Giovedì, 13 Maggio 2021
27 milioni di dosi all'Italia

Nessun legame provato tra il vaccino Johnson&Johnson e le trombosi

Ieri l'Agenzia europea per il farmaco (Ema) ha avviato una revisione per valutare segnalazioni di eventi tromboembolici in quanti hanno ricevuto il preparato della casa farmaceutica statunitense. Sono stati segnalati 4 casi gravi di coaguli di sangue insoliti con piastrine basse, di cui uno fatale. Nessuna correlazione

Non c'è nessun legame provato tra il vaccino anti covid Janssen di Johnson&Johnson e le trombosi. La Food and Drug Administration, ente regolatore per i farmaci negli States, non ha trovato una relazione causale tra la vaccinazione con il siero J&J e alcuni casi di trombosi segnalati. La Fda - si legge in una nota - è a conoscenza dei casi di persone con gravi coaguli di sangue, a volte collegati a bassi livelli di piastrine nel sangue, dopo la somministrazione di J&J e ha sottolineato "che queste condizioni possono avere molte cause diverse", precisando che continuerà a investigare.

L'Agenzia europea per il farmaco (Ema) ha avviato ieri una revisione per valutare segnalazioni di eventi tromboembolici in quanti hanno ricevuto il vaccino della casa farmaceutica statunitense. Dopo la vaccinazione col siero di Johnson&Johnson sono stati segnalati infatti quattro casi gravi di coaguli di sangue insoliti con piastrine basse negli Usa, di cui uno fatale. Il vaccino ora viene utilizzato solo negli Stati Uniti, con un'autorizzazione all'uso di emergenza.

In Europa è stato autorizzato l'11 marzo, ma non viene ancora inoculato in nessuno dei 27 Paesi, anche se è previsto in consegna nelle prossime settimane. L'Europa ha già prenotato 200 milioni di dosi entro il 2021. All'Italia dovrebbero arrivarne circa 26-27 milioni.

La principale peculiarità di questo vaccino è che prevede la somministrazione di una sola dose. È basato su vettori derivati da adenovirus di serotipo 26 (Ad26). Le dosi possono essere conservate in frigorifero tra i 2°C e gli 8°C per tre mesi. Quando si riceve la dose, gli adenovirus inducono la produzione di una proteina che viene poi riconosciuta come una minaccia dal sistema immunitario. Viene così a svilupparsi una difesa contro la proteina del coronavirus, senza dover entrare in contatto con il coronavirus vero e proprio.

Sul portale del ministero della Salute si legge che "l'efficacia del vaccino monodose Janssen Covid-19 Vaccine (Johnson&Johnson), nelle forme gravi arriva fino al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all'85% dopo 28 giorni dalla somministrazione". L'azienda fa sapere che si è rilevata nel complesso un'alta efficacia all'81% contro le forme gravi della malattia da variante sudafricana, mentre contro le forme gravi di covid da variante brasiliana l'efficacia è stata dell’87%. 

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