Venerdì, 26 Febbraio 2021
Il caso

Cos'è questa storia delle impurità nel vaccino Pfizer "scoperte grazie al dark web"?

La qualità dell'RNA contenuto nel siero anti-Covid sviluppato da BioNTech e prodotto dal colosso è inferiore a quello usato nei trial? Il tema è complesso e Report ha in serbo una puntata molto attesa. C'è chi sostiene che si sia dovuto ricorrere ai meandri di internet per conoscere "la verità", chi ritiene fosse tutto già chiaro nella documentazione e chi parla di evenienze dovute alla produzione su larga scala: ecco come stanno le cose

Davvero la qualità dell'RNA contenuto nel vaccino anti-Covid sviluppato da BioNTech e prodotto da Pfizer è inferiore a quella usata nei trial? Il tema è parecchio complesso. C'è chi sostiene che si sia dovuto ricorrere al dark web per conoscere "la verità", chi ritiene fosse tutto già chiaro nella documentazione dell'Agenzia europea del farmaco e chi parla di normalissime evenienze dovute alla produzione su larga scala. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza, per quanto possibile.

Vaccino: "In email Ema a novembre emersi problemi nella qualità"

E' la tramissione della Rai Report, condotta da Sigfrido Ranucci, a raccontare (qui sul sito del programma tutti i dettagli) che a novembre 2020 l’Ema, l’agenzia europea che ha il compito di approvare i farmaci, aveva rilevato come in alcuni lotti della produzione industriale dei vaccini Pfizer fosse riscontrabile una qualità inferiore rispetto a quelli utilizzati nei trials clinici e aveva chiesto all’azienda di risolvere quanto prima il problema. Per Report tutto ciò è emerso da quelli che hanno ribattezzato Ema Leaks, un insieme di mail interne scambiate tra il 10 e il 25 novembre e di documenti riservati provenienti dai server dell’agenzia e finiti sul dark web, che Report è in grado di rivelare in collaborazione con i giornalisti investigativi del progetto “Behind the pledge”. La redazione di Report per l'occasione ha lavorato insieme ai giornalisti investigativi del progetto Behind the pledge.

Negli scorsi giorni Pfizer ha annunciato una riduzione delle forniture di vaccini del 29% in diversi Paesi europei a causa “dell'adeguamento delle strutture e dei processi in fabbrica che richiede nuovi test di qualità e approvazioni da parte delle autorità”. Dal 15 febbraio la produzione dovrebbe cambiare definitivamente passo secondo il colosso farmaceutico, che non fa cenno ad alcun collegamento tra i problemi emersi lo scorso novembre nel dialogo con i regolatori e l’attuale riduzione delle forniture. Ma cosa dicono questi documenti? Proviamo a spiegarlo in maniera semplice.

Le differenze nel livello di integrità dell’mRna

C'è una email interna del 24 novembre nella quale un funzionario dell’Ema scrive di “differenze nel livello di integrità dell’mRna”, comparando il materiale per le prove cliniche e quello di alcuni lotti destinati all’immissione in commercio. Secondo i documenti - che Report insiste nel sottolineare siano stati ritrovati nel dark web -  “i vaccini utilizzati negli studi clinici avevano tra il 69% e l'81% di Rna "intatto". Al contrario, i dati sui lotti prodotti nelle linee di produzione hanno rivelato percentuali inferiori, in media 59%. Un "punto critico", ha detto un funzionario dell’Ema, il 23 novembre.

Il 25 novembre, secondo quanto emerge da un report contenuto nella “Rolling review” - strumento regolatorio che l’Ema usa per velocizzare l’approvazione di farmaci promettenti - l’agenzia scrive: “C’è qualche indicazione che un aggiustamento del processo di produzione può ripristinare i livelli di integrità osservati durante la fase clinica, ma rimangono dubbi sulla riproducibilità, e sono attesi ulteriori dati”. L’Ema si riserva di avanzare all’azienda “richieste ulteriori di dati dopo l’autorizzazione”. Una settimana più tardi l'agenzia scrive: “La comparabilità tra materiale clinico e commerciale non è stata ancora dimostrata, il che solleva incertezze sulla coerenza della qualità del prodotto e quindi incertezze per quanto riguarda la sicurezza e l'efficacia del prodotto commerciale”.

Ema Leaks: il rallentamento della produzione c'entra qualcosa?

Secondo questa versione dei fatti Pfizer è stata poi sì in grado di risolvere il problema, raggiungendo una integrità del 75%, ma ciò potrebbe aver comportato un rallentamento della produzione (il Wall Street Journal del 3 dicembre sposa questa linea). L'Ema, da Report contattata direttamente, conferma che “durante la valutazione sono state sollevate questioni relative all'integrità dell'mRNA per il vaccino Comirnaty”. Si aggiunge che "l'azienda è stata in grado di risolvere questi problemi e fornire le informazioni e i dati necessari per emettere la raccomandazione positiva per l’autorizzazione questo vaccino”. L’agenzia ha diramato una nota secondo la quale i documenti sarebbero stati manipolati ma ci ha confermato l’esistenza delle “questioni che emergono dai documenti pubblicati”. Insomma, l'argomento è reale, non una fantasia, ma come vedremo potrebbe essere eccessivo parlare di "allarme". 

Gli Ema Leaks metterebbero in luce anche le pressioni esercitate della Commissione e dagli Stati membri sui regolatori per arrivare nel più breve tempo possibile all’approvazione del vaccino. Non una sorpresa questa, visto che erano le settimane in cui la recrudescenza del contagio preoccupava, e non poco, l'Europa intera, alle prese con la seconda ondata di Covid. Bisogna aspettare una settimana per la puntata di Report dedicata ai vaccini: andrà in onda lunedì 25 gennaio.

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Nell'immagine, una parte dei documenti pubblicati da Report

Burioni: "Mi spiace deludere gli appassionati di dark web"

Interviene anche Roberto Burioni, che dalla sua pagina Facebook, si dice dispiaciuto di dover "deludere gli appassionati di "dark web" ma la notizia che la qualità dell'RNA contenuto nel vaccino Pfizer è inferiore a quello usato nei trial è contenuto nei documenti ufficiali dell'EMA che tutti potete consultare". I documenti di cui parla Burioni sono reperibili e consultabili a questo indirizzo

Poi il noto virologo non rinuncia a una frecciata: "Vi faccio notare come Pfizer, che avrebbe il dovere morale di rassicurare i pazienti sulla validità del suo prodotto, se ne frega altamente e rimane in silenzio, lasciando a me - che con Pfizer non ho nulla a che fare, sia ben chiaro -  il compito di spulciare i documenti e scrivere questa cosa, con il rischio che qualcuno arrivi poi a diffamarmi accusandomi di un insesistente conflitto di interesse.  Tipico (e pessimo) comportamento delle case farmaceutiche, che non si possono poi lamentare se non risultano particolarmente amate nonostante il bene che fanno al genere umano". 

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Immagine: Roberto Burioni /Fb

Le impurezze nel vaccino Pfizer sono preoccupanti?

C'è da preoccuparsi? L'Ema dice che non ci sono prove di "differenze qualitative rilevanti" nelle molecole ottenute durante la produzione di massa, successiva a quella per i trial. Sì, c'è anche altro: si dice che alcune delle molecole "incriminate" siano già state usate nei trial di fase 3 senza che siano emersi problemi seri (ed è per questo che l'Ema non appare particolarmente preoccupata, in definitiva).

Le impurezze (pezzi di mRNA) sono spiegabili proprio col diverso processo produttivo che si porta avanti quando si lavora su piccola o vasta scala.  Si può escludere che le nostre cellule leggano queste impurezze, dando il là a reazioni immunitarie che non sono state messe in conto? L'unica sicurezza è che il tema è molto sentito, e c'è desiderio di chiarezza su un argomento tanto cruciale in questa fase. Sicuro è anche che Report, annunciando gli EMA Leaks con una settimana abbondante di anticipo sulla messa in onda del servizio, abbia alzato l'asticella dell'attenzione.

Dai documenti hackerati sono emerse anche altre criticità, e queste sì molto più lampanti, e pare che sia stato posto rimedio: a novembre l'Agenzia europea del farmaco aveva infatti formulato alcune obiezioni importanti.  Alcuni siti di produzione non erano ancora stati ispezionati e mancavano ancora i dati esatti sui lotti di vaccini che sarebbero stati commercializzati. Giusto avere preoccupazioni o timori? Il minimo sarebbe adesso aspettarsi d'ora in poi una comunicazione più chiara da parte di Pfizer: la maggior parte delle persone non sanno nulla di mRna, ma è normalissimo che ci si faccia domande quando è appena partita una vaccinazione di massa con un vaccino concettualmente diverso da tutti quelli utilizzati fino a oggi. 

Tutti i vaccini, di qualsiasi tipologia, perseguono lo scopo di addestrare il sistema immunitario a riconoscere una parte di un virus. Tradizionalmente, i vaccini contengono virus indeboliti o proteine distintive del virus che vengono purificate. Invece un vaccino a mRNA è diverso, in quanto invece di ricevere direttamente attraverso un’iniezione una proteina virale, al ricevente viene somministrato materiale genetico - mRNA - che è in grado di codificare la proteina virale stessa. Pretendere non ci siano spazi d'ombra su un elemento di rottura rispetto al passato come quello a cui stiamo assistendo è un dovere. Al momento, pur essendo evidente e logico che sia impossibile avere certezze sulle conseguenze a lungo termine di un vaccino che viene somministrato da tre settimane, non sembra proprio che dal dark web sia emersa alcuna pietra dello scandalo.

Non c'è motivo di dubitare della correttezza della metodologia utilizzata dall'Ema in questi mesi, in base alle notizie note: perché le verifiche ci sono state, Pfizer ha corretto il problema, raggiungendo una integrità del 75%, e su produzione e distribuzione dei vaccini ha comunicato gli sgraditi ritardi a chi di dovere. Quindi la vigilanza e i controlli hanno seguito per adesso il normale corso delle cose.

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