Giovedì, 24 Giugno 2021
Caos vaccini

Astrazeneca sì, poi boh, poi no: tutte le capriole del ministero della Salute

Prima autorizzato solo fino a 55 anni, poi sospeso, infine raccomandato per gli over 60. Da quando ne è stata autorizzata la somministrazione, fino ad oggi, le indicazioni dell'Aifa sull'utilizzo del vaccino Vaxzevria di Astrazeneca sono cambiate più volte

l Coordinatore del Cts, Franco Locatelli

Il 30 gennaio il via libera dell'Aifa per l'utilizzo preferenziale dai 18 ai 55 anni, oggi 11 giugno il vaccino è stato limitato all'utilizzo per i soli over 60. Ma non è stata la sola modifica: le indicazioni dell'Aifa sull'utilizzo del vaccino Vaxzevria di Astrazeneca sono cambiate più volte. Vediamo una breve cronologia.

Il 30 gennaio il via libera dell'Aifa per l'utilizzo preferenziale dai 18 ai 55 anni mentre era "definito un utilizzo preferenziale dei vaccini a RNA nei soggetti più anziani e/o più fragili.

Il 2 febbraio il Cts dà il via libera anche per gli over 55 in buona salute sulla base del rapporto beneficio/rischio, esteso due settimane dopo, il 27 febbraio fino a 65 anni "in buona condizione di salute". Il presidente dell'Aifa Giorgio Palù ha spiegato che l'autorità regolatoria si è sempre attenuta alle indicazioni dell'Ema e ha sempre detto e sostenuto che il vaccino fosse per tutte le età, ha solo consigliato inizialmente quella fascia (18-55, ndr) in base ai dati clinici pervenuti".

L'11 marzo iniziano i primi problemi dopo alcuni "eventi avversi gravi" che spingono l'Aifa a sospendere prima un lotto (ABV2856) e, quattro giorno dopo, il 15, l'utilizzo di Astrazeneca in tutta Italia

Il 18 marzo Ema revocato il divieto di utilizzo pronunciandosi sul possibile legame tra il vaccino e le trombosi con un parere che lo classifica come evento "molto raro".

Il 7 aprile si cambia ancora e una circolare del ministero della Salute raccomanda un uso preferenziale di Astrazeneca per i soggetti over 60. Due settimane dopo, una circolare analoga del ministero estende la raccomandazione anche al vaccino di Johnson & Johnson, il cui via libera era stato dato il 12 marzo

L'11 maggio il ministero della Salute chiede di valutare la possibilità di estendere sia Astrazeneca sia J&J alla fascia 50-59 anni. Il Comitato tecnico scientifico ricorda che l'uso di entrambi "è approvato sia dall'Ema sia dall'Aifa per i soggetti al di sopra di 18 anni", che "c'è un rapporto rischi/benefici che è incrementale con l'aumento dell'età" e che i casi di trombosi si sono osservati "in larga prevalenza in persone sotto i 60 anni di età" e questo ha portato le autorità sanitarie a dare "l'indicazione preferenziale per i soggetti di età uguale o superiore ai 60 anni".

Arriva così l'ok agli open day dato che gli esperti sottolineavano che data la sostenuta circolazione del virus (400 casi ogni 100mila abitant) i rischi benefici propendevano a offrire, in seguito ad adesione/richiesta volontaria, i vaccini a vettore adenovirale a tutti i soggetti di età superiore ai 18 anni".

Il 26 maggio l'Aifa ravvisa "margini di incertezza" per la somministrazione di Astrazeneca nei soggetti di età inferiore a 60 anni ma il gruppo di lavoro Emostasi e Trombosi dell'Aifa ritiene che il completamento del ciclo vaccinale con la seconda dose agli under 60 "la strategia di contrasto alla diffusione del virus SarsCoV2 che garantisce il migliore livello di protezione".

Infine oggi, 11 giugno il vaccino di Astrazeneca viene fortemente raccomandato per gli over 60 mentre chi ha meno di sessant'anni e ha già fatto una dose del siero a vettore virale farà la seconda con Pfizer o Moderna.

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