"Così, grazie a una mansarda disabitata, ho trovato lavoro e cambiato vita"

Se la moda degli affitti su Airbnb porta spesso con sé problematiche e lamentele, c'è anche il rovescio della medaglia. La storia di Annalisa, 39enne di Bologna, mamma e superhost da 4 anni

Foto Wikimedia Commons/Flickr (autore Bebabut)

Ogni medaglia ha il suo rovescio. Il fenomeno Airbnb ha rivoluzionato il mercato del turismo mondiale e cambiato il volto delle città. Se da un lato si può viaggiare spendendo poco (accontendandosi però di sistemazioni talvolta più modeste e raffazzonate), dall’altro molte case che prima venivano affittate ai residenti sono ora appannaggio di un turismo sempre più mordi e fuggi. Secondo Il Sole 24 Ore ad esempio negli ultimi due anni gli annunci "affittasi" con proposte di lungo periodo, sono calati del 7% su Immobiliare.it, mentre i canoni sono in rialzo. Non solo: i tempi medi per affittare un’abitazione si sono notevolmente ridotti. Solo un caso? Forse no.

Airbnb può però rappresentare un’opportunità di guadagno e talvolta anche di riscatto per chi sta dall’altra parte: i così detti host. È il caso di Annalisa: bolognese, 39 anni, mamma e superhost su Airbnb da 4 anni: "Per me - racconta a BolognaToday - questa è stata un'opportunità e mi ha consentito di reinventarmi. Nonostante i titoli di studio nel campo dei Beni Culturali infatti non trovavo un lavoro decente e nessuno sbocco professionale valido".

"Con Airbnb mi sono reinventata": la storia di Annalisa

Poi l’intuizione che ha cambiato tutto. "L'idea di rendere adeguato per la locazione turistica il mio spazio inutilizzato mi ha trasformato in un host e ad oggi è questa la mia professione: pulire e preparare casa ogni due o tre giorni, occuparmi della burocrazia, seguire i miei ospiti durante il loro soggiorno supportandoli (ricerca di un taxi, consigli sulle cose da vedere e dove mangiare...). Raggiunta una certa tranquillità economica ho avuto la possibilità di chiudere il cerchio: studiare per diventare guida turistica e acquisire il patentino".

Certo, per ovvie ragioni non è un’opportunità che tutti possono cogliere. La conditio sine qua non è quella di avere uno spazio adeguato. Poi sta all’host farlo rendere al meglio. "Il mio è un appartamento intero - racconta Annalisa - ,una mansarda appena fuori dalle mura. Prima era inutilizzato e disabitato, poi ho deciso di rimetterlo a posto e svoltare provando a dargli un senso. Il mio target sono turisti, per la maggiore stranieri, fra i 30 e i 70 anni che si fermano in città fra i due e i tre giorni". 

"Su Airbnb è tutto tracciabile"

Altra nota a favore di Airbnb è la tracciabilità dei pagamenti. Anche se non manca chi prova a fare il furbo: "Il problema di fondo delle regole è che c'è sempre chi non le rispetta e tende all'illegalità" spiega Annalisa. "Noi di Pal (l’associazione di turismo responsabile di cui fa parte, ndr) cerchiamo appunto di fare la guerra a chi non si comporta per bene. Detto questo, sulla piattaforma Airbnb è tutto tracciabile, non c'è scambio di contanti". Le tariffe? La 39enne assicura che il costo del suo appartamento resta invariato "a prescindere dell'alta o della bassa stagione, degli eventi e delle fiere in città e della richiesta per quei giorni. Penso che sia giusto così". 

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