Domenica, 16 Maggio 2021
Il nuovo piano vaccini

Cosa rischia chi rifiuta i vaccini e il nuovo piano di Figliuolo che dichiara guerra alle "dosi buttate"

Il governatore della Liguria Giovani Toti ha spiegato che in Regione il 15% dei sanitari ha rifiutato il vaccino e ora potrebbero essere demansionati. Solo ieri sera il commissario alla vaccinazione il generale Francesco Figliuolo aveva dato nuovo impulso al piano di vaccinazione di massa

"Intorno al 15% del personale sanitario in Liguria ha rifiutato il vaccino, non sono pochi, se si pensa che lavorano a contatto con pazienti fragili". Lo ha spiegato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani intervenendo a Radio Capital e motivando così la possibile introduzione di una legge regionale sull'obbligatorietà del vaccino anti covid per i sanitari.

Secondo Toti la strada da seguire è quella di spostare da ruoli delicati persone che non volendosi vaccinare possono mettere a rischio gli altri. Se infatti la possibile introduzione di un obbligo vaccinale per i lavoratori sanitari è stata esclusa da utti i costituzionalisti, una possibile soluzione l'ha tracciata la Regione Puglia ovvero quello utilizzare in ruoli diversi i sanitari che non si vaccinano.

"O uno se fa certi ruoli è obbligato a vaccinarsi per proteggere gli altri che vengono in contatto con lui, oppure ci sia la possibilità di non utilizzarli in determinati ruoli senza che questo faccia scattare una discriminazione sul posto di lavoro".

Figliuolo: "Più vaccini e più vaccinatori"

Solo ieri sera il generale Francesco Paolo Figliuolo, aveva presentato nella sua prima apparizione televisiva a Che Tempo che fa su Rai3 il nuovo cronoprogramma del piano vaccinale che prevede di arrivare a 500mila somministrazioni al giorno per avere, entro settembre, l'80% degli italiani vaccinati. "Arriveremo ad avere alla fine di questo mese 15 milioni di dosi, nel prossimo trimestre a 52 e in quello successivo arriveremo a 84 milioni". Numeri e obiettivi, quelli fissati, che saranno raggiunti con le "tre linee operative" presentate dal commissario straordinario:

"L'approvigionamento, la distribuzione e il controllo costante dei fabbisogni. Quindi- ha spiegato- l'istituzione di una riserva per andare dove ci sono problemi organizzativi o strutturali, o su cluster di varianti per l'inoculazione per rendere quell'area covid-free. Per questo servono un tavolo di coordinamento quotidiano e la capillarizzazione".

Nel piano si prevede di arruolare i medici di medicina generale, gli odontoiatri, ma anche medici aziendali e dello sport e utilizzare come centri vaccinali anche la farmacie. "Li stiamo raggiungendo whatsapp, una sorta di stretta di mano- ha detto- e poi si fanno le carte, ma intanto andiamo a vaccinare".

"Useremo il mese di marzo per fare riscaldamento, poi da aprile in modo graduale dopo la seconda decade dobbiamo arrivare a 500mila vaccinazioni al giorno. Ci sono regioni che hanno già oggi potenzialità di 100 o 150 mila, dobbiamo portare un bilanciamento sulle altre e andro' di persona a vedere. Serve un controllo accentrato" ha detto Figliuolo. "Tutto sta all'arrivo dei vaccini. Ora il piano è cadenzato su età e fragilità, ma ci sarà un momento di vaccinazione di massa. Potremo fare fuoco con tutte le polverie e chiuderemo la partita".

Vaccini, la lista con le riserver

Figliuolo ha approfondito anche la questione delle dosi buttate: "Se ci sono le classi prioritarie che possono utilizzarlo bene, altrimenti si va su classi vicine o sennò chiunque passa va vaccinato. Questo bisogna fare". Un concetto finora mai espresso apertamente, tanto che da più parti è stato chiesto di mettere in lista d'attesa persone che potessero ricevere il vaccino in caso di rinunce all'ultimo momento. E con queste parole il commissario dice chiaramente che questa è la strada da seguire.

L'ipotesi è quella di chiedere alle Regioni liste di riserva in caso di rinuncia alla somministrazione da parte di singoli cittadini. In quel caso sarà contattato all'ultimo minuto, per l'inoculazione sostitutiva, un altro paziente che era in lista nei giorni successivi e che ne ha diritto. Il sistema - a quanto si apprende - sarà comunque valutato caso per caso in ogni regione.

Il commissario ha assicurato inoltre che il nuovo piano terrà conto del problema dei caregiver, di chi si occupa dei disabili. Pertanto si darà priorità a genitori, tutori e badanti per dirla in italiano. Ma lo sforzo promesso dal nuovo commissario dovrebbe portare al 60% di vaccinati entro il 28 luglio, all'80% entro il 20 settembre e al completamento della vaccinazione di massa il 29 ottobre.

Nel report quotidiano sul sito del governo risultavano somministrate 180 mila dosi in 24 ore, oltre la media dell'ultimo periodo. Sono i dati da cui parte il nuovo piano, con l'obiettivo di arrivare ad almeno 300 mila somministrazioni giornaliere nell'ultima settimana di marzo e poi fino a 500 mila. Dal commissariato all'emergenza si sottolinea come evenutali ulteriori riduzioni di approvigionamenti di vaccini AstraZeneca potranno essere compensate da un incremento della produzione promesso da Pfizer-Biontech mentre il vaccino Johnson&Johnson inizierà ad arrivare da metà aprile.

Perché il Piemonte ha sospeso Astrazeneca dopo la morte del docente di Biella

Intanto ogni giorno arrivano nuove inchieste per decessi sospetti in seguito allla somministrazione del vaccino di AstraZeneca. Secondo l'agenzia italiana per il farmaco Aifa si tratta di un allarme ingiustificato e la casa farmaceutica elenca i dati: "Finora in Europa e nel Regno Unito, su un totale di 17 milioni di vaccinati, 15 casi di trombosi e 22 embolie".

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