Sabato, 31 Luglio 2021
Attualità Perugia

Dopo il sisma, i turisti vandali: campi di lenticchie calpestati per farsi un selfie

"Abbiate rispetto per le nostre coltivazioni anche perché sono quelle che ci permettono di vivere", dicono le popolazioni terremotate che continuano a vivere e lavorare nella zona grazie all'agricoltura

Foto Fb Lo Stazzu de Il Sentiero del Lupo

Tutto, pur di fare una foto. Persino calpestare un raccolto, rovinare fiori e piante, per poter scattare l'immagine giusta e convididerla sui social. Magari scrivendo poi didascalie poetiche, inneggianti alla bellezza della natura e dei panorami italiani che non hanno niente da invidiare a quelli di altri paesi esteri.

L'ignoranza, la maleducazione e la conseguente mancanza di rispetto hanno inferto un'altra ferita a Castelluccio di Norcia, uscito devastato dal terremoto del Centro Italia. Come documentato dalla pagina Facebook "I Love Castelluccio", i turisti che in questi ultimi giorni hanno affollato la zona per ammirare lo straordinario spettacolo della fioritura, hanno calpestato i campi per scattare fotografie, superando i divieti e non rispettando i percorsi appositi. 

Tra poco inizierà la fioritura ma entrare nei campi, sdraiarsi, giocare a palla e quant'altro è vietato, è stupido e oltraggio nei nostri confronti. Ci sono i cartelli di avviso ma a quanto pare in molti non sanno leggere. Inoltre ci sono molti campi lasciati liberi proprio per permettere le soste e trascorrere in libertà una giornata. Va bene fare le foto ma ci sono i passaggi, le mulattiere e i bordi strada per permettere a tutti di fotografare questo spettacolo. Entrare nei campi significa rovinare le nostre coltivazioni. Sotto i fiori infatti, ci sono le piccole piantine di lenticchia , Roveja, fagioli e tutti quei legumi che noi produciamo. Quindi abbiate rispetto per le nostre coltivazioni anche perché sono quelle che ci permettono di vivere

Poco lontano, in un altro territorio similmente martoriato dal terremoto e che lotta per riprendere dignità e lavoro, i numeri non sono incoraggianti. Secondo i dati del Centro studi di Cna Marche, nei Comuni marchigiani del cratere si sono interrotte - causa sisma - 135 attività che offrono servizi alla persona, 120 esercizi commerciali e 242 aziende agricole. Complessivamente si registra un calo del 9,3% di edicole, del 7,1% di panetterie, del 6,8% di macellerie, del 6,4% di mercerie, del 5,9% di fiorai, del 5,6% di distributori di benzina e del 4,3% di ambulanti.

"È urgente - dice Camilla Fabbri, responsabile per la Ricostruzione dell'associazione di categoria - porre un freno all'abbandono dei territori colpiti dal sisma da parte di imprese e popolazione. La Cna Marche ha elaborato cinque progetti per favorire un percorso di rinascita per le realtà produttive del cratere marchigiano. I progetti sono stati presentati all'Istao nell'ambito del 'Patto per la ricostruzione e sviluppo' voluto dalla Regione Marche. L'obiettivo che ci poniamo è quello di valorizzare le risorse imprenditoriali nelle aree coinvolte dal sisma utilizzando nuovi strumenti: iniziative per frenare la scomparsa di attivitaà tradizionali e di servizi ai cittadini".

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