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Martedì, 25 Gennaio 2022
La situazione

Tsunami Omicron: ecco cosa sta accadendo in Europa

La Danimarca introduce nuove restrizioni, in Regno Unito record di contagi per il terzo giorno consecutivo. L'Italia naviga al buio

Secondo quanto riferito l'altro ieri dal presidente del consiglio Mario Draghi, i casi di Omicron in Italia "sono meno dello 0,2 per cento", laddove in altri Paesi europei la variante è già molto diffusa. Il nostro Paese dunque avrebbe un vantaggio di circa venti giorni rispetto al resto d'Europa. Ma i dati su cui ci basiamo sono affidabili? In realtà "non conosciamo la percentuale vera di presenza di variante Omicron in Italia" ammette Massimo Ciccozzi, docente del Campus Bio-Medico di Roma. Il problema è sempre lo stesso: non sequenziamo abbastanza. E così navighiamo al buio.

Nel frattempo nel resto d'Europa il nuovo ceppo cresce a livelli mai visti prima. L'assessore alla salute della regione di Madrid, Enrique Ruiz Escudero, ha detto ai media iberici che la prevalenza della nuova variante potrebbe essere già al 60% in alcune aree. In Portogallo, uno dei Paesi più vaccinati al mondo, si stima che il 20% dei casi sia dovuto al nuovo ceppo, ma la percentuale - ha fatto sapere il ministro della Salute - potrebbe salire al 50% nella settimana di Natale per arrivare all'80% entro fine anno.  

La variante dominante in Scozia: "Lo tsunami è arrivato"

Secondo Nicola Sturgeon, primo ministro della Scozia, il 51,4% dei casi rilevati in territorio scozzese è attribuibile a Omicron. Solo una settimana fa il dato era al 15,5%. "Lo tsunami di cui avevo avvertito una settimana fa sta iniziando a colpirci" ha dichiarato Sturgeon aggiungendo che la nuova ondata sta mettendo a dura prova l'economia e altri servizi essenziali perché sempre più persone vengono infettate e devono autoisolarsi.

I numeri parlano chiaro: in Regno Unito oggi i contagi sono stati 93.045, record assoluto per il terzo giorno consecutivo. A Londra si ritiene che Omicron sia ormai dominante. In tutta l'isola solo nelle ultime due settimane si sono contagiate quasi 800mila persone. Un problema in tutti i settori come dimostra il caso premier league: ben nove partite della prima divisione inglese sono state infatti rinviate per la positività di molti calciatori al Covid. E ora si parla addirittura di fermare il campionato.  

Nuove restrizioni in Danimarca

In Danimarca, dove i residenti sono circa 5,8 milioni, sono stati accertati più di 11mila casi. Facendo le debite proporzioni è come se in Italia ci fossero più di 110mila diagnosi al giorno. Proprio oggi la premier Mette Frederiksen ha annunciato nuove restrizioni, tra cui la chiusura totale di cinema, teatri e sale da concerto, limiti di capienza per negozi e ristoranti e "coprifuoco" per i locali notturni che dovranno chiudere alle 23 (la vendita di alcolici non sarà consentita dopo le 22). 

Cosa sappiamo su Omicron

Che Omicron sia una variante (molto) più contagiosa delle precedenti è ormai fuor di dubbio. Secondo i dati dell'Ispi il ceppo Alpha ha impiegato 13 settimane per diventare dominante in Uk, Delta solo 6, Omicron potrebbe riuscirci in tre settimane. Il tempo di raddoppio è stato stimato in due-tre giorni. A ciò si aggiunge il fatto che Omicron è parzialmente immunoevasiva: oltre ad eludere (in parte) l'immunità conferita da precedenti infezioni, rende anche meno efficaci i vaccini.

Da uno studio realizzato in Sudafrica è emerso che la protezione di due dosi di Pfizer nei confronti del contagio passa dall'80 al 33%, dati in linea con quelli comunicati giorni fa dall'agenzia inglese Health Security Agency (UKHSA).

Pfizer, protezione vs infezione da Omicron-2

L'efficacia contro la malattia grave è invece stimata al 70% (prima era al 93). I primi studi in laboratorio suggeriscono che la dose booster potrebbe essere fondamentale per rispristinare la protezione contro questa variante, ma almeno in Italia solo il 23% della popolazione ha ricevuto una dose aggiuntiva. 

La nuova variante è meno virulenta? 

Dallo studio realizzato in Sudafrica è emerso che con la nuova variante il rischio di ricovero è risultato essere del 29% più basso se paragonato con i tassi di ospedalizzazione della prima ondata. Un calo che però va contestualizzato alla luce dell'alto numero di persone già infettate (circa il 70%) nel Paese prima della comparsa del nuovo ceppo.  

Da questo punto di vista l'ultimo report dell'Imperial College di Londra, che ha preso in esami dati della Uk Health Security Agency e del Servizio sanitario nazionale (Nhs), non lascia molte speranze. La ricerca "non ha trovato prove che Omicron" causa infezioni di "gravità inferiore a Delta", considerando la proporzione di persone risultate positive che riportano sintomi o la quota di casi che richiedono cure ospedaliere dopo l'infezione. "Tuttavia - precisano gli autori - i dati sui ricoveri rimangono molto limitati in questo momento".

Cosa dice il report dell'Imperial College

Nel report viene sottolineato anche che la nuova variante "elude in gran parte l'immunità ottenuta con la malattia e quella con due dosi di vaccino" anti-Covid. Gli esperti stimano "che il rischio di reinfezione con la variante Omicron è 5,4 volte maggiore di quello della variante Delta" e che quindi "la protezione contro la reinfezione da Omicron, offerta da un'infezione avuta in passato, può arrivare fino al 19%". Gli scienziati hanno inoltre stimato l'efficacia dei vaccini anti-Covid contro l'infezione sintomatica da Omicron. Ebbene, "l'efficacia è compresa tra lo 0% e 20% dopo due dosi e tra il 55% e l'80% dopo la dose di richiamo". 

A fine mese (o inizio gennaio) dati più affidabili sulla nuova variante

L'agenzia britannica HSA prevede di disporre di dati affidabili sulla gravità della malattia e sull'efficacia dei vaccini nell'ultima settimana di dicembre o più probabilmente la prima di gennaio. Se anche Omicron fosse meno lieve, avvertono gli esperti, un'impennata eccezionale dei contagi rischierebbe in ogni caso di mettere fuori gioco i sistemi sanitari. 

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