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Sabato, 13 Aprile 2024
Animali "ingombranti" / Trento

"Eutanasia per Jj4": l'orsa che ha ucciso Andrea Papi catturata con una trappola di frutta

"Abbiamo 70 orsi in eccesso, per chi vuole ospitare esemplari come la Lav, attendiamo proposte" spiega il presidente della provincia autonoma di Trento

L'orsa 'Jj4' è stata catturata mediante trappola a tubo con all'intero della frutta alle ore 23 nella zona del torrente Meledrio nei pressi di Monclassico in Val di Sole, non troppo lontano dalla zona del monte Peller in cui è stato aggredito e ucciso lo scorso mercoledì 5 aprile 2023 il 26enne Andrea Papi. Una zona notoriamente ad alta vocazione turistica lungo il fiume Noce.

val meledrio

L'orsa era accompagnata da 3 'cuccioloni': i piccoli di 35-40 chilogrammi di peso in fase di svezzamento hanno due anni di vita e si sono allontanati autonomamente dall’area dopo la cattura della madre. Negli scorsi giorni l’animale adulto aveva dato evidenti segnali di aggressività, distruggendo le fototrappole distribuite sul territorio dai forestali per monitorare i suoi spostamenti.

cattura jj4

Aalle 2 di notte Jj4 è stata trasportata all'interno del centro faunistico del Casteller a Trento Sud. Qui "Gaia" come è stata soprannominata attenderà l'udienza dell'11 maggio quando i giudici del tribunale amministrativo regionale di Trento saranno chiamata a pronunciarsi sul decreto che ha sospeso l'ordinanza di abbattimento dopo l'aggressione mortale ai danni del 26enne Andrea Papi.

"Noi avremmo voluto abbattere l'orso sul posto" ha detto il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, durante la conferenza stampa. "Lo strumento che abbiamo individuato assieme ai veterinari a supporto è l'eutanasia, un metodo meno cruento rispetto agli spari" ha spiegato Raffaele De Col, dirigente generale di dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia Autonoma di Trento rispondendo ad una domanda dopo la cattura.

Ma il destino di Gaia non è ancora segnato: se il Tar dovesse dare seguito alla sospensiva si potrebbe aprire una diversa soluzione. O la permanenza nelle gabbie del centro faunistico del Casteller - come sta succedendo all'orso Papillon - oppure come auspicato dalle associazioni ambientaliste al suo reinserimento in una diversa oasi "santuario" non ancora individuata. 

"Abbiamo 70 orsi in eccesso, per chi vuole ospitare esemplari come la Lav, attendiamo proposte" ha affermato il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti che ora ha imposto anche l'attenzionamento di altri animali giudicati problematici.

"Per oggi alle 12 è stato convocato il Comitato sull'Ordine pubblico e la sicurezza, punteremo l'attenzione sull'orso MJ5, per il quale c'è già parere favorevole all'abbattimento da parte di Ispra" ha detto ancora Fugatti. L'animale un maschio di 18 anni di tre quintali di peso nato nel 2005 da Maja e Joze, orsi sloveni che hanno dato avvio al progetto Life Ursus sulle Alpi negli anni Novanta, lo scorso 5 marzo ha aggredito un escursionista di 38 anni che stava portando a spasso il cane.

Occhi puntati anche sull'esemplare M62 definito "troppo confidente" anche se non risultano aggressioni "a suo carico". L'ultimo episodio noto alle cronache risale a circa un anno fa: l'animale avrebbe predato delle galline tentando poi di entrare, rompendo due finestre, in un locale adibito a dispensa al piano terra di una casa abitata a maso Testoni, nel comune di Campodenno. 

Quando e perché gli orsi attaccano l'uomo 

L'obiettivo dichiarato dell'amministrazione provinciale è quello di lavorare sulla gestione dei plantigradi ripianificando il progetto Life ursus nato negli anni 90. Si tratterebbe di ricondurre a 50 il numero di plantigradi contro il centinaio che oggi vivono invece nei boschi del Trentino. Lo studio di fattibilità del piano per riportare i plantigradi sul territorio era stato curato dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica e aveva accertato l'idoneità ambientale per ospitare una popolazione vitale di plantigradi (40-60 orsi), che costituiva l'obiettivo finale del progetto. L'areale doveva andare ben oltre i confini del Trentino, mentre la maggior parte del centinaio di esemplari attualmente presente sul territorio provinciale si sposta all'interno di un'area ampia circa 1.500 chilometri quadrati (pari a un quarto dell'intero Trentino) e fortemente antropizzata. Il piano è di ridurre drasticamente il numero di orsi sul territorio, ma non è chiaro in che modo la Provincia intenda farlo. 

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