Lunedì, 8 Marzo 2021
Italia

Vaccini, l'appello contro lo stop all'obbligo: "Proteggete i nostri bambini"

Roberta Amatelli non è solo una insegnante di Casale Monferrato, non è soltanto la portavoce di una delle petizioni che sollecita il governo a far rispettare l'obbligo vaccinale, Roberta è soprattutto la mamma di Viola: questa è la sua storia

"Non mi interessa la politica, ma proteggere i nostri bambini". Lo dice chiaro e tondo Roberta e noi lo scriviamo fin da subito, perché la storia che vi raccontiamo è principalmente la storia di una mamma e di una famiglia come ne esistono tante. Roberta Amatelli non è solo una insegnante di Casale Monferrato, non è soltanto la portavoce di una delle petizioni che sollecita il governo a far rispettare l'obbligo vaccinale: Roberta è soprattutto la mamma di Viola, una bambina che da settembre andrà all'asilo, e Roberta dovrà convivere con la paura. 

"Ho aspettato un anno per mandarla alla scuola materna, ora però io devo tornare al lavoro e Viola dovrà tentare di essere una bimba normale", racconta Roberta a Today.it. Ma Viola non è una bambina come le altre, ha tre anni e per lei è più facile ammalarsi da quando ha dovuto subire un trapianto di fegato in tenera età.

Viola è nata con una malattia rara, l'atresia delle vie biliari. "Il trapianto di fegato è stata come una luce in fondo al tunnel" racconta Roberta. Ma da allora per evitare il rigetto dell'organo Viola deve assumere delle medicine che le abbassano le difese immunitarie e da allora Viola è una bambina immunosoppressa. Per lei è più facile ammalarsi e non può immunizzarsi da alcune malattie perché non può utilizzare i cosiddetti "vaccini vivi" ma solo quelli attenuati: "Varicella e morbillo, malattie comuni per bambini della sua età, sono pericolosissimi per lei".

La storia di Viola è la storia di tante altre famiglie che si trovano in questi giorni alle prese con le novità in ambito degli obblighi vaccinali.

In vista dell'inizio dell'anno scolastico 2018 2019 è stata infatti concessa alle famiglie la possibilità di presentare ai fini dell’iscrizione a scuola una semplice autocertificazione attestante il rispetto delle 10 vaccinazioni obbligatorie, una autocertificazione che tuttavia non sarà obbligatoria (qui il punto sullo stato della normativa vigente, ndr). In poche parole tutti i bambini, compresi quelli sprovvisti di documentazione sulla loro vaccinazione, potranno accedere alle scuole per l’infanzia

A Settembre a scuola anche senza vaccini?

Sia chiaro, le vaccinazioni indicate dalla legge continuano ad essere obbligatorie, non così la presentazione dei documenti che ne attestano la reale esecuzione ai fini dell’iscrizione e della frequenza a scuola. Come tutelare quindi i bambini che, come nel caso di Viola, si trovano ad avere le difese immunitarie abbassate e sono quindi più esposte a malattie potenzialmente pericolose per loro?

Una delle proposte che ha fatto più discutere è stata la "rassicurazione" avanzata dal ministro della Salute Giulia Grillo che ha disposto che i bimbi "immunosoppressi" stiano in classe solo con bambini vaccinati. 

Critiche sono state avanzate dalla stessa Associazione nazionale dei presidi che ha parlato di una tutela impossibile da attuare: "Come si possono mantenere le distanze in palestra, in gita o in corridoio?" si domanda Antonello Giannelli, presidente dell'associazione che rappresenta i responsabili scolatici.

Una preoccupazione che la mamma di Viola, Roberta, condivide ancor più perché lei stessa a scuola lavora come insegnante. "Trovo assurdo pensare a classi ghetto, i virus non conoscono porte. E l'ambiente scolastico, caldo, chiuso e densamente abitato è l'ideale per la diffusione delle malattie".

Vaccini a scuola, 300mila firme contro lo stop all'obbligo (mentre è caos nelle Regioni)

"Sono una insegnante, ho lavorato in una scuola con trenta iscritti dove c'era un'unica classe. Uno degli alunni era un bambino affetto da un tumore, il ciclo di terapie lo rendevano ovviamente un soggetto debole poiché immunosoppresso. È compito dello Stato proteggere anche lui. La realtà dei nostri bambini esiste - protesta Roberta - non siamo una rarità".

Roberta insieme ad altre mamme, riunite grazie alla Rete, hanno scritto una petizione pubblicata online per chiedere al Parlamento di non vanificare "la legge sull'obbligo vaccinale".

"I nostri bambini, tutti i bambini, hanno diritto a una protezione che un’autocertificazione non offre - scrivono nel testo della lettera indirizzata ai parlamentari - perché non esiste nessuna garanzia di controllo perché non è previsto un termine certo e a scuola si può entrare anche senza, perché le conseguenze di un abuso di questo strumento non sarebbero limitate a chi lo commette e ricadrebbero sugli altri, proprio sui più fragili"

Non cerchiamo pietà o compassione, non è di questo che i nostri bambini hanno bisogno. Meritano semplicemente una vita normale, fatta di corse nei prati con i compagni di scuola, di abbracci senza paura e di risate con gli amici".

Quando chiediamo a Roberta cosa sia successo dopo la pubblicazione di questa lettera la voce le si rompe. "Antivaccinisti mi hanno contattata aggredendomi. Io vorrei far capire loro che il rischio che corrono i bambini che si sottoppongono al vaccino è immensamente più basso rispetto a quello provvocato dalle malattie che l'immunizzazione scongiura. A chi critica non quello che dico io ma quello che dice la scienza, vorrei far vedere il volto di mia figlia, vorrei far loro vedere cosa vuol dire rischiare di perderla". 

