Domenica, 25 Luglio 2021
La buona notizia / Napoli

Non solo vaccini, il farmaco anti artrite è efficace contro il covid: "Meno vittime e pazienti intubati"

L'Organizzazione mondiale della Sanità lo ha raccomandato per i malati in condizioni gravi. Gli studi dicono che il Tocilizumab riduce il rischio di morte e il periodo di ospedalizzazione. L'intervista al dottor Paolo Ascierto, oncologo dell'Istituto Pascale di Napoli e precursore nell'utilizzo di questa terapia in Italia

Il reparto covid di terapia sub intensiva dell'ospedale Loreto Mare a Napoli, 31 marzo 2021. ANSA/CIRO FUSCO

La campagna vaccinale è l'arma essenziale di cui disponiamo per uscire dal tunnel del Covid-19. In questi mesi i vaccini hanno notevolmente ridotto i ricoveri in ospedale e migliorato le diagnosi di chi contrae il virus. "I numeri lo dimostrano - ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza -. Fino a due mesi fa avevamo quasi 30mila persone ricoverate in ospedale e punte di 3.800 pazienti nelle terapie intensive. Grazie ai vaccini oggi assistiamo a un crollo di quei numeri rispettivamente del 95% e del 90%. Ma la battaglia contro il virus non è ancora finita e va portata avanti con determinazione", ha concluso il ministro ponendosi come obiettivo quello di arrivare ad azzerare i decessi da covid.

Il Tocilizumab raccomandato dall'Oms

Vaccini a parte, la speranza resta quella di trovare una cura adeguata per chi purtroppo necessita ancora di un ricovero. E speranza era, qualche mese fa, il Tocilizumab, il farmaco anti artrite reumatoide usato contro la polmonite interstiziale causata dal coronavirus Sars-CoV-2. Oggi questo farmaco è molto più di una terapia incoraggiante in fase di sperimentazione, tanto che l'Organizzazione mondiale della Sanità lo ha raccomandato per i malati in condizioni gravi (insieme al Sarilumab, anch'esso usato per il trattamento dell'artrite reumatoide). Si tratta dei primi medicinali rivelatisi efficaci contro il covid, dopo i corticosteroidi (o cortisonici, farmaci antinfiammatori) raccomandati dall'Oms lo scorso settembre. Il "Toci" ha effetti positivi sulle gravi conseguenze respiratorie che hanno alcuni tra coloro che contraggono il coronavirus e agisce bloccando l'eccessiva reazione immunitaria che spesso si sviluppa nei malati. Si hanno 15 morti in meno ogni mille pazienti e 23 pazienti in meno intubati, secondo i risultati di ventisette studi clinici.

Il farmaco anti artrite efficace contro il covid: intervista a Paolo Ascierto

Il dottor Paolo Ascierto - direttore dell'Unità di oncologia, melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell'Istituto tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli - è stato un precursore nell'utilizzo di questa terapia perché ha curato il trattamento dei primi pazienti in Italia con questo farmaco, insieme ai colleghi del Pascale e dell'ospedale Cotugno, dopo le prime sperimentazioni avviate in Cina. Lo abbiamo intervistato.

Professore, nel marzo 2020 ci parlò di "cauto ottimismo" in merito all'uso del Tocilizumab per il trattamento dei malati covid. Oggi possiamo fare a meno delle cautele ed "esultare" per gli ottimi risultati raggiunti dopo la fase di sperimentazione? Possiamo dire che il "Toci" rappresenta una cura adeguata per i malati covid che necessitano di un ricovero in ospedale?

"Assolutamente sì, è infatti solo di poche ore fa la notizia che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha inserito il tocilizumab, un anticorpo monoclonale che blocca il recettore dell'interleuchina-6, usato anche per l'artrite reumatoide, tra i trattamenti indicati per i malati di Covid-19 in gravi condizioni, in associazione ai corticosteroidi. La decisione è arrivata sulla base dell'analisi dei dati di oltre diecimila pazienti coinvolti in 27 studi clinici, che hanno mostrato una riduzione delle morti del 13% rispetto alle cure standard e del 28% delle probabilità di essere sottoposti a ventilazione meccanica. Il nostro studio Tocivid-19, nel suo piccolo, aveva già osservato questo trend".

Quanti sono stati finora i pazienti con Covid-19 trattati al Pascale di Napoli con il Tocilizumab e quali risultati si sono avuti?

"I pazienti sono stati trattati al Cotugno e non al Pascale, poiché il nostro istituto non ha ricoverato pazienti covid. Tuttavia, non è possibile definire al momento tutti i pazienti trattati con il Tocilizumab dall’inizio della pandemia; quello che posso dire è che la pratica clinica ha rispecchiato i risultati positivi degli studi clinici che ne hanno portato all’approvazione (incluso il nostro)".

