Giovedì, 4 Marzo 2021
Tutto da rivedere

Vaccini Pfizer tra ritardi e rinvii: la situazione regione per regione

La prossima settimana in Italia arriverà il 20% in meno delle dosi inizialmente pianificate. La campagna vaccinale rallenta. Come si sta procedendo da Nord a Sud

È l'ora del vaccino, ma la campagna rallenta. In Italia la prossima settimana arriverà il 20% in meno delle dosi Pfizer-BioNtech inizialmente pianificate, come annunciato dal commissario straordinario per l'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, nel corso della consueta conferenza stampa del giovedì sulla situazione della pandemia nel nostro Paese. Dopo il taglio del 29% delle dosi verificatosi la scorsa settimana, dunque, la campagna di vaccinazione nel nostro Paese subirà un ulteriore rallentamento. "La campagna di vaccinazione sin dal 31 dicembre - ha sottolineato Arcuri - è stata effettuata con risultati confortanti. Più di 18mila italiani hanno già fatto il richiamo. Le somministrazioni sarebbero state maggiori ma purtroppo i ritardi nelle consegne da parte di Pfizer l'hanno rallentata. Fino allo scorso sabato venivano vaccinate in media 80mila persone al giorno, da sabato ne sono state solo 28mila, poco più di un terzo".

Cosa succede nelle regioni dopo i ritardi del vaccino Pfizer

I ritardi nella consegna dei vaccini anti covid dell'azienda farmaceutica americana Pfizer hanno costretto le regioni italiane a rivedere i programmi della campagna vaccinale. Alcune hanno sospeso la somministrazione della prima dose per assicurare solo i richiami. Altre, invece, hanno deciso di proseguire con il piano affidandosi alle scorte.

In Piemonte il piano continua regolarmente anche se, in vista dell'arrivo di 17mila dosi in meno rispetto a quanto previsto, l'Unità di crisi sta cercando di riprogrammare le somministrazioni insieme con le Asl. Priorità viene comunque data alle seconde dosi. In Lombardia rallenta la campagna a causa dei ritardi delle consegne da parte di Pfizer. Per questo la fine della prima fase slitta dal 28 febbraio all'11 marzo. In Liguria prosegue sia la somministrazione delle prime vaccinazioni sia la campagna di richiami. Da fine febbraio partirà la vaccinazione dei circa 170mila ultraottantenni. In Valle d'Aosta è stato superato il 93% delle dosi disponibili somministrate e la regione ha deciso di sospendere la campagna garantendo comunque la seconda dose.

La regione Trentino Alto Adige ha registrato un 60% in meno di dosi arrivate. Nonostante tutto, le somministrazioni programmate potranno essere garantite. La provincia di Bolzano attualmente sta effettuando solo i richiami del vaccino Pfizer. "Per arrivare a una buona copertura entro l'estate - ha detto l'assessore alla Salute, Thomas Widmann - i rifornimenti settimanali dovrebbero essere triplicati". Il Veneto, invece, vorrebbe estendere la prossima campagna vaccinale da metà mese anche agli over 75. Lo ha annunciato il presidente Luca Zaia, affermando che le dosi vaccinali ci sono ancora e che ci si augura che il ripristino delle dosi Pfizer avvenga presto.

Il Friuli Venezia Giulia fa sapere che sono disponibili dosi soltanto per i richiami, sospendendo temporaneamente - fino a febbraio - la prima dose a chi ne aveva fatto già richiesta, circa tremila persone. In Emilia-Romagna tutto procede secondo il cronoprogramma nonostante i ritardi delle consegne. Confermate le 8mila dosi per il richiamo di questa settimana e le 62mila della prossima.

Sospesa a tempo indefinito la somministrazione delle prime dosi Pfizer in Toscana. Vanno avanti le prime dosi di Moderna per il personale dei servizi di emergenza-urgenza e ai volontari impegnati nei soccorsi. In Umbria il programma prosegue regolarmente. Completata la somministrazione della prima dose Pfizer al personale sanitario e socio-sanitario degli ospedali e delle altre strutture. Nessun problema, rassicura il vice commissario per l'emergenza, per le prossime settimane grazie alle scorte del 30%.

Nel Lazio è stata sospesa, al massimo per quattro giorni, la somministrazione della prima dose per concentrarsi solo sui richiami. Non subirà invece slittamenti il piano per gli over 80: le prenotazioni partiranno il 25 gennaio e le somministrazioni cominceranno il primo febbraio. La regione Marche, che non ha subito riduzioni nella fornitura di vaccini Pfizer-BioNtech, sta per completare i richiami della fase 1. Tra il 25 e il 27 gennaio previsto l'arrivo 1.700 vaccini Moderna. In Abruzzo proseguirà senza ritardi la seconda fase dei vaccini con il richiamo previsto per circa 20mila utenti, mentre in Molise dal 27 dicembre sono state effettuate circa 6.600 prime vaccinazioni anti covid e ci si avvia ora ai richiami per altre 6.600 dosi.

E al Sud? In Campania il governatore Vincenzo De Luca ha denunciato il dimezzamento delle dosi e annunciato iniziative a tutela della regione: "Questa ulteriore riduzione di consegne rischia di bloccare del tutto le somministrazioni, determinando una situazione gravissima e inaccettabile". In attesa dell'arrivo delle nuove dosi Pzifer, la regione Basilicata può contare su una scorta del 30% finora consegnata, mentre le Asl della Puglia hanno ridotto il numero di inoculazioni giornaliere. Il rallentamento è stato deciso per essere certi di poter garantire i richiami con le scorte attuali.

La regione Calabria, che è sempre ultima nella graduatoria per numero di somministrazioni con poco più del 50% delle dosi somministrate, proseguirà regolarmente secondo il piano di vaccinazione. Nessun rischio per i richiami in Sicilia, anche se la regione ha annunciato che sosterrà eventuali azioni contro Pfizer per il ritardo nelle consegne delle dosi. In Sardegna, infine, è stata avviata la seconda fase di richiami agli oltre 24mila tra operatori socio sanitari, dipendenti e pazienti di Rsa e volontari, a cui è stata già inoculata la prima dose.

Il report aggiornato sui vaccini anti covid

Sono 1.293.941 le dosi di vaccino finora somministrate in Italia. La somministrazione ha riguardato finora 814.678 donne e 479.263 uomini. Il dato è aggiornato alle 8:03 di questa mattina nel report online del commissario straordinario per l'emergenza sanitaria. Le persone che hanno ricevuto anche la seconda dose, e quindi pienamente vaccinate, sono 29.742. Nel dettaglio, le dosi sono state somministrate a 783.640 operatori sanitari, 391.002 unità di personale non sanitario, 108.542 ospiti di strutture residenziali e 10.757 over 80.

E intanto l'autorizzazione dell'Ema, l’ente regolatore europeo, al vaccino anti covid AstraZeneca–Oxford è atteso per il 29 gennaio ma, come si apprende da fonti italiane vicine alla struttura Ue, "potrebbe essere anticipato di uno o due giorni". A confermarlo è anche il premier austriaco Sebastian Kurz che ha fatto sapere di star "lavorando con gli altri paesi dell’Ue per un’approvazione più rapida e con meno burocrazia di AstraZeneca e di altri vaccini". L’obiettivo è riuscire a replicare quanto già avvenuto per la validazione di Pfizer e di Moderna, recuperando almeno 48 ore.
 

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