"Tanti antivax credono più al web piuttosto che ai medici. A volte è controproducente dare tanto spazio agli antivaccinisti, che insinuano dubbi, mentre dovremmo dar più voce alla scienza". 

La lettera pubblicata sul sito di petizioni Change.org

"Carissimi,
siamo un gruppo di mamme accomunate dallo stesso destino: le patologie al fegato dei nostri bambini. Patologie che le persone sane non conoscono e non hanno mai sentito pronunciare, malattie crudeli che hanno portato i nostri bimbi al trapianto e a essere immunosoppressi, patologie spaventose che ci hanno costrette a combattere con i nostri figli una battaglia grande, alla faticosa scalata di una montagna. Iniziamo dal principio, per spiegarvi il motivo della nostra lettera.

La nascita di un bimbo è un evento gioioso ma nel nostro caso la felicità è stata presto spezzata da diagnosi di malattie rare. Diagnosi che scaraventano in un mondo che nessun genitore e nessun bambino dovrebbero conoscere. Una nuova vita che invece di iniziare al caldo dell’amore dei familiari, comincia tra le fredde pareti di un ospedale. Giorni interminabili di esami, di aghi infilati in piccole braccia che dovrebbero sentire solo l’amore. E pianti, tanti pianti. Dolore di interventi necessari per cercare di cambiare un destino che fa paura, occhi di genitori che invece non hanno tempo per piangere: devono sorreggere i loro bambini e combattere con loro questa battaglia. Genitori che la morte l’hanno vista davvero in faccia e l’hanno tenuta lontana con tutte loro forze. Giornate intere scandite dal rumore di una pompa-siringa che suona o dall’andirivieni dei passi di un’infermiera, giorni di solitudine e terrore, di paura che ti blocca il cuore in gola. Loro, piccoli giganti guerrieri che combattono con forza immensa, aggrappati alla vita. Momenti che nessuna di noi augurerebbe al proprio peggior nemico.

Il trapianto è stato una salvezza per i nostri bambini. Non una passeggiata, sia chiaro: ma una luce nel buio, nonostante le difficoltà e i rischi. Il più grande: l’immunosoppressione. Sapete cosa significa? In parole semplici, la soppressione di parte del sistema immunitario, necessaria a prevenire il possibile rigetto dell’organo trapiantato. Una condizione in cui quelle che per tutti voi potrebbero essere “semplici” malattie, per i nostri bambini rappresentano il rischio di gravi complicazioni e conseguenze molto serie: una varicella o un morbillo, nei nostri bambini, avrebbero effetti devastanti sul fegato trapiantato. Le malattie virali sono molto pericolose per i nostri figli e rappresentano un rischio supplementare che abbiamo il diritto di non correre, perché può essere facilmente evitato.

Eccoci arrivati al dunque: l’autocertificazione delle vaccinazioni e la cancellazione del termine del 10 luglio per presentare la documentazione a scuola recentemente introdotte dal governo. Si vuole veramente giocare con la pelle dei nostri bambini? Noi non ci stiamo e non lo permetteremo mai!
I nostri bambini, tutti i bambini, hanno diritto a una protezione che un’autocertificazione non offre, perché non esiste nessuna garanzia di controllo, perché non è previsto un termine certo e a scuola si può entrare anche senza, perché le conseguenze di un abuso di questo strumento non sarebbero limitate a chi lo commette e ricadrebbero sugli altri, proprio sui più fragili.

Non cerchiamo pietà o compassione, non è di questo che i nostri bambini hanno bisogno. Meritano semplicemente una vita normale, fatta di corse nei prati con i compagni di scuola, di abbracci senza paura e di risate con gli amici: un’autocertificazione può assicurargli tutto questo? 
Per questo ci battiamo, per i nostri bambini e per tutti quelli che hanno diritto di vivere in un ambiente protetto, diritto che lo Stato ha il dovere di garantire.
Vogliamo precisare che non ci interessano le scelte politiche o le strategie che hanno portato alla scelta della sola autocertificazione: noi pretendiamo la tutela dei bambini e il rispetto della loro condizione. 
Crediamo fermamente che i nostri bambini abbiano il diritto di sentirsi sicuri e che questo diritto debba essere anche un impegno dello Stato e delle istituzioni: siamo la voce dei nostri bambini, siamo la loro forza. 
Guardate gli occhi dei nostri bambini perché crediamo che a questi occhi dovete tanto."

Vaccini, ora le Regioni vanno allo scontro

Aggiornamento: anche i componenti del Consiglio direttivo della Società italiana di farmacologia (Sif) si schierano a sostegno dell'iniziativa di un gruppo di mamme di bambini immunosoppressi che hanno lanciato una petizione su Change.org per evitare che gli emendamenti proposti al Decreto Milleproroghe rendano inutile la legge attualmente in vigore sull'obbligo vaccinale.

Ad oggi l'iniziativa - che si può sottoscrivere a questo link - ha già raccolto oltre circa 50 mila firme.

"Anche la Società italiana di farmacologia - spiega la Sif in una nota - si fa dunque portavoce dell'appello che si rivolge direttamente ai parlamentari invitandoli a tenere conto del diritto di questi bambini a sentirsi sicuri nell'ambiente scolastico e non ghettizzati in classi speciali".

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