Domenica, 24 Gennaio 2021

Tre vaccini ci salveranno da Covid-19?

Dopo Pfizer ecco Moderna e AstraZeneca: sono attesi per questa settimana gli annunci su due altri preparati che avranno l'obiettivo di fermare l'epidemia di coronavirus. Si parte in Usa dal 15 dicembre

Dopo Pfizer ecco Moderna e AstraZeneca: sono attesi per questa settimana gli annunci su due altri vaccini che avranno l'obiettivo di fermare l'epidemia di coronavirus e di salvarci da Covid-19. Mentre in manovra sono stati stanziati già 400 milioni di euro per la campagna di vaccinazione in Italia, si stanno cercando magazzini “segreti” per la conservazione a bassissime temperature e la macchina organizzativa si sta mettendo in moto con la Protezione Civile e l'esercito in prima linea.

Tre vaccini ci salveranno da Covid-19?

Andiamo con ordine: ieri, ospite di “Mezz’ora in più”, il professor Guido Silvestri, virologo della Emory University di Atlanta, ha spiegato che prima di Natale (dunque tra un mese) "comincerà la vaccinazione degli operatori sanitari negli Stati Uniti". Ma soprattutto, in una conversazione con l' ANSA, Cristina Cassetti, virologa italiana da 17 anni all'Istituto nazionale delle malattie infettive NIAID guidato proprio da Anthony Fauci, vicedirettrice della divisione di 'Microbiology and infectious disease, ha annunciato l'arrivo di altri due preparati: "Ci sono buone probabilità che entro la fine dell'anno avremo non uno, ma due vaccini contro il Covid-19, approvati con autorizzazione di emergenza dalla Food and drug administration (FDA). Se ciò sarà confermato, si tratta di un risultato straordinario, senza precedenti, che farà scattare l'avvio delle prime immunizzazioni e potrà iniziare a farci vedere la luce alla fine del tunnel della pandemia".

C'è bisogno ancora di qualche giorno di attesa: "Dobbiamo ancora rivedere nei dettagli i dati comunicati dalla Pfizer sul 90% di efficacia generale del loro vaccino, ma siamo fiduciosi. E lo siamo anche perché ci aspettiamo che dal trial in corso, di fase 3, del vaccino della Moderna emergano indicazioni di efficacia equivalenti. Avremo questi dati a giorni". Perché i vaccini di Pfizer e Moderna condividono l'utilizzo della stessa nuova piattaforma per l' immunizzazione, basata sull' impiego dell' RNA messaggero. "È la prima volta in assoluto che un vaccino basato su questa piattaforma ha dato prove di indurre le risposte immunitarie che proteggono dalla malattia. È una grossa novità perché il vantaggio di questo metodo è la sua rapidità di esecuzione". 

Cassetti,  fa inoltre presente che a gennaio o febbraio ci potrebbero essere altri vaccini: "in dirittura d'arrivo, con sperimentazioni avanzate in corso, ci sono infatti quelli della Janssen (sussidiaria Johnson & Johnson), e di Astrazeneca". Altri candidati sono i vaccini in via di sviluppo, sia pure piu lentamente, di Novavax e Sanofi-Pasteur. 

Verso un nuovo Dpcm entro il 3 dicembre con le regole per il Natale

La vaccinazione dal 15 dicembre negli Usa

E infatti ieri il virologo Roberto Burioni, ospite Di Fabio Fazio a Che tempo Che Fa su Rai3, ha dato una notizia: ''Questa è la più grande impresa che la scienza e l'uomo ha fatto nella sua storia, se sarà coronata dal successo. So da colleghi statunitensi che stanno programmando vaccinazioni dei sanitari dal 15 dicembre. Se mi aveste chiesto un anno fa se era possibile fare quello che è stato fatto in 11 mesi avrei detto mai. In passato ci voluti più di 12 anni''. E ancora: ''Dobbiamo essere cauti, essere certi della sicurezza, ma è un immenso respiro di sollievo, una luce in fondo al tunnel che fino a ieri era nero''.

Burioni ha anche risposto alle obiezioni sulla durata:  ''Non sappiamo quanto duri ma lo ritengo un problema secondario. Anche se durasse 1 anno o 2 anni faremo un richiamo''. E a quelle sulla conservazione: ''Conservare una cosa a -70 gradi non è come andare su Marte, è qualcosa che si può fare se ci si organizza. Già l'azienda ha messo a disposizione dei contenitori che mantengono a -80 gradi 1.000 dosi del vaccino per 15 giorni. Sarebbe veramente un peccato che non ci si potesse vaccinare per una mancanza di organizzazione. Prendiamo esempio dalla Germania, che ha già organizzato numerosi centri per immagazzinare il vaccino e 2 applicazioni. Non sappiamo ancora quanto è efficace questo vaccino sugli anziani. I primi da vaccinare saranno i sanitari perché in prima linea, poi dovremo capire se il vaccino protegge gli anziani, altrimenti dovremo vaccinare tutti gli altri per non far circolare il virus''. Quanto alla possibilità di avere più vaccini disponibili. ''Sarebbe ottimo, ci vuole subito la prima arma, poi sceglieremo la migliore, come per la poliomielite''. A spegnere gli entusiasmi pensa oggi Silvio Garattini, presidente dell'Istituto "Mario Negri" di Milano, ad Agorà: "Non bisogna dare l'impressione che si possa far festa: c'è bisogno di tempo, ancora per molto le uniche contromisure efficaci resteranno la mascherina, il divieto di assembramento, l'igiene delle mani".

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