Lunedì, 27 Settembre 2021
Perché?

Il caso strano dei 20enni che si vaccinano più dei 30enni (e mettono nel mirino i 40enni)

Solo voglia di Green Pass o c'entra anche la dimestichezza con la rete?

Sono 72.436.423 le dosi di vaccino contro il Covid somministrate in Italia, il 97,2% di quelle consegnate al nostro Paese, pari a 74.524.000 dosi. È quanto si legge nel report sui vaccini pubblicato sul sito del governo. A livello regionale, la Lombardia è la regione più virtuosa, facendo registrare il 100,5% del rapporto tra dosi somministrate e dosi consegnate. Seguono le Marche (99,4%) e la Puglia (98,5%). In coda alla 'classifica' troviamo la Provincia Autonoma di Bolzano (89%), la Calabria (91,8%) e il Friuli-Venezia Giulia (93,9%). Le somministrazioni sono state effettuate nei 2.810 principali punti di tutta Italia. Le persone che hanno completato il ciclo vaccinale sono 34.868.168, il 64,56 % della popolazione over 12.

Il caso strano dei 20enni che si vaccinano più dei 30enni (e mettono nel mirino i 40enni)

Andando ad analizzare il dato per fasce di età tuttavia non mancano le sorprese. Quella più evidente è che tra i 20enni il vaccino ha fatto più breccia che tra i 30enni. Nello specifico (stando ai dati elaborati da Lorenzo Ruffino e pubblicati su Twitter), la percentuale di vaccinati con una sola dose nella fascia di età tra i 20 e i 29 anni è pari al 67,3% (dati aggiornati al 10 agosto), contro il 64,3% della categoria 30-39 e il 70% della fascia 40-49. Non solo. Le somministrazioni tra i 20enni stanno crescendo ad un ritmo molto più elevato delle altre fasce di età: se il trend dovesse continuare potremmo avere nel giro di qualche giorno più vaccinati tra chi ha meno di 30 anni che nella fascia dei 40enni, molto più esposti al rischio di ricovero.

Un fatto interessante. C’è chi ha ipotizzato che possa avere a che fare con la dimestichezza dei più giovani con la rete: in poche parole chi oggi ha 20 anni conosce internet molto meglio di chi è più in là con gli anni e sa tenersi al riparo da fake news e disinformazione. Un’altra ipotesi è che la propensione dei giovani al vaccino sia dovuta alla necessità, o comunque al desiderio, di ottenere il green pass e dunque avere accesso a tutte quelle attività che altrimenti sarebbero loro precluse. Una possibilità ovviamente non esclude l’altra. Certo è che i più giovani, ancora una volta, stanno dando il buon esempio. 

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