Sabato, 24 Luglio 2021
Europandemia

La variante Delta e i tifosi inglesi a Roma per i quarti di finale: cosa rischia l'Italia

L'ordinanza del ministero della Salute parla chiaro: chi arriva dal Regno Unito deve sottoporsi al tampone e osservare un periodo di isolamento di cinque giorni. Ma chi controllerà che le regole non vengano trasgredite?

Tifosi inglesi festeggiano la vittoria contro la Germania. EPA/Justin Tallis / POOL via ANSA

Nel match Ucraina-Inghilterra degli europei che si giocherà a Roma il 3 luglio a rischiare è anche l'Italia. Il pericolo, neanche a dirlo, si chiama variante Delta: nel Regno Unito i casi di coronavirus sono da qualche settimana in rapido aumento benché per ora, grazie alla campagna vaccinale, la curva dei ricoveri e degli ospedalizzati non sembra seguire quella dei nuovi positivi. Qualche numero: ieri sono stati registrati 20.479 casi (in Italia 679) e 23 morti, mentre i ricoveri tra il 17 giugno e il 23 giugno sono stati 1.604, in aumento del 10,7% rispetto alla settimana precedente. E tutto ciò nonostante quasi la metà della popolazione abbia ricevuto entrambe le dosi di vaccino.

Insomma, la nuova mutazione del virus morde. Ora: che la variante Delta sia già in Italia è un fatto noto, che sia destinata a diventare dominante sembra altrettanto inevitabile. Il timore però è che la partita di sabato possa contribuire ad accelerarne la diffusione provocando lo scoppio di nuovi focolai in un momento in cui l'epidemia è in fase regressiva. Rischiamo di giocarci l'estate? Ovviamente si tratta dell'ipotesi più nefasta. Ma qualche preoccupazione c'è.

La quarantena di cinque giorni per chi arriva dal Regno Unito

L'ordinanza emanata dal ministero della Salute lo scorso 18 giugno in realtà dovrebbero tenerci al riparo da conseguenze troppo pesanti, ma il condizionale è più che mai d'obbligo. Per i rientri dal Regno Unito è infatti previsto l'obbligo di sottoporsi al tampone prima della partenza e una mini quarantena di 5 giorni all'arrivo a prescindere dall'esito del test. Al termine del periodo di isolamento è poi necessario sottoporsi ad un nuovo tampone.

E il fatto che alla partita mancano solo 4 giorni dovrebbe in teoria scoraggiare qualsiasi tifoso d'oltremanica dal tentare la trasferta. In teoria. Perché non è detto che sia così. E c'è un problema: chi controllerà che la quarantena venga effettivamente osservata? L'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, ha spiegato che questo non è un problema "di cui può occuparsi la Regione. Non abbiamo compiti di controllo. La Regione Lazio chiede solo il rispetto dell'ordinanza che prevede la quarantena. Gli organismi preposti come il prefetto di Roma, che è il numero uno sulla sicurezza, e il ministro Lamorgese sono allertati per garantire il rispetto delle misure prese. Faranno tutto quello che va fatto".

Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha fatto sapere dal canto suo che sui profili social della Regione verranno pubblicate le regole in vigore in Italia in lingua inglese. Così da mettere al corrente i tifosi d'Oltremanica che non sarà possibile guardare la partita allo stadio.

Anche nello stesso Regno Unito stanno cercando di convincere i tifosi a non mettersi in viaggio: la ministra e sottosegretaria al commercio dell'Isola, Anne-Marie Trevelyan, ha invitato i supporter dell'Inghilterra a "guardare la partita da casa e tifare la squadra il più forte possibile". E a quanto pare la stessa Federcalcio inglese, che ha a disposizione 2.500 biglietti, darà la priorità agli inglesi che vivono in Italia, circa 30mila. Alla partita assisteranno 16mila persone. Il problema però non è rappresentato solo dai tifosi che andranno allo stadio, ma anche da coloro che magari guarderanno la partita nei locali della Capitale. 

Pregliasco: "Un guaio, il rischio sale". Bassetti non è preoccupato

Che cosa ne pensano gli esperti? Per Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, "permettere l'arrivo di tifosi inglesi a Roma è un azzardo". Il motivo? "Sarà difficile tenere sotto controllo migliaia di persone. Credo che sarà necessario far entrare allo stadio solo chi ha il certificato vaccinale completo, oppure prevedere un test sierologico lo stesso giorno". Poi "si dovrebbe cercare di distribuirli bene all'interno dell'Olimpico, facendoli accedere con corridoi separati, in modo che non possano esserci assembramenti. Le scene viste in tv dei festeggiamenti con tifosi ammassati l'uno sull'altro mi preoccupano molto".

Per il virologo Fabrizio Pregliasco con il probabile arrivo a Roma di migliaia di tifosi inglesi "il rischio purtroppo sale". "E' un guaio - afferma - perché è chiaro che la probabilità di contagio con un singolo contatto è bassa, ma più contatti ci sono e più sarà facile avere una situazione di rischio e quindi di potenziale infezione". Insomma, "c'è la possibilità di una fregatura . E non so quanto il Green pass in questa fase iniziale abbia un effetto così sistematico e adottato, quindi non so anche quanto allo sbarco in aeroporto, o nei confronti di chi arriverà con mezzi diversi, si riesca a controllare". Del resto, aggiunge, "prevedere 5 giorni di quarantena costerebbe ai tifosi una barcata di soldi". E allora come difendersi? "Bisogna chiudersi in casa, nella capanna, e aspettare che la buriana passi. Ma la vedo difficile anche perché non è che si riconoscono e poi il virus, una volta entrato, si diffonde".

Molto meno in allarme Matteo Bassetti, direttore del reparto di malattie infettive al San Martino di Genova, che anzi rassicura: "Non vedo perché dovremmo preoccuparci. O decidiamo che gli inglesi non debbano più venire in Italia con quello che ne consegue dal punto di vista economico, oppure una partita di calcio è una partita di calcio. L'Europeo itinerante è stato un bel segnale di ritorno ad una normalità, seppur controllata. E' una delle poche cose giuste fatte dalle istituzioni europee in questi mesi". "Sappiamo che la variante Delta ad agosto sarà predominante anche in Italia", ha aggiunto Bassetti ricordando che "due dosi proteggono perfettamente da questa variante. In Inghilterra vediamo un aumento dei contagi tra i giovani, ma non un aumento di ospedalizzazioni e decessi, questo perché i vaccini funzionano".

Resta il fatto che oltremanica i contagi salgono e un ruolo sembrano averlo proprio gli europei di calcio. Secondo i dati diffusi dal Public Health Scotland (PHS), 1.991 i tifosi scozzesi sono risultati positivi al Covid nelle ultime due settimane dopo aver assistito alle partite della Scozia allo stadio o in eventi collettivi. Due terzi di loro erano a Londra durante la partita Inghilterra-Scozia: 397 erano allo stadio, la restante parte ha visto la partita nei locali o davanti ai maxi schermi.  

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