Martedì, 18 Maggio 2021

Perché sui vaccini l'Europa e l'Italia hanno fallito 

Ieri la Commissione è andata all'attacco di AstraZeneca per le consegne mancate delle fiale. Ma gli errori dell'Europa nella trattativa sui vaccini sono sotto gli occhi di tutti. Così come quelli di paesi come l'Italia sulla campagna

Il nodo è AstraZeneca. Il 19 marzo scorso la Commissione Europea ha inviato una lettera all'azienda anglo-svedese in cui si chiedeva il rispetto dei contratti, visto che l’Ue attendeva 120 milioni di dosi entro il primo trimestre e ne sono arrivate poco meno di 30. E che il punto sia centrale lo si capisce dal fatto che oggi in Italia si chiede di rallentare la campagna vaccinale perché non ci sono abbastanza dosi.

Perché sui vaccini l'Europa e l'Italia hanno fallito 

Fino a ieri sera da Bruxelles si sosteneva che AstraZeneca non avesse ancora risposto alla missiva. Poi, in una nota uscita in tarda serata  AstraZeneca ha riferito di aver "risposto alla Commissione europea entro i termini richiesti dal meccanismo di risoluzione delle controversie e la settimana scorsa il nostro team ha avuto un incontro molto collaborativo con la Commissione". Lo ha dichiarato in una mail Matthew Kent, direttore delle relazioni con i media della società anglo-svedese. 

In attesa di capire chi abbia ragione e chi torto, il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ieri è andato all'attacco. "Ancora una volta - ha detto intervenendo alla scuola di politica della Lega - l'Europa oggettivamente non è andata bene. E ora faticosamente arranca e cerca di recuperare. Siamo in ritardo di un mese rispetto agli altri". Politica UE "fallimentare" chiosa duro e, stretto giro, pare rispondergli dal progamma tv di Fabio Fazio il collega di governo e ministro della salute Roberto Speranza: "Ci sono stati errori nella negoziazione dei vaccini, ma la decisione di acquistarli insieme in Europa è un’idea giusta". 

Nella lettera-ultimatum che il 19 marzo la Commissione Europea ha scritto per mano di Sandra Gallina, l'italiana che guida la direzione generale Salute e che ha negoziato i contratti sui vaccini, intimandole di porre rimedio ai ritardi entro 20 giorni, si segnalano i ritardi nelle consegne.  "A seguito di un'analisi dettagliata di tutte le informazioni - si legge - siamo giunti alla conclusione che AstraZeneca ha violato e continua a violare le sue obbligazioni contrattuali sulla produzione e la fornitura delle 300 milioni di dosi iniziali per l'Europa". La data dell'ultimatum è stata ormai superata: "Vi chiediamo formalmente e vi diamo preavviso di porre rimedio alle sostanziali violazioni contrattuali entro venti giorni da questa lettera".

E ancora: "Vi diamo preavviso di recuperare senza ulteriori ritardi sull'arretrato nella produzione e consegna delle dosi e di mitigare qualunque danni causato". Anche perché - osserva sempre la lettera di Sandra Gallina da Bruxelles - "sottolineiamo che la sostanziale violazione dell'accordo di acquisto da parte della vostra azienda può portare a conseguenze drammatiche per la vita, la salute e la libertà di milioni di cittadini europei nella crisi Covid-19". Fra le righe, si profila già una richiesta di danni a AstraZeneca potenzialmente per cifre molto elevate. 

Le vaccinazioni in Italia e in Europa

C'è però un problema alla base della questione. E riguarda il ritmo delle vaccinazioni. Che è indipendente, ad oggi, dai ritardi. Nei giorni scorsi si è superata in Italia la soglia delle 300mila vaccinazioni, fissata per la fine di marzo e quindi giunta in ritardo di una settimana. Ma Repubblica spiega oggi che se si considera la percentuale di persone che hanno ricevuto almeno una dose, l'Italia è dietro Spagna, Germania e Francia oltre che al Regno Unito. La stessa valutazione si può fare con i numeri di chi ha ricevuto una dose di vaccino su 100 abitanti. L'Italia è sopra la Germania e la Francia soltanto nella percentuale di chi ha ricevuto la seconda dose. E questo perché chi ha somministrato AstraZeneca, che ha tempi più lunghi tra prima e seconda dose, è più indietro nei richiami. 

La media giornaliera delle somministrazioni in una settimana, tra il 3 e il 9 aprile, ci vede ancora una volta dietro i grandi Stati e anche con numeri più bassi, se le iniezioni vengono rapportate alla popolazione, di realtà come Austria, Belgio e Grecia. È però vero che il 9, come l’8 e il 7, l’Italia ha finalmente superato la soglia delle 300mila somministrazioni. Il record è stato il giovedì, con 314.763 vaccinazioni.

Oggi quindi la Commissione Europea va all'attacco di AstraZeneca per rispondere alle critiche che le arrivano dagli Stati membri. Mentre a loro volta gli Stati membri come l'Italia trovano più facile attaccare l'Ue anche per spostare l'attenzione dai problemi della campagna su scala nazionale. Ma questa logica regge soltanto se si "dimentica" che oggi le campagne vaccinali in alcuni paesi - come l'Italia - sono in ritardo non per il mancato arrivo dei vaccini, ma per le proprie mancanze. 

"Nelle prossime settimane ci saranno altre gare e occorrerà correggere con piglio questi errori", ha detto ieri il ministro della Sanità Roberto Speranza chiude a Che tempo che fa riferendosi al fatto che acquistare i vaccini tutti insieme in Europa è stata "un'idea giusta" ma indubbiamente si sta "pagando un prezzo: è una verita' con cui dobbiamo fare i conti ma non possiamo fare il tutti contro tutti". Vero, questo vale per l'Europa. E per l'Italia? 

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