Lunedì, 1 Marzo 2021

Cosa non torna nella storia dei 27 milioni di vaccini trovati dal Veneto

Zaia sostiene di aver ricevuto offerte per due blocchi da 12 e 15 milioni di dosi Pfizer, ma l'azienda farmaceutica nega di aver avviato contatti con soggetti privati. E poi: chi sono i due intermediari di cui parla il governatore? Finora sono più i dubbi che le certezze

ANSA/profilo Twitter Luca Zaia

Da dove arrivano i 27 milioni di vaccini che il Veneto avrebbe reperito sul mercato? Chi sono gli intermediari di cui ha parlato ieri il presidente della regione Zaia? E soprattutto: ci si può fidare? Domande che per ora, nonostante l’ottimismo ostentato dal governatore, restano senza risposta. Facciamo un passo indietro. Il presidente del Veneto si sta muovendo già da qualche settimana per acquistare i vaccini in modo autonomo. Una settimana fa ha fatto sapere che al Veneto erano arrivate tre proposte di acquisto di vaccini, dopo altre due già giunte alla Direzione regionale Sanità.

"Il dottor Flor (il direttore della sanità regionale, ndr) sta andando avanti. Abbiamo l'obbligo di riservatezza, inutile illudere i cittadini finchè non abbiamo accertato tutto. Sarà perché abbiamo dato l'immagine di essere sempre in linea con le ultime novità. Ci propongono anche lo Sputnik e il vaccino cinese, ma finché non vengono approvati dall'Ema non si fa nulla. Flor ha voluto concretizzare con un'azienda per un accordo scritto, vedremo che contratto arriverà".

Ieri lo stesso Zaia ha detto di aver affrontato l’argomento con il commissario Domenico Arcuri. "Noi abbiamo chiesto che si faccia una verifica fino in fondo, è stato disponibile, ha chiesto i codici dei lotti per fare subito una verifica" ha spiegato il governatore aggiungendo che l’offerta riguarda "ventisette milioni di dosi, divisi in due blocchi di 12 e 15 milioni, da due distinti intermediari". Infine, dopo aver tergiversato per qualche giorno, ieri sera, ospite di "Porta a Porta", Zaia ha rivelato che i lotti di cui si parla sono del vaccino Pfizer-BioNTech.

"Offerte ne sono arrivate molte - ha spiegato il governatore in seconda serata - sono state selezionate, due in particolare si sono trasformate in due proposte contrattuali, da 12 milioni e 15 milioni di dose vaccino. Queste sono Pfizer, a prezzi in linea con il mercato". Come spiegato nel punto stampa di ieri, ora la Regione ha contattato Aifa, il 3 febbraio e ha avuto indicazione di parlarne direttamente con il commissario speciale Domenico Arcuri, che ora sta interloquendo con il direttore generale della Sanità veneta Luciano Flor. "Il commissario - ha detto Zaia - non si è meravigliato, e mi ha chiesto, prima di iniziare ogni ragionamento, di farci dare dagli intermediari i codici dei lotti, per andare a capire rispetto alla casa madre se ci siamo con l'offerta".

La nota di Pfizer: "I nostri contratti sono con i governi"

Qualcosa però non torna. Chi sono gli intermediari con cui è entrata in contatto la regione Veneto? Una settimana fa Zaia aveva spiegato che esiste "un nuovo scenario, c'è una quota di vaccini in mano a intermediari a livello mondiale, professionisti e non faccendieri. Se è vero così, e se il camion si carica alla fabbrica, la cosa si fa interessante". Le aziende farmaceutiche hanno però puntualizzato più volte con note ufficiali che gli acquisti non avvengono tramite intermediari. "Durante la pandemia i nostri contratti sono con i governi e forniremo i vaccini secondo il canale da loro prescelto e i luoghi di vaccinazione designati, soggetti ad autorizzazione o approvazione regolatoria. Pfizer e BioNTech non stanno fornendo il loro vaccino al mercato privato in questo momento" ha precisato qualche giorno fa Pfizer all'Adnkronos Salute, in merito alle voci relative a un presunto un mercato parallelo dei vaccini anti-Covid disponibili per l'uso in Ue.

"È importante - hanno fatto sapere dall’azienda - che i vaccini rimangano all'interno della catena di fornitura stabilita in modo da poter garantire che le dosi raggiungano le popolazioni designate in buone condizioni, e che vengano somministrate dove esistono un supporto appropriato per gli operatori sanitari e il monitoraggio della farmacovigilanza".

Marco Cavaleri, responsabile della Strategia per le minacce alla salute e i vaccini presso l'Ema (agenzia europea per i medicinali), ha confermato in un'intervista a ‘Il Giornale’ che "nella Ue la distribuzione passa attraverso i governi". E tuttavia, ha aggiunto, "non escludo che ci siano lotti in vendita provenienti da paesi extraeuropei, come India ed Emirati". Il rischio è alto: "Girano vaccini contraffatti. Abbiamo già avuto una segnalazione dalla Polonia dove un mediatore cercava di vendere Pfizer contraffatto al mercato nero, un prodotto molto raffinato, quasi identico all'originale. Questo è un campanello d'allarme".

Anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ritiene troppo rischiosa la strada di ricorrere a canali "alternativi" per acquistare i vaccini anti-Covid. "C'è zero garanzia" sui vaccini offerti, ha spiegato la presidente della Commissione Ue, "è estremamente rischioso, non sai che percorso ha fatto, se la catena del freddo è stata rispettata, se compri sul mercato nero ti prendi il rischio che potrebbe essere una sostanza diversa". Per farla breve, ha concluso von der Leyen, si corre un "rischio enorme". 

Ed è scettico (eufemismo) anche Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova. "C'è qualcosa che non quadra" dice lo studioso. Poco ma sicuