Gli Uffizi eccellenza social tra Ferragni e TikTok (e come se la passano in rete gli altri musei italiani)

Le Gallerie segnano +24% di ingressi post visita della influencer. Ma in Italia solo metà dei musei ha Instagram

Chiara Ferragni, 33 anni, alle Gallerie degli Uffizi (Credit Instagram)

I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli. È la massima di Maradona che viene in mente pensando alle accese polemiche sul caso Uffizi, sempre che vogliamo prendere per buona l'opinione per cui l'associazione Simonetta Vespucci-Chiara Ferragni sia stata un errore, ipotesi tutt'altro che confermata dal boom di ingressi post visita della influencer (+24% nel weekend, +27 su target giovani). In mezzo al polverone di chiacchiere sollevato online, infatti, piomba il macigno dei fatti: la galleria diretta da Eike Schmidt è in assoluto il museo italiano più seguito su Instagram (522mila follower), vanta un debutto record su Facebook (53mila fan in due mesi) ed è tra i pochissimi a sperimentare una promozione su TikTok (36mila seguaci) a beneficio delle giovani generazioni. Dettagli tutt'altro che accessori in una fase oltremodo digitale come è questa del covid e se si pensa che solo metà dei musei italiani ha un account Instagram.

La scelta di avere nelle Gallerie Ferragni, "divinità contemporanea nell’era dei social" come l'ha definita l'account ufficiale, ha confermato il successo del museo: +10mila follower sul profilo e l'engagement, ovvero il coinvolgimento degli utenti, che è balzato da 1.72 a 3.37. Che tradotto significa: 9.312 visitatori nel finesettimana a fronte dei 7.511 del precedente. Numeri di fronte ai quali la riflessione deve precedere l'indignazione. Si dirà che l'accostamento con Vespucci è lode sperticata e che, nella società dell'immagine dell'era Instagram, la Venere del Botticelli rischierà di essere ridotta dagli utenti ad un post acchiappa-like che ha la stessa resa 'social-estetica' di un avocado toast, ma ogni visitatore del futuro (soprattutto se avrà voglia di non fermarsi in superficie) sarà una battaglia vinta. Perché il valore di un museo non si misura solo nelle collezioni che ospita, ma nello scambio che riesce ad instaurare all'interno della società. Altrimenti tanto vale tornare allo studiolo di Francesco I.

Di "de-sacralizzazione" dell'arte, peraltro, si parlò anche due anni fa, quando le popstar Beyoncé e Jay-Z ambientarono nelle stanze del Louvre il videoclip del brano 'Apeshit': venne definita una scelta troppo pop, ma oggi il video conta 218milioni di visualizzazioni su YouTube e l'anno successivo il museo parigino registrava il 25 per cento di visitatori in più. Ferragni di follower ne ha venti milioni, sparsi in giro per il mondo, quel mondo che da mesi ha gli occhi puntati sull'Italia, apripista tricolore delle cadute e delle rinascite dell'emergenza coronavirus.

Lo stato dell'arte secondo il Politecnico di Milano: solo metà dei musei italiani ha Instagram

Venti milioni di follower che, senza colpo ferire, vanno ad aggiungersi alla promozione prodotta dalle fanbase social dei musei italiani. Stando ad una ricerca realizzata a maggio dall'Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali della School of Management del del Politecnico di Milano (“Dall’emergenza nuovi paradigmi digitali per la cultura”), infatti, oggi il 76% dei musei è presente almeno su un canale social: Facebook è il più diffuso (76%), seguito da Instagram (45%, rispetto al 26% dell’anno precedente), pochi provano Tik Tok. Durante il lockdown, l'interesse degli italiani per le attività culturali online è cresciuto, incrementando gli utenti sulle pagine dei musei: la crescita maggiore si è registrata proprio su Instagram (+7,2%), seguito da Facebook (+5,1%) e Twitter (+2,8%) a marzo, con un ulteriore aumento dell’8,4%, 3,6% e 2,4% ad aprile. A parte pochi casi, il livello di interazione a maggio è rimasto stabile. Oggi più che mai dunque la sfida è coniugare la fruizione dal vivo con l'esperienza online. 

Gli Uffizi gioiello social d'Italia, ma Louvre è il re d'Europa

Su questo gli Uffizi rappresentano un'eccellenza. In Europa, con i loro 500mila follower, le Gallerie si collocano al 14esimo posto degli account di musei più seguiti su Instagram, mentre sono inglesi e francesi a dominare la classifica (al primo posto il Louvre con 10 milioni di visitatori e 4,1 milioni di follower; su scala mondiale, invece, vince il MOMA, con 7 milioni di visitatori e 5 milioni di follower, ndr). Tra i primati delle Gallerie c'è poi anche l'uso di TikTok, l'app cinese che ha raggiunto un miliardo di utenti nel mondo: 36mila follower e sketch sui generis con protagonisti volti dell'arte: il corpo statuario di Ercole, ad esempio, è corredato dagli hashtag #sexy #abs #man. (VIDEO IN BASSO).

Gli altri musei italiani e il confronto con l'estero

Ma come se la passano sui social gli altri musei italiani? Volendo prendere come riferimento la Top 10 dei musei e dei parchi archeologici statali più visitati del 2019 stilata dal 'MIBACT - Ministero per i beni e per le attività culturali e per il turismo', troviamo in prima posizione il Colosseo. L'anfiteatro Flavio - che di certo non ha bisogno di presentazioni né di promozione social, ma tant'è - accoglie 7 milioni e mezzo di visitatori l'anno e appena 17mila follower su Instagram: l'account, peraltro, si fa portavoce anche di Foro Romano, Palatino e Domus Aurea. In seconda posizione gli Uffizi, appunto, e in terza il Parco Archeologico di Pompei, con circa 4 milioni di ingressi e 190mila follower. Poi ci sono la Galleria dell'Accademia di Firenze (1.704.776 visitatori e 66mila follower) e Castel Sant'Angelo (un milione di visitatori e 29mila fan), per cui i numeri social si abbassano notevolmente.

In linea di massima, i musei e luoghi d'arte statali che viaggiano tra gli 800mila e il milione di visitatori (Egizio, Venaria, Reggia di Caserta), hanno in media 50mila follower. Ma il rapporto tra visitatori e utenti non è uguale per tutti. Le Ville Adriana e D'Este di Tivoli, ad esempio, hanno avuto 700mila turisti nel 2019 e sono ferme a 6000 follower. C'è poi il balzo positivo della Galleria Borghese: 572.976 turisti e 107mila follower. Non brillano i Musei Vaticani che con quasi 7 mlioni di visitatori non si spingono oltre i 60mila fan.

Ampliando lo sguardo, è opportuno paragonare i numeri online dei musei statali italiani con i corrispettivi stranieri in termini di visitatori. Gli esempi d'eccellenza in Europa non mancano. Un successo senza fine è quello del Van Gogh Museum di Amsterdam: più di 2 milioni di visitatori e un milione di follower su Instagram. Mezzo milione di follower per la Royal Academy of Arts di Londra (un milione di ingressi) e per il Grand Palais di Francia (2 milioni). Il Museo di Picasso a Barcellona accoglie un milione di turisti e 290mila fan. La casa di Anna Frank di Amsterdam ha un milione di visitatori, 'solo' 134mila follower ma un engagement altissimo, 4,58%: merito di una comunicazione virtuosa, fatta di empatia, videodiari di Anne e testimonianze post visita del pubblico, comune e 'vip', come quando a raccontare la sua esperienza tra le sale c'era la cantante latina Camila Cabello...

(In basso, alcuni video dell'account UffiziGalleries su TikTok)

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Ieri ed oggi ... I canoni estetici cambiano nel corso dei secoli. L’ideale femminile della donna con i capelli biondi e la pelle diafana è un tipico ideale in voga nel Rinascimento. Magistralmente espresso alla fine del '400 da #SandroBotticelli nella Nascita di #Venere attraverso il volto probabilmente identificato con quello della bellissima Simonetta Vespucci, sua contemporanea. Una nobildonna di origine genovese, amata da Giuliano de’Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico e idolatrata da Sandro Botticelli, tanto da diventarne sua Musa ispiratrice. Ai giorni nostri l’italiana Chiara Ferragni, nata a Cremona, incarna un mito per milioni di followers -una sorta di divinità contemporanea nell’era dei social - Il mito di Chiara Ferragni, diviso fra feroci detrattori e impavidi sostenitori, è un fenomeno sociologico che raccoglie milioni di seguaci in tutto il mondo, fotografando un’istantanea del nostro tempo. 🌍ENG: Beauty standards change in the course of time. The female ideal of a blonde- haired woman with diaphanous skin is a very common beauty model in the Renaissance. Masterfully expressed by the Florentine Sandro Botticelli in The birth of Venus maybe portraying the face of one of his contemporary, Simonetta Vespucci. A beautiful noble woman, of Genoese origin, beloved by Giuliano de’ Medici, the younger brother of Lorenzo the Magnificent ; she was so worshiped by Sandro Botticelli that she became his muse. Nowadays, Chiara Ferragni, born in Cremona, embodies a role model for millions of followers - a sort of contemporary divinity in the era of social media - The myth and the story of Chiara Ferragni, argued by harsh critics and supported by faithful fans, is a real sociological phenomenon that involves millions of supporter worldwide and it can undoubtedly be considered a snap-shot of our time.

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