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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Per ora non sappiamo se Omicron provoca una malattia più grave: Moderna prepara il "super booster"

I primi studi indicano che la mutazione è altamente contagiosa ma l'Istituto superiore di Sanità placa i timori

"Non ci sono ancora evidenze che l'infezione dalla variante Omicron del coronavirus Sars-Cov-2 causi una malattia più grave rispetto alle altre varianti". Lo chiarisce l'Istituto superiore di sanità, in un approfondimento dedicato alla nuova variante di Sars-Cov-2. "I dati preliminari suggeriscono che ci sia un tasso maggiore di ricoveri in Sud Africa, ma questo potrebbe essere dovuto all'aumento complessivo delle persone infette piuttosto che alla specifica infezione con Omicron. Al momento - si legge- non ci sono informazioni che suggeriscano che i sintomi specifici associati a questa variante siano diversi da quelli dovuti alle altre".

"I casi iniziali di infezione riguardano studenti universitari, persone giovani che tendono ad avere una malattia più lieve - spiegano gli esperti dell'Iss - ma per capire il livello di gravità dell'infezione causata da Omicron servirà più tempo (da alcuni giorni ad alcune settimane). Comunque si ricorda che tutte le varianti del Covid-19, inclusa la Delta che rimane al momento la variante dominante a livello globale, possono causare malattia grave o morte, in particolare nelle persone più vulnerabili, e la prevenzione rimane fondamentale", si sottolinea. L'Iss riferisce che il numero di persone positive è cresciuto in Sud Africa, dove sta circolando Omicron, ma sono in corso studi epidemiologici per capire se la causa sia questa variante o se altri fattori possano avere influenzato la circolazione del virus.

I dati preliminari suggeriscono che ci sia un tasso maggiore di ricoveri in Sud Africa, ma questo potrebbe essere dovuto all'aumento complessivo delle persone infette piuttosto che alla specifica infezione con Omicron. Al momento non ci sono informazioni che suggeriscano che i sintomi specifici associati a questa variante siano diversi da quelli dovuti alle altre. 

Per quanto riguarda i tamponi, l'Iss aggiunge che i normali test già in uso basati su PCR sono in grado di rilevare l'infezione anche in presenza della variante Omicron. Sono in corso studi per determinare se vi sia un impatto su altri tipi di test, compresi i test antigenici rapidi.

Covid, pronto in Italia un vaccino contro la variante Omicron 

Quanto alla capacità della variante di sfuggire allo scudo di vaccini non vi sono ad oggi evidenze esplicite ma solo il timore visto le molteplici mutazioni presenti sulla proteina spike. Oggi Paul Burton, capo della divisione medica della casa farmaceutica Moderna ha spiegato che serviranno dai due ai tre mesi per iniziare la produzione di un eventuale nuovo vaccino mirato specificamente contro la mutazione Omicron. L'azienda sta lavorando alacremente per testare tre possibili booster e una nuova immunizzazione:

  • uno che contiene semplicemente una dose più alta del booster già esistente
  • due che intendono offrire una protezione multivalente per diverse variazioni del Sars-Cov2
  • un vaccino specifico contro Omicron.

"Per ora - ha spiegato Burton - ci sono ancora domande chiave a cui gli studi devono dare risposta sulla trasmissibilità della nuova variazione e la sua potenziale gravità. Purtroppo riteniamo che la mutazione sia altamente contagiosa ma non sappiamo ancora molto sulla severità della malattia indotta da Omicron e se sia possibile contenerla con i vaccini già sul mercato".

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