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Sabato, 15 Giugno 2024
Le perplessità

La multa nonostante il biglietto: ora sul treno serve il check-in

Segnalazioni di malfunzionamenti e dubbi sull'utilità di questo nuovo passaggio introdotto da Trenitalia hanno innescato un dibattito anche tra esperti del settore digitale

Dallo scorso agosto Trenitalia ha introdotto l'obbligo di check-in per i treni regionali, in sostanza una auto-obliterazione del biglietto da effettuare prima di salire a bordo. Affinché il biglietto acquistato sia valido per il viaggio bisogna loggarsi nella propria area riservata sull'app di Trenitalia, scegliere il biglietto da obliterare e cliccare a fondo pagina "check-in e barcode", oppure collegarsi al link nell'sms o nell'email ricevuta al momento dell'acquisto. Insomma, un passaggio ulteriore che nei mesi ha generato ampie perplessità tra pendolari e non solo. 

Dopo un periodo di tolleranza durato circa 6 mesi, i controllori hanno iniziato a multare i passeggeri che non effettuano il check-in, con un conseguente malcontento da parte di chi, nonostante le indicazioni di Trenitalia siano chiare, non è stato raggiunto dalla campagna di comunicazione sulla novità introdotta. Trasgressioni e multe a parte, i più si sono chiesti (e continuano a chiedersi) che senso abbia il check-in e se questo non sia peggiorativo dell'esperienza dei viaggiatori. L'ulteriore passaggio esclude potenzialmente alcune categorie come gli anziani, con il rischio di rivelarsi quindi escludente e penalizzante, ma c'è anche chi lamenta problemi con il qr code, che può non apparire o risultare non valido.

I dubbi sul check-in

In teoria, il nuovo sistema introdotto con il "biglietto digitale regionale" garantisce più flessibilità rispetto al passato: "Una volta acquistato il biglietto - spiega Trenitalia - si potrà effettuare un numero illimitato di cambi sulla data e sull’ora del treno scelto, fino alle 23:59 del giorno precedente il viaggio. Illimitati cambi anche il giorno stesso del viaggio, anticipando o posticipando l’orario all’interno della stessa giornata".

Dubbi sull'utilità e lo scopo del check-in sono stati però espressi anche dal Codacons, che negli scorsi mesi ha presentato un'istanza d'accesso per "prendere visione ed estrarre copia di tutti gli atti e verbali inerenti gli atti di licenziamento dei controllori nonché degli atti istruttori che hanno determinato l’obbligatorietà dei check-in per i treni regionali". In sostanza,  il Codacons ha sollevato il dubbio che il self check-in sia stato introdotto per tagliare le spese relative al servizio di controllo dei titoli di viaggio.

Trenitalia ha risposto sottolineando che "il biglietto digitale regionale è nato per semplificare l’esperienza di viaggio, grazie al numero illimitato di cambi (sia di data che ora) fino alle 23:59 del giorno precedente la data del viaggio ed un numero illimitato di cambi treno fino al termine del giorno del viaggio, se non ancora effettuato il check-in. L'introduzione di questa nuova modalità di viaggio -ribatte l'azienda - non è in alcun modo correlata all’ipotesi, priva di fondamento, di una potenziale diminuzione dei controlli a bordo. La rapida operazione di check-in, assimilabile alla validazione del titolo cartaceo, oltre a rappresentare un valido strumento per evitare l’elusione, costituisce la base per l’introduzione di una serie di ulteriori vantaggi per il passeggero, come l’informazione dedicata in corso di viaggio. Il biglietto digitale regionale è un’opzione alternativa al biglietto cartaceo, tuttora disponibile".

Il caso delle nuove regole per i bagagli sulle Frecce di Trenitalia

Le perplessità sfogate nei mesi soprattutto online da parte dei viaggiatori hanno infine montato un vero un "caso check-in Trenitalia" nel quale si stanno pronunciando anche esperti del mondo digitale. Paolo Benanti, docente alla Pontificia Università Gregoriana e presso l’Università di Seattle nonché consigliere di Papa Francesco sull'intelligenza artificiale, ha definito la funzionalità un "pessimo esempio di digitalizzazione". "Quello che veramente mi interroga - ha scritto su Linkedin - è quanto questa soluzione sia inclusiva e si adatti ai passeggeri che sfruttano il servizio pubblico. Come farà un viaggiatore straniero senza Internet a validare il titolo? Come può gestirlo un anziano? O come distribuire il titolo dagli uffici ai dipendenti se gli smartphone non fanno aprire il link?". "Insomma, una storia su cui riflettere per evitare di fare contro-innovazione e scaricare sulla parte fragile della catena, il cliente, le scelte sbagliate della società", conclude.

Sempre su Linkedin Luca Mastella, ceo della start-up "Learnn", ha lamentato di essere incorso in una multa per via della mancata auto-obliterazione. Dopo la pubblicazione del post, ha spiegato, "mi è stato chiesto di partecipare ad una chiamata con diversi membri del loro team dove lavoreremo insieme per migliorare l'esperienza utente e la comunicazione dell'importanza di fare il check-in".

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