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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Parla l'esperto

Perché è importante vaccinare i bambini: "Li ho visti morire per colpa del Covid"

Carlo Federico Perno, direttore dell'unità di microbiologia all'ospedale Bambino Gesù di Roma, ha spiegato l'importanza dei vaccini nella fascia dai 5 agli 11 anni

"I bambini infettati in Italia sono mezzo milione. Nelle statistiche compaiono solo quelli morti di Covid, che sono un buon numero. Ma io li ho visti morire i bambini. In ospedale vedo i bambini che muoiono a causa del Covid. L’ultimo due settimane fa, quando ha preso il Covid, ha dovuto interrompere le cure per la leucemia ed è morto. È morto di leucemia, ma non sarebbe morto se non si fosse preso il Covid. Stamattina un’altra bambina che ha preso il Covid e dovrà interrompere le cure per la sua malattia intestinale. Con chi dice che nei bambini la malattia è benigna o è asintomatica, io sono un po’ duro e, in modo evangelico, rispondo loro che non sanno quello che dicono".

Lo ha detto stamattina Carlo Federico Perno, direttore dell'unità di microbiologia dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, intervenendo in Senato in occasione della proiezione del film su Ilaria Capua, la virologa italiana ed ex parlamentare accusata (ingiustamente) di essere responsabile di un traffico illecito di vaccini. All’evento, voluto e organizzato dalla senatrice Paola Binetti, Perno ha sottolineato come oggi sia fondamentale vaccinare soprattutto i più piccoli, consegnando ai presenti una metafora: quando c’è l’alta marea, gli scogli non si vedono perché c’è una grande quantità di acqua che copre tutto, quando c’è la bassa marea, si cominciano a vedere gli scogli. "Quando abbiamo infettato tantissima gente, - ha spiegato Perno - i bambini infettati non si vedevano. Abbiamo passato l’infezione di adulti e anziani col vaccino e adesso cominciano a comparire i bambini infettati che ci sono sempre stati ma si vedevano di meno".

Dunque Perno non ha dubbi: si devono vaccinare i bambini e, parlando direttamente con Today, smonta anche i dubbi sugli effetti collaterali. "Il vaccino che abbiamo adesso è di totale sicurezza. - ha spiegato Perna - In America hanno vaccinato oltre sei milioni di persone fra 5 e 11 anni e non ci sono segnalazioni di alcun tipo di eventi avversi rilevanti, se non il classico rossore al braccio. Quindi questo vaccino, che tutto sommato è poco tossico negli adulti, nei bambini risulta ancora meno tossico. L'efficacia la misureremo piano piano nei mesi, vedendo come evolve l’infezione, ma non dimentichiamo che, da studi registrati, abbiamo una evidenza di efficacia superiore al 90%. Quindi abbiamo tutti gli elementi per dire che non c’è nessuna evidenza di tossicità. Abbiamo invece un’evidenza di efficacia e una evidenza di necessità perché i bambini che si infettano e si ricoverano sono sempre di più".

Se il numero di bambini ricoverati è sempre più alto, vuol dire davvero che i bambini sono gli scogli di cui parlava l’esperto del centro di ricerca pediatrica a Roma con la metafora del mare. Adesso ce ne stiamo accorgendo più di prima, quando forse ci era comodo pensare che i bambini non avessero alcun problema in quanto giovani e forti. Eppure dietro questa idea, spesso si cela il dubbio che il vaccino non sia sicuro. "È Al di fuori di qualsiasi logica scientifica e medica. - ribatte Perna - Chi sostiene questo lo fa perché deve giustificare i propri comportamenti. Credo sia inutile rispondere ancora a questa tesi. Non esistono vaccini sperimentali. In America c’è un registro che raduna tutte le info che da vaccinazioni. Su 6 milioni non ci sono elementi di tossicità".

Insomma non solo non ci sono motivi per temere il vaccino sui bambini, ma ci sono validi motivi per farlo perché essere giovanissimi non è garanzia di immunizzazione da qualsiasi cosa. "I bambini si ammalano di Covid e se si prendono il Covid da non vaccinati non vanno a scuola e non fanno andare a scuola tutti i loro compagni. Possiamo permetterci un terzo anno in Dad? Io penso che sia devastante”. Ma adesso arriva Omicron. "Non siamo preoccupati. - continua l’esperto romano - Stiamo studiando lo studio ci permetterà di capire più avanti, ma ricordiamoci che, quando era arrivata la Delta, ci fu detto che bucava i vaccini e non era vero. Quindi aspettiamo". E se questa volta non saremo così fortunati? "Allora ci porremo il problema perché se lo buca, dipende di quanto e se lo buca se del tutto, dovremmo rifare tutti i cicli vaccinali. Ma davvero non abbiamo motivo di pensare che sia così".

Il messaggio di Carlo Federico Perno è arrivato a tutti i presenti all’evento dell’onorevole Binetti. Non è un caso perché l’intenzione della senatrice di Forza Italia è proprio quello di lanciare un messaggio: rimettere la scienza al suo posto, quello di stella polare di tutta la politica, soprattutto ora che i Governi hanno a che fare con una pandemia. In questo senso la figura di Ilaria Capua è simbolica.

Paola Binetti - foto Ansa-2

“Ne parliamo perchè ci sono motivi personali, scientifici e politici. - ha detto Binetti a Today a margine dell’incontro. - Personali perché ho vissuto con lei la sofferenza di una persona ingiustamente accusata e vittima di una campagna mediatica. Scientifica perché anche il Premier Draghi ha ribadito come qualunque decisione vada presa su base scientifica. Politica perché abbiamo dato fin troppo spazio all’arroganza dei no vax. È ora che la politica decida da che parte stare. Non significa rinunciare al dialogo, nessuno vuole dogmatizzare la scienza, ma dobbiamo avere sempre ben presente come punto di riferimento il dato scientifico".

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