In quanti altri ospedali italiani è stato usato e con quali risultati?

"Nell’ambito della sperimentazione del Tocilizumab, quella che ho menzionato prima, sono stati trattati 330 pazienti nello studio di fase II e 2111 pazienti totali (studio di fase II più fase osservazionale), con 600 centri registrati in tutta Italia che hanno aderito al protocollo, a testimonianza di come il Tocilizumab sia utilizzato in tutti i centri italiani, dal Nord al Sud. Inoltre, il farmaco è stato reso gratuitamente dall’azienda in off label ("fuori indicazione", fuori etichetta, ndr) per circa 1200 pazienti. Mettendo tutti i pazienti insieme si è arrivati a quasi 4000 pazienti trattati con il tocilizumab, tutto ciò prima della sua approvazione".
 
Nello specifico, come agisce il farmaco somministrato ai pazienti con Covid-19?

"Il tocilizumab è un anticorpo monoclonale IgG1 che agisce bloccando il recettore dell’interleuchina 6, una citochina particolarmente espressa durante l’iperattivazione del sistema immunitario. Questo farmaco, approvato in Italia per l’artrite reumatoide, viene comunemente utilizzato dagli oncologi nel trattamento degli effetti collaterali degli anticorpi bispecifici e dagli ematologi per gli effetti collaterali da CAR-T, che possono determinare la cosiddetta Cytokine release syndrome (CRS)".

Ascierto ci aveva spiegato che questo farmaco, oltre che per l'artrite reumatoide, viene solitamente usato nelle terapie oncologiche per limitare gli effetti collaterali provocati da alcuni farmaci immunoterapici. Il Toci, nel dettaglio, è usato per il trattamento degli effetti collaterali da terapia CAR-T cell (nuove terapie personalizzate contro il cancro che agiscono direttamente sul sistema immunitario del paziente per renderlo in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali, ndr). "Ecco perché questo è un trattamento che gli ematologi conoscono molto bene - perché utilizzano questa terapia -, oppure gli oncologi come me che fanno immunoterapia e che utilizzano a volte delle strategie che danno una tossicità molto simile a quella delle CAR-T".

Come si è scoperto che un farmaco del genere funziona per la polmonite da nuovo coronavirus? E come agisce il farmaco somministrato ai pazienti con Covid-19?

"Quando utilizziamo l'immunoterapia contro i tumori, noi stimoliamo il sistema immunitario che si attiva e produce tante sostanze che servono ad uccidere le cellule tumorali ma che producono anche un'infiammazione forte. A volte queste sostanze prodotte in maniera eccessiva causano quella che viene chiamata tecnicamente "tempesta citochinica" che dà alcuni effetti collaterali. Tra questi effetti collaterali c'è anche una sindrome da distress respiratorio molto simile a quella del Covid-19: questo perché anche nel distress respiratorio del Covid-19 c'è un'iperattività del sistema immunitario che è dovuta ad una reazione al virus e che determina una tempesta di citochine. Una di esse, l'interleuchina 6, sembra essere quella più importante perché determina shock ipotensivo, distress respiratorio e altro. E il Tocilizumab agisce proprio contro questa interleuchina 6".

Il farmaco, insomma, non agisce contro il virus ma contro una delle conseguenze del virus. L'idea, spiega il dottor Ascierto, è di andare a ridurre l'interleuchina 6 con il Tocilizumab.

In Italia il farmaco è rimborsabile?

"La determina del 17 giugno 2021 ha inserito il Tocilizumab nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Sistema sanitario nazionale, nell’ambito della legge 648, per il trattamento dei pazienti adulti ospedalizzati con Covid-19 grave e/o con livelli elevati degli indici di infiammazione sistemica. In poche parole, l’Agenzia italiana del farmaco ne ha riconosciuto la rimborsabilità per il trattamento della polmonite severa da covid".

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, ha detto che "questi farmaci, così come i vaccini, offrono una speranza a pazienti e familiari colpiti dall'impatto devastante delle forme gravi di covid, anche se rimangono inaccessibili e fuori dalla portata della maggior parte del mondo". E ha chiesto che le aziende riducano i prezzi e rendano disponibili le forniture per i Paesi a basso e medio reddito, soprattutto quelli dove il covid è in aumento. Lei cosa ne pensa?

"Non posso che essere d’accordo. La salute e le cure mediche sono beni primari che dovrebbero essere accessibili a tutti".

paolo ascierto ansa1-2

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