Giovedì, 6 Maggio 2021
Le strategie delle regioni e i risultati provvisori

I vaccini fino a mezzanotte e il "vax manager" per le persone fragili

L'esempio virtuoso del Lazio annunciato dal governatore Zingaretti e l'idea di un referente vaccinale per i soggetti vulnerabili in Lombardia. Così le regioni provano a velocizzare la campagna di somministrazione. Il governo vuole arrivare a mezzo milione di dosi al giorno, ma non mancano le difficoltà. In Piemonte i punti vaccinali ci sono, ma scarseggiano i medici

La fila all'ingresso dell'ospedale per la vaccinazione degli anziani con il vaccino Pfizer all'ospedale militare di Baggio a Milano, 24 marzo 2021. Foto Ansa/Matteo Corner

Nelle comunicazioni di oggi al Senato in vista del Consiglio europeo del 25 e 26 marzo, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ribadito che l'obiettivo del governo è portare il ritmo delle vaccinazioni a 500mila dosi al giorno, secondo il piano elaborato dal generale Francesco Paolo Figliuolo nominato commissario all'emergenza al posto di Domenico Arcuri. "L'accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione di  dosi al giorno", ha detto il premier, promettendo battaglia anche sul fronte europeo.

Il piano di Draghi in Europa per i vaccini

Come abbiamo spiegato qui, Draghi si sta muovendo per un cambio di passo anche in Europa. Nel prossimo Consiglio europeo, facendo asse con Francia e Germania, il premier italiano incalzerà la presidente della Commissione Ursula von der Leyen chiedendo di imprimere un'accelerazione sull'approvvigionamento delle fiale dopo lo stop di AstraZeneca durato qualche giorno e i ritardi delle forniture. È necessario cambiare marcia, mettendo da parte le timidezze europee nelle contrattazioni con le case farmaceutiche avute nel recente passato. "Per quanto riguarda il coordinamento europeo, va sempre cercato e bisogna lavorare per rafforzarlo. Se non funziona in questi momenti drammatici in cui il tempo è prezioso occorre anche trovare delle risposte da soli. Noi pretendiamo il rispetto dei contratti da parte delle multinazionali", ha detto Draghi oggi in Senato.

I vaccini fino a mezzanotte nel Lazio e il "vax manager" in Lombardia

Partita con lentezza, la campagna vaccinale in Italia procede ancora a singhiozzo. Ad oggi sono solo 2.657.587 le persone a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose di vaccino. Oggi il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che "da qui alla fine di marzo ci aspettiamo oltre 4,5 milioni di dosi, e poi nel secondo trimestre oltre 50 milioni di dosi in arrivo e oltre 80 nel terzo trimestre". In mancanza di un piano nazionale preciso ed efficiente, oggi ogni regione ha la sua strategia e i suoi risultati provvisori nella campagna vaccinale. Tra le regioni virtuose c'è il Lazio, che ha superato le 842mila somministrazioni, e dal suo presidente Nicola Zingaretti arriva l'annuncio su Twitter che da venerdì "i vaccini anti #Covid19 saranno somministrati anche di notte. Si comincia dall'hub dell’aeroporto di Fiumicino con un turno fino alle 24".

Si partirà dal centro creato all'interno dell'aeroporto a pochi chilometri da Roma e si proseguirà gradualmente anche negli altri centri vaccinali. Sarà esteso l'orario di apertura, consentendo di poter inserire un numero maggiore di slot al momento della prenotazione online sul sito dell'assessorato alla Salute della regione. Si tratta di un primo passo verso il piano di vaccinazioni h24 che dovrebbe dare nuova linfa al piano di immunizzazione. La regione Lazio è stata particolarmente performante dall'inizio della campagna vaccinale. Gli ultimi numeri indicano che l'87% degli anziani oltre 80 anni ha ricevuto almeno la prima dose di Pfizer e Moderna e che oltre 30% ha già ottenuto anche la seconda iniezione. La somministrazione agli anziani viaggia parallela a quella dei pazienti con esenzioni gravi e, sul fronte Astrazeneca, con forze dell'ordine e insegnanti.

In Lombardia il "vax manager" per le persone vulnerabili

Novità anche in Lombardia, dopo il malfunzionamento delle prenotazioni per il vaccino anti covid gestite da "Aria", società della regione. "Abbiamo deciso di dare delle indicazioni specifiche alle Ats per la gestione di questa nuova fase. Su ogni territorio è prevista l'individuazione di un referente vaccinale per le persone più vulnerabili, ovvero un vax manager, e di almeno una struttura con spazi adeguati per i casi più complessi", hanno spiegato la vicepresidente della regione Lombardia e assessore al Welfare, Letizia Moratti, e l'assessore regionale alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità, Alessandra Locatelli, illustrando il piano regionale vaccini per i vulnerabili e gli iper vulnerabili #PrimaTu, che partirà con le prenotazioni il prossimo 6 aprile. Dal 15 aprile partiranno le vaccinazioni per i cittadini più vulnerabili in Lombardia. Gli appuntamenti saranno fissati telefonicamente a partire dal martedì post Pasquetta.

Le Ats e l'Inps metteranno a disposizione gli elenchi dei cittadini, che verranno contattati al telefono e a cui, in caso di mancata risposta, sarà inviato un sms testuale. Per i casi di persone non presenti negli elenchi a disposizione delle Ats o dell'Inps, ma in condizioni analoghe a quelle previste dalle indicazioni ministeriali, ci si potrà rivolgere al medico di medicina generale.

Operativamente, per ogni Ats verrà individuato un "vax manager" o referente vaccinale, nonché almeno una struttura con spazi adeguati per i casi più complessi. E saranno garantiti percorsi su misura, dando la possibilità per le persone con gravissima non autosufficienza di indicare fino a due caregiver da vaccinare, nonché i genitori dei minori fragili e le persone che stabilmente li assistono. In alcuni territori sono già attivi percorsi sperimentali per le vaccinazioni dei fragili, sia negli hub vaccinali sia a domicilio.

In Piemonte mancano i medici

Anche il Piemonte è tra le regioni virtuose per il numero di somministrazioni. Qui i punti vaccinali ci sono, ma scarseggiano i medici. Per Matteo Marnati, assessore regionale alla ricerca applicata per l'emergenza covid, "il problema non è trovare tantissimi punti vaccinali ma concentrarli e fare in modo che le risorse umane che ci sono possano fare più numeri possibili. Sull'eventuale uso di discoteche o altro vediamo se sarà opportuno, ma oggi mancano più che altro i medici, non i punti vaccinali. Abbiamo ascoltato anche le esigenze del governo di utilizzare tutti i punti che abbiamo perché oggi entriamo nel vivo della campagna". L'obiettivo della regione Piemonte è di completare gli over 80 entro il 15 aprile, stessa data per il personale scolastico. Nel frattempo si sono già aperte le preadesioni per gli over 70 e le persone vulnerabili.

Al 24 marzo all'Italia sono state consegnate circa 9,9 milioni di dosi, mentre le somministrazioni sono state 8.346.445. 

Totale 8.346.445 9.911.100 84.2%
Regioni Dosi somministrate Dosi consegnate %
Valle d'Aosta 19.800 21.150 93,6
P.A. Bolzano 91.445 99.865 91,6
Molise 48.998 54.975 89,1
Campania 702.467 794.595 88,4
Abruzzo 185.881 211.000 88,1
P.A. Trento 78.984 90.300 87,5
Puglia 525.417 601.745 87,3
Lazio 856.145 981.310 87,2
Emilia-Romagna 717.889 824.840 87
Marche 219.054 251.930 87
Sicilia 671.409 778.525 86,2
Piemonte 679.050 793.530 85,6
Umbria 118.064 141.235 83,6
Toscana 532.612 641.860 83
Veneto 670.747 811.510 82,7
Friuli-Venezia Giulia 189.114 228.875 82,6
Basilicata 78.260 95.035 82,3
Lombardia 1.330.676 1.627.370 81,8
Liguria 230.363 312.420 73,7
Calabria 214.281 293.260 73,1
Sardegna 185.789 255.770 72,6

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