Lunedì, 8 Marzo 2021

Vaccini, parla il mediatore: "Così posso portare milioni di dosi Pfizer in Italia"

La testimonianza a 'Non è l'Arena', su La7. "Mi hanno cercato le Regioni: io ho dato la disponibilità di 2,5-3 milioni di fiale". Ma l'azienda farmaceutica nega di aver stretto accordi con privati. Come stanno le cose?

Screenshot da 'Non è l'Arena"

C’è un mercato "libero" dei vaccini? E se sì, come funziona? A "Non è l’Arena", su La7, Massimo Giletti ha intervistato uno dei mediatori che avrebbe interlocuito con il Veneto e altre Regioni offrendo loro la disponibilità di 2,5-3 milioni di fiale, corrispondenti ad almeno 13 milioni di dosi di vaccino. Una dei governatori che si è mosso prima e con più convinzione per comprare autonomamente i vaccini è stato il presidente del Veneto Luca Zaia che giorni fa ha fatto sapere di aver ricevuto offerte per l'acquisto di "12 e 15 milioni di dosi" Pfizer "da due distinti intermediari".

Come funziona il "mercato parallelo" dei vaccini?

Ma da dove arriverebbero questi vaccini? E chi sono gli intermediari di cui si parla? Giletti ha raccolto la testimonianza di uno dei professionisti che sostiene di poter portare in Italia milioni di dosi Pfizer, e per di più ad un prezzo concorrenziale. In che modo? Secondo il mediatore, alcune grandi società distributrici di prodotti farmaceutici e medicinali avrebbero stretto già da tempo degli accordi con le aziende farmaceutiche che hanno prodotto e sviluppato i vaccini. "Pfizer - ha spiegato il professionista - non credo possa lavorare in regime di monopolio con i governi del mondo perché non produce solo il vaccino, produce anche altri farmaci" per cui "ha necessità di lavorare con delle grandi aziende distributrici di medicinali". E dunque, oltre ai governi, "anche le altre grandi società hanno stretto accordi con Pfizer per l’allocazione dei vaccini". Si tratta, ha precisato, di aziende che si trovano in tutto il mondo: "Negli Stati Uniti, in Svizzera, sono in Belgio, in Francia".

Il prezzo? "Israele compra le fiale da Pfizer e paga una dose 28 dollari. Gli Stati Uniti pagano una dose circa 20 dollari. La comunità europea ha comprato le dosi a 12 dollari. Non voglio entrare nelle dinamiche politiche, ma parlare di dinamiche commerciali". I vaccini, ha spiegato il mediatore, "sono offerti a 75 euro a fiala, che fanno indicativamente 12 euro, 12,50 a dose, un prezzo di mercato". 

Quanto ai contatti con le Regioni, il professionista ha spiegato di essere stato contattato da "figure che gravitano attorno agli uffici"."Ho mandato un’offerta, loro mi hanno chiesto il numero di lotto. Io ho risposto: 'Ma come si fa ad avere il numero di lotto se non è stato sottoscritto nemmeno un contratto'". Insomma, stando alle parole del mediatore i lotti non sono verificabili prima dell'acquisto.  E i soldi? Lei se li farebbe dare prima? "Ma no, ma no".

Pfizer: "Non vendiamo vaccini a privati"

Come stanno le cose? E ci può fidare? Come abbiamo già spiegato in un altro articolo, Pfizer ha fatto sapere giorni fa che gli acquisti non avvengono tramite intermediari. "Durante la pandemia i nostri contratti sono con i governi e forniremo i vaccini secondo il canale da loro prescelto e i luoghi di vaccinazione designati, soggetti ad autorizzazione o approvazione regolatoria. Pfizer e BioNTech non stanno fornendo il loro vaccino al mercato privato in questo momento" aveva spiegato l'azienda all'Adnkronos Salute, in merito alle voci relative a un presunto un mercato parallelo dei vaccini anti-Covid disponibili per l'uso in Ue.

"È importante - avevano fatto sapere da Pfizer - che i vaccini rimangano all'interno della catena di fornitura stabilita in modo da poter garantire che le dosi raggiungano le popolazioni designate in buone condizioni, e che vengano somministrate dove esistono un supporto appropriato per gli operatori sanitari e il monitoraggio della farmacovigilanza". 

Vaccini anti-Covid. Le Regioni stanno alla finestra, e sperano in Draghi

La materia è delicata, ma a questo punto è compito delle autorità sanitarie e delle stesse aziende che producono il vaccino fare chiarezza una volta per tutte. Intanto i presidenti di Regioni sperano che il nuovo premier Draghi possa imprimere un cambio di passo alla campagna vaccinale. Per la vaccinazione anti Covid "non è l'organizzazione", il problema "è il numero dei vaccini", ma "il vero salto di qualità che io mi aspetto dal governo Draghi è che con la sua autorevolezza possa parlare in Europa e faccia arrivare vaccini" ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani, in collegamento con Studio24 su Rainews24. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, intervenuto a Tra Poco su Rai Radio1 non ha chiuso alla possibilità di acquistare dal mercato "parallelo". "Quel che ho detto in Conferenza delle Regioni è che se ci sono regioni che hanno offerte particolarmente allettanti, dosi di vaccini importanti non facciamo i filosofi e cerchiamo di andarci a vedere dentro, ma facciamolo attraverso gli organismi centrali del Governo: l'agenzia italiana per il farmaco, l'agenzia per le politiche regionali sanitarie, Agenas, attraverso l'Istituto di Sanità e le centrali di acquisto del ministero che possono garantire ai cittadini il prodotto"

"Esiste un mercato parallelo rispetto alle aziende produttrici di broker che hanno partite di vaccino in vendita in giro per il mondo - ha concluso Toti -, ma occorre per somministrarle ai cittadini italiani esser certi della provenienza, efficacia e di non incorrere in truffe. Non è facile muoversi sul mercato internazionale su una cosa così delicata come sistema delle Regioni oltre a creare una concorrenza surrettizia tra Governo e Regioni e altri governi che non trovo particolarmente salutare". 

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