Martedì, 26 Gennaio 2021
Vaccini anti Covid: il punto della situazione

Vaccini, Italia in ritardo: autorizzazione entro un mese, noi pronti a fine Gennaio

L'agenzia europea del farmaco valuterà entro il 29 dicembre il sì al vaccino di Pfizer e entro il 2 gennaio a quello di Moderna, servirà più tempo per quello 'italiano' prodotto da Astrazeneca. Arcuri: "Il piano vaccinale sarà pronto a fine gennaio"

L'Agenzia europea del farmaco (Ema) ha ricevuto le richieste di autorizzazione dei vaccini anti Covid-19 da parte di Moderna, BioNTech -Pfizer e AstraZeneca. Per il primo, il comitato scientifico concluderà la valutazione al più tardi il 12 gennaio; per il secondo la concluderà nella riunione straordinaria del 29 dicembre; per il terzo è cominciata la prima verifica dei dati che provengono dagli studi di laboratorio e manca una conclusione sull'efficacia e la sicurezza del vaccino.

Covid, quando arriva il vaccino

Potrebbe quindi essere il 29 dicembre la prima data chiave per dare una svolta all'epidemia di coronavirus, almeno in Europa. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha evidenziato oggi che i vaccini - su cui l'Europa si è assicurata due miliardi di dosi - verrano autorizzati solo se risponderanno ai requisiti di "efficacia e sicurezza". Pronti via, poi cosa succederà dopo? L'autorizzazione all'immissione in commercio potrebbe arrivare nel giro di un "paio di giorni" dopo il via libera dell'Ema. Questa seconda fase comporta un voto in comitato, consultando gli Stati membri, che però dovrebbe arrivare rapidamente, visto l'interesse di tutti gli Stati ad avere il vaccino presto. Una volta che avranno ottenuto questa autorizzazione, "gli Stati potranno ordinare le dosi dai produttori di vaccini".

Poi gli Stati e i produttori dovranno trovare una intesa sui termini per la consegna dei sieri e a quel punto - nella piena responsabiità degli Stati le dosi dovranno essere trasportate dall'hub centrale ai centri di vaccinazione. Una fase molto delicata in particolare per il vaccino prodotto da Pfizer che richiede un alto livello di refrigerazione. 

Vaccino coronavirus, Arcuri: "Pronti a fine gennaio"

Ma quando sarà quindi possibile vaccinarsi contro la Covid-19 in Italia? Secondo quanto spiegato dal commissario all'emergenza coronavirus Domenico Arcuri nel corso della video conferenza con le Regioni, il piano vaccinale diventerà operativo quando i vaccini saranno autorizzati e la previsione è che possa inziare la distribuzione per la fine di gennaio. E nello specifico sarebbero 300 i punti di distribuzione dei vaccini Pfizer ( che dovranno essere conservati a -75 gradi) sul territorio nazionale. 

In Lombardia, regione più colpita dalla pandemia, l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha individuato le 260mila persone che per prime riceveranno il vaccino anti-Covid: sono operatori sanitari delle strutture pubbliche, delle strutture private accreditate, il personale e ospiti della Rsa. Così avverrà con ogni probabilità anche nelle altre regioni secondo le disposizioni del commissario. 

Vaccini anti Covid: il punto della situazione

Rispetto al vaccino sviluppato da Moderna (denominato mRNA-1273) che presenta una stabilità a temperature standard comprese fra -2° e -8°C per 30 giorni, il vaccino sviluppato da Pfizer (BNT162b2) ha un problema di stoccaggio poiché deve essere conservato a temperature pari a -20 gradi. Secondo il piano Arcuri l'Italia potrebbe avere a disposizione entro fine gennaio 2021 di 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 milioni di persone

Nella corsa al vaccino c'è anche il siero sviluppato da AstraZeneca con la collaborazione dell'università di Oxford e della azienda italiana Irbm di Pomezia. L'AZD1222, questo il nome del vaccino, ha mostrato una efficacia media del 70% ma anche un problema legato al dosaggio che richiederà all'azienda uno studio supplementare di approfondimento. Uno studio che in molti aspettano con particolare attenzione visto i vantaggi del siero: potrà infatti essere conservato anche nel frigo di casa a una temperatura di -2/8 gradi e il costo contenuto, meno di 3 euro. Inoltre l'Italia vanta un'opzione particolarmente vantaggiosa con due milioni di dosi che sarebbero già pronte per gennaio.

Se Pfizer, Moderna e Astrazeneca sono le aziende in pole position per la commercializzazione del vaccino anti-Covid negli Usa e in Europa vi sono alcuni preparati che sono già utilizzati in altre parti del Mondo. È il caso del CoronaVac sviluppato dai cinesi di Sinovac che - nonostante il trial scientifico non ancora concluso - è già utilizzato negli Emirati Arabi e distribuito anche in Cina all'esercito e operatori sanitari. Lo stesso vale per lo Sputnik V sviluppato dall'isituto russo Gamaleya e già distribuito al Central City Hospital di Domodedovo, ma per entrambi i casi non esistono dati certificati sull'efficacia.

Una alternativa europea potrebbe arrivare dal siero denominato CVnCoV sviluppato da CureVac tra Belgio e Germania. La Commissione Europea ha firmato formalmente con la società biofarmaceutica tedesca nuovo contratto per la fornitura di un vaccino anti-Covid. È il quinto contratto firmato dall'Ue con altrettante case farmaceutiche che portano a circa due miliardi il numero complessivo di dosi di vaccini di cui l'Ue si è finora assicurata la fornitura

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