Mercoledì, 2 Dicembre 2020

Il taglio del 50% dei posti sui mezzi del trasporto pubblico nel nuovo Dpcm

La riduzione della capienza massima è stata annunciata dal presidente del Consiglio. Ma non mancano le critiche: "Si lascerebbero a piedi circa 275mila persone", dice l'Asstra

Passeggeri sui mezzi pubblici a Milano in tempi di covid e mascherine obbligatorie - Milano 8 ottobre 2020. Ansa/Matteo Corner

"Sui mezzi di trasporto pubblico ci sarà una capienza massima del 50% e prevediamo limiti alla circolazione delle persone verso le regioni più a rischio e nella fascia serale". Lo ha detto oggi nel corso dell'audizione in Parlamento il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il suo intervento alla Camera dei deputati per riferire sulle nuove misure anti-Covid.

Il nuovo Dpcm, che il governo si appresta a varare entro mercoledì, conterrà misure restrittive che saranno differenziate a seconda dei livelli di contagi nei territori. Ogni intervento, ha detto il presidente del Consiglio, sarà vagliato a seconda della soglia di criticità e basato su vari parametri. Rispetto alla prima fase, quindi, ci saranno misure mirate e non un lockdown generalizzato per tutto il Paese.

La riduzione del 50% dei posti sui mezzi del trasporto pubblico nel nuovo Dpcm

Per quanto concerne i trasporti, come detto, ci sarà una riduzione della capienza nei mezzi dall'80 al 50 per cento. Nei giorni scorsi molti avevano chiesto un intervento proprio sui mezzi pubblici, attraverso il potenziamento di metropolitane, bus e tram spesso affollati nelle ore di punta. Impossibile mantenere il distanziamento necessario, soprattutto nelle grandi città.

Chi va a scuola o a lavoro viaggiando su autobus e metropolitane a pieno carico lo sa bene: sopravvivere ai mezzi gremiti alle 7 del mattino è già complicato di per sé, ma di questi tempi viaggiare in sicurezza sui trasporti pubblici diventa un'impresa ardua. Con un paradosso: a scuola o a lavoro si sta distanziati, disciplinati e sanificati, in sicurezza. Fuori, e dentro ai mezzi pubblici, si sta ammucchiati. Non c'è bisogno di un virologo per intuire che situazioni del genere aumentano pericolosamente il rischio contagio.

trasporti mezzi pubblici 50 per cento2-2

La ministra dei Trasporti Paola De Micheli aveva detto che i trasporti non sono veicolo di contagio e che le linee guida attuali, con il riempimento all'80%, sono adeguate. Secondo il governo, la responsabilità di quello che sta accadendo è delle regioni, che non hanno ancora speso tutti i soldi messi a disposizione per usare bus aggiuntivi e alleggerire i flussi. Ora, invece, si arriva ad una stretta sulla capienza.

"Questo nuovo Dpcm creerà problemi nei trasporti"

Non mancano le critiche. Secondo Asstra (l'associazione delle aziende del trasporto urbano ed extraurbano), simulando una capienza dei mezzi di trasporto pubblico locale al 50% ogni giorno "si lascerebbero a piedi circa 275mila persone e si potrebbero generare da oltre 42mila a oltre 250mila spostamenti in auto in più ogni giorno solo nelle ore di punta mattutine".

"Questo nuovo Dpcm ci creerà ulteriori problemi. Per fortuna, abbiamo avuto l'autorizzazione per l'avvio di contratti di lavoro e quindi possiamo potenziare gli autobus da mettere in circolazione". Lo ha detto all'Adnkronos Michele Cimini, presidente dell'Amat, l'azienda dei trasporti pubblici locali di Palermo commentando il nuovo Dpcm che prevede la riduzione del 50 per cento di passeggeri sui mezzi pubblici. "Io avrei preferito che nel momento in cui si attiva un percorso del genere - dice - si finanziava anche la possibilità di coinvolgere personale per la vigilanza del rispetto del contingentamento e anche per gli autisti, così come è stato fatto nel mondo della sanità e della scuola". Cimino aggiunge: "Nell'ambito della mobilità questo problema rimane invece a carico delle aziende, questo ci provoca impegni economici da sobbarcarci". E ricorda: "Noi nell'ambito del piano della mobilità abbiamo ridotto le corse la notte e mettendo più mezzi sulla mattina. E questo ci ha aiutato a rispettare questo limite. La nostra affluenza è legata alla didattica a distanza. Se c'è la dad riusciamo a reggere questo obiettivo. Se gli studenti tornano a scuola allora diventa un problema".

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