagando. Facendo una ricerca l'utente italiana aveva trovato un decesso a nome di Tiffany Dover. Secondo la sua ricerca corrispondeva sia l'età dell'infermiera che il partner, e anche lo stato di provenienza, l'Alabama. La realtà è che semplicemente il sito registra i cittadini americani. Per sapere se quel cittadino sia deceduto e ottenere una certificazione della morte, il sito apre un'altra schermata per la quale è necessario il pagamento di cinque dollari. Un noto complottista italiano ha fatto la richiesta che gli è stata negata perché la donna era ancora in vita. Per lui invece era la prova che il certificato di morte era stato fatto sparire apposta. Inoltre altri complottisti nostrani hanno postato lo screen della ricerca senza aggiungere la parte in cui si specifica che per sapere se la persona era deceduta bisognava pagare. 

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I meme su un'altra infermiera morta di Covid

Negli Stati Uniti sono stati diffusi anche dei meme che riguardavano però la morte di un'altra infermiera per Covid-19. La rete dei complottisti aveva cominciato a far girare un messaggio di Messenger all'interno del quale si leggevano le ultime volontà della vittima. Scritte dalla figlia, parlavano della richiesta di non far girare il nome della vittima dopo la morte, della volontà della donna di essere cremata e del fatto che il corpo sarebbe stato sottoposto ad autopsia e sarebbe stato lasciato alla famiglia entro 48 ore. Si tratta però di messaggi chiaramente risalenti a giorni prima dell'effettuazione del vaccino sull'infermiera. Oltre ai meme e al sito database sui decessi, un'altra prova della morte sarebbe stato il silenzio social della famiglia della vittima. Secondo i complottisti era troppo strano che la famiglia non commentasse la morte della propria cara. Questa circostanza era giustificata dal fatto che la famiglia era stata minacciata dai “poteri forti”. L'infermiera per smentire quest'ulteriore bufala ha postato delle foto di lei in vacanza con la famiglia, viva, vegeta e felice. La marea di messaggi e post sui social non si è comunque ancora fermata nonostante le numerose smentite. Non era forse questo l'obiettivo dei no-vax?

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