Sabato, 27 Febbraio 2021
Il caso

Tutti i ritardi Pfizer: cosa succede e chi sarà vaccinato nei prossimi due mesi

Preoccupazione dalle Regioni: si rischia di non riuscire a fare tutti i richiami delle seconde dosi, oltre a dover fermare le prime. Magrini (Aifa): "L'obiettivo per marzo è vaccinare tutti gli ultra-ottantenni e i sanitari". Il fisico Sestili esclude che i tempi dilatati possano avere conseguenze dirette sulla curva dei contagi

Il ritardo nella consegna delle dosi del vaccino anti-Covid era stato annunciato e adesso le difficoltà sono reali. "Ritardo di Pfizer molto preoccupante. È stato comunicato tutto all'ultimo minuto, se si tratta di un ritardo di una sola settimana le conseguenze potrebbero non essere così gravi. Lo possiamo definire un piccolo rallentamento. L'obiettivo è riuscire a marzo a vaccinare tutti gli ultra-ottantenni e i sanitari. Sono sicuro che ci riusciremo" spiega a Radio Capital il direttore generale dell'Aifa Nicola Magrini. "A fine gennaio l'approvazione di Astrazeneca? Se le verifiche di sicurezza confermeranno i dati diffusi si valuterà se sovrapporlo ai vaccini già confermati". Massima prudenza.

Vaccini: i ritardi Pfizer cosa comportano in Italia

Di che numeri stiamo parlando? Il rischio di slittamenti sui tempi per l’avvio della seconda fase si fa sempre più concreto. La casa farmaceutica ieri ha consegnato all'Italia circa 48mila dosi delle 397mila previste per questa settimana, dopo il taglio di 165mila deciso venerdì scorso. Il nuovo cambio di programma deciso unilateralmente da Pfizer nella consegna dei vaccini destinati all'Italia. Secondo quanto si apprende da fonti del commissario Domenico Arcuri, la casa farmaceutica Usa ha consegnato nel nostro Paese lunedì circa 103mila dosi sulle 397mila previste per questa settimana. Martedì ne arriveranno solo 53.280 e solo mercoledì le restanti 241mila dosi. La comunicazione è stata data dalla Pfizer agli uffici del commissario spiegano che il ritardo è dovuto al nuovo piano di distribuzione per le prossime settimane. Parla di "ulteriore incredibile ritardo" Arcuri, che si era già detto molto infastidito in seguito al taglio del 29% alle 470000 dosi previste questa settimana annunciato da Pfizer prima del weekend.

L'Europa si è attivata. Non appena saputo dei ritardi di Pfizer, "mi sono messa in contatto con i ministri della Salute ed abbiamo convocato la riunione del Comitato guida. Lavoriamo in modo costante con Pfizer-Biontech per sostenere le capacità di produzione nell'Ue. Siamo pienamente mobilitati a sostegno del rafforzamento della produzione al più presto" spiega la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, nel suo secondo intervento di oggi alla plenaria del Parlamento europeo. "Il collo di bottiglia" nella consegna delle dosi di vaccino "non dipende dal numero di dosi ordinate" dalla Ue ma "dalla scarsità di capacità di produzione a livello mondiale". "Nella comunicazione che adotteremo oggi - dice tra le altre cose la commissaria Ue - verra' sottolineato che bisogna lavorare con le società farmaceutiche per mettere a punto un calendario delle consegne chiaro e trasparente", ma "i dettagli pratici delle consegne sono disciplinati dai contratti tra le case farmaceutiche e gli Stati membri". 

Zaia: "Non solo tagliano le forniture, ma decidono le quote per regione"

Le perplessità riguardano tanto la quota destinata all'Italia quanto la ripartizione su base regionale. "Non solo tagliano le forniture, ma decidono le quote per regione. È incomprensibile, oltre che vergognoso. Ho chiesto all'avvocatura un parere, per capire se ci sia margine per tutelare i veneti anche per vie legali". fa sapere dalle pagine di Repubblica oggi il governatore del Veneto Luca Zaia. "Noi non cerchiamo la rissa, perché in questa fase deve prevalere il dialogo - osserva - ma il momento è delicato e deve essere gestito con rigore. In Veneto le porte per Pfizer sono aperte: si facciano vivi, ci portino i vaccini e la questione è chiusa; comprendiamo che qualche problema possa emergere. Parliamone, risolviamo i problemi insieme. Non siamo noi ad aver firmato i contratti, siamo parte lesa, ma non controparte giuridica. È fondamentale che si ripristinino le forniture, come stabilito. Non esiste che accettiamo tagli in questo modo. Un'azienda privata bypassa il piano sanitario nazionale? Non è affatto un bel segnale".

"Stando a quanto riferito dal commissario - continua Zaia -  Pfizer avrebbe deciso a chi e quanto dare. Sulla base di quale principio hanno deciso il -53% del Veneto, il -54% del Friuli, il -51% dell'Emilia Romagna e lo zero per cento di altre regioni; una simile decurtazione non è giustificata né dai dati epidemiologici, né da quelli clinici". Il problema a livello regionale è complesso da risolvere: perché si rischia di non riuscire nemmeno a fare tutti i richiami delle seconde dosi, oltre naturalmente a dover fermare le prime.

Ritardi vaccini Pfizer nelle regioni: cosa sta succedendo

Dai ritardi di Pfizer "in Toscana, come in tutte le regioni, ci sarà un rallentamento delle procedure che avevamo messo in campo. Ha ragione il commissario Arcuri" ad arrabbiarsi. "Quando arriveranno i vaccini saremo pronti" conferma  il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

Anche in Sardegna è stata fermata la campagna delle prime dosi anti Covid. Pfizer, che ha mandato nell'Isola appena la metà delle 14.040 dosi pattuite per la giornata di ieri (per la precisione 7.200). Non ci sono alternative: la priorità è garantire la copertura dei primi vaccinati, che vanno sottoposti alla seconda inoculazione, per chiudere correttamente il programma di profilassi. Nel Lazio le consegne previste per oggi del vaccino Pfizer "pari a 32.760 dosi sono slittate alla giornata di domani. Verificheremo attentamente se verranno consegnate, ma questa modalità a singhiozzo crea numerosi problemi organizzativi a tutto il sistema" comunica l'Unità di Crisi COVID-19 della Regione 

Proprio per questo motivo tra le varie ipotesi sul tavolo in queste ore c'è quella - al momento solo un'ipotesi -  di stabilire quello che potrebbe essere definito un “meccanismo di solidarietà” in base al quale le Regioni che hanno più dosi in magazzino potrebbero cederle a quelle che devono completare i richiami. Ci sono Regioni che si arrangiano da sole.  "Il ritardo nelle consegne di Pfizer non ci ha fermati e non incide in alcun modo sulla nostra campagna vaccinale contro il Covid" dice il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, all'inaugurazione del nuovo hot spot per i tamponi rapidi a Mirafiori. "In Piemonte - ha sottolineato - sono state usate oltre il 90% delle dosi, perché siamo riusciti a compensare la mancata consegna attraverso un riequilibrio fra le Aziende sanitarie".

Le dosi di vaccino anti-Covid Pfizer prima annunciate e poi consegnate in ritardo "possono creare dei problemi alla campagna nazionale di immunizzazione in un momento in cui dovremmo viaggiare a ritmi sostenuti" dice all'Adnkronos Salute Giorgio Sestili, fisico e ideatore della pagina Facebook 'Coronavirus - Dati e analisi scientifiche'. "Difatti - aggiunge - hanno annunciato che ora faranno solo i richiami e gli over 80 slittano a febbraio". Sulla possibilità che i ritardi nelle consegne del vaccino Pfizer possano avere conseguenze anche sulla decrescita della curva epidemiologica, il fisico chiarisce che "questa possibilità al momento la escluderei".

A che punto è invece il vaccino AstraZeneca?

A che punto è invece il vaccino AstraZeneca? "Aveva promesso di arrivare primo nella corsa al vaccino, invece sarà probabilmente il terzo. I dati andranno confrontati, anche se indirettamente, con gli altri due vaccini che si sono dimostrati molto efficaci" dice il direttore dell'Aifa. Sul vaccino cinese: "Sarà valutato quando il suo dossier verrà consegnato all'Ema, quello sarà il segno di una vera globalizzazione. La richiesta credo stia per essere sottomessa, ma formalmente ancora non è arrivata".

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