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Domenica, 5 Dicembre 2021
I grafici

I vaccini stanno funzionando? Cosa succedeva in Italia 12 mesi fa: il confronto

Proprio in questi giorni l'impressionante aumento dei ricoveri costringeva il governo Conte a introdurre le zone a colori. Oggi la situazione è completamente diversa, ma ci aspetta un lungo inverno

Una delle argomentazioni utilizzate negli ultimi mesi da no-vax e no-green pass per contestare l'efficacia dei vaccini è che la scorsa estate e nella prima parte dell'autunno contagi e decessi siano stati più alti di quelli dell'anno precedente. Una tesi accantonata solo in tempi più recenti, e forse non a caso.

In effetti a guardare i numeri delle ultime due settimane ben si capisce come 12 mesi fa fossimo sull'orlo del precipizio, laddove oggi - pur con le dovute cautele - possiamo guardare ai prossimi mesi con un certo ottimismo. Ed eccoli dunque, i dati. Il 4 novembre del 2020 contavamo 30.550 nuovi casi e 352 morti. I pazienti in terapia intensiva erano 2.292 (+67), mentre nei reparti ordinari c'erano più di 22mila malati Covid con un balzo di 1.002 pazienti in più rispetto al giorno precedente.

Di contro oggi abbiamo registrato 5.905 contagi e 59 morti. Le terapie intensive occupate sono appena 383 (+2), i ricoverati con sintomi 3.045 (+16), ovvero sette volte meno di quelli del 2020.

Ricoverati in terapia intensiva nel 2020 e 2021 grafico-2

Nuovi positivi nel 2020 e 2021-2

La seconda ondata 

Insomma, un anno fa la seconda ondata colpiva durissimo. Il picco dei decessi venne registrato il 3 dicembre con 993 morti in 24 ore. Quel giorno i ricoverati con sintomi erano 31.772 (in calo) e i pazienti in condizioni critiche 3.597. Il governo Conte reagì in ritardo: solo all'inizio di novembre, quando l'epidemia era ormai fuori controllo, vennero prese misure in grado di piegare la curva epidemiologica (le famose zone a colori).

Prima di allora erano state imposte restrizioni più blande (come lo stop per bar e ristoranti alle 18 o l'obbligo di mascherina all'aperto) che però non erano riuscite a contenere l'aumento dei casi. Sta di fatto che 12 mesi fa l'Italia ripiombava nel tunnel delle chiusure per uscirne solo a fine primavera.

Cos'è cambiato rispetto a 12 mesi fa

Anche il virus nel frattempo era diventato più insidioso. Proprio all'arrivo della variante Delta (diventata dominante a luglio), gli esperti riconducono l'aumento dei casi osservato in estate. E che i no-vax hanno sbandierato come prova dell'inefficacia dei vaccini. Rispetto al 2020 c'è anche un'altra differenza: dopo la prima ondata, grazie a un lockdown molto rigido, i contagi erano stati quasi azzerati, mentre all'inizio dell'estate scorsa eravamo reduci da mesi di chiusure a intermittenza.

In generale il confronto tra la seconda ondata e quella attuale (grafici in basso) suggerisce che i vaccini stiano contribuendo in maniera importante a contenere l'epidemia. Mentre a ottobre 2020 il numero dei ricoveri impennava pericolosamente verso l'alto, oggi la curva sta risalendo molto più lentamente. Anche il numero dei nuovi casi per ora resta tutto sommato contenuto. 

Nuovi positivi nel 2020 e 2021 (1)-2

Deceduti nel 2020 e 2021 grafico-2

La durata dei vaccini e la nuova ondata di contagi in Europa

L'abbiamo scampata? I dubbi non mancano a cominciare dalla durata della protezione offerta dai vaccini. Secondo una ricerca condotta da diverse istituzioni israeliane, compreso il ministero della Salute, "il tasso di infezione da Sars-CoV-2" mostra "un chiaro aumento in funzione del tempo trascorso dalla vaccinazione". A calare è soprattutto la protezione dal contagio, mentre scende più lentamente quella contro i sintomi severi del Covid. 

In Italia negli over 60 l'efficacia nei confronti della malattia grave si conferma molto elevata, ma è comunque in lieve e progressiva diminuzione. Ad oggi però la terza dose è stata somministrata solo al 26,4% degli over 60 che ne avrebbero diritto.

Con la stagione invernale ci si aspetta comunque una risalita dei contagi. Molti Paesi europei del resto sono già alle prese con un'importante ripresa della circolazione virale. In Francia gli ultimi dati parlano di 10.050 nuovi casi e 39 morti. In Germania, dove i vaccinati con doppia dose sono il 66%, i nuovi contagi delle ultime 24 ore sono stati 33.949. In tutto il Paese sono stati registrati anche 165 decessi. Berlino pensa ora ad una stretta sul green pass visto che il 90% delle persone ricoverate non è vaccinato.

Contagi in aumento anche in Austria, Polonia e molti Paesi dell'est dove la percentuale di vaccinati è piuttosto bassa e l'epidemia sta mandando in tilt le strutture sanitarie. L'Italia per ora è stata in parte risparmiata da questa nuova ondata. La fondazione Gimbe segnala oggi un incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid. In termini assoluti, il numero dei ricoverati in area medica è passato da 2.371 del 16 ottobre a 2.992 del 2 novembre (+26%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 385 del 2 novembre (+14%). Il tasso di occupazione rimane molto basso (5% in area medica e 4% in terapia intensiva). Ma ci aspetta un lungo inverno. 

Ricoverati con sintomi nel 2020 e 2021 grafico-2

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