Venerdì, 27 Novembre 2020

Quali garanzie danno i primi tre vaccini contro Covid-19?

I tre preparati di AstraZeneca, Moderna e Pfizer-Biontech sono sicuri? È vero che è stata saltata una fase dei test? Quanti volontari sono stati utilizzati? Quando verranno pubblicati i risultati delle sperimentazioni? I tre vaccini promessi da AstraZeneca, Moderna e Pfizer-Biontech sono sicuri? È vero che è stata saltata una fase dei test? Quanti volontari sono stati utilizzati? Quando verranno pubblicati i risultati delle sperimentazioni? Le risposte dell'ex Ema Guido Rasi

I primi tre vaccini contro Covid-19 sono stati presentati la scorsa settimana da Pfizer-BionTech, Moderna e AstraZeneca. Ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al G20 ha chiesto che "vaccini e terapie siano diritti di tutti", mentre il capo della Protezione Civile Domenico Arcuri ha presentato alle Regioni il piano per la distribuzione del preparato di Pfizer che partirà nella terza o nella quarta settimana di gennaio 2021. Ma quali garanzie danno i tre vaccini contro Covid-19?

Quali garanzie danno i primi tre vaccini contro Covid-19?

Oggi a rispondere a questa domanda è Guido Rasi, ex direttore dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco, professore di microbiologia all’università di Tor Vergata, che in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera replica ai dubbi sollevati tra l'altro anche dal professore di Padova Andrea Crisanti in un'intervista all'AdnKronos Salute che è stata molto contestata. Raisi spiega che il tempo per lo sviluppo di un vaccino è di norma molto variabile: ad esempio per l'antiinfluenzale si parte da una piattaforma tecnologica dove viene inserito il virus che cambia e per questo basta un anno. Nel caso dei vaccini contro Sars-CoV-2 due fatti hanno influenzato i tempi:

  • Non c’è stato nessun problema nell’ arruolamento pazienti in quanto l’epidemia non si è mai interrotta. È stato facile fare la sperimentazione in una popolazione molto esposta al virus;
  • sono stati investite somme mai viste e utilizzate piattaforme tecnologiche che hanno messo insieme più gruppi di ricerca che hanno lavorato su elementi messi subito a disposizione della comunità scientifica;

Rasi spiega che l’Ema sta lavorando da 3 mesi su sui vaccini di Astrazeneca, Moderna e Pfizer/Biontec e risponde anche in modo molto chiaro alla questione della velocità di preparazione che potrebbe essere andata a discapito della sicurezza: "No, nessuna tappa è stata saltata. Sono state eliminate solo le inefficienze amministrative e burocratiche e le aziende hanno messo in campo tutte le forze". Poi aggiunge che le fasi 1 e 2 di sperimentazione non sono state semplificate o eliminate, ma semplicemente sono andate di pari passo, mentre per la sperimentazione si sono presentate 103mila persone quando di solito il campione è di 300. Infine, Rasi ha risposto anche sulla questione delle sperimentazioni non ancora pubblicate: "I dati ufficiali dell’Agenzia del farmaco vengono pubblicati sul sito dell’Ema e chiunque li potrà consultare, compresa la metodologia eipassaggi che hanno portato all’approvazione dei singoli prodotti". 

"Una campagna di vaccinazione senza precedenti a gennaio"

Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha promesso una campagna di vaccinazione anti-Covid nel Paese "senza precedenti e che richiederà un impegno straordinario di tutte le energie in campo". La campagna "per il vaccino Covid che arriverà, si svilupperà ci auguriamo - ha aggiunto - fin dalla fine di gennaio, quando appare in questo momento possibile che potremo avere le primissime dosi".

Le primissime dosi di vaccino anti-Covid che arriveranno, ha sottolineato il ministro della Salute, "saranno dedicate alle categorie più esposte a partire dai professionisti sanitari, i soggetti fragili, gli anziani nelle Residenze sanitarie Rsa e gli anziani con patologie".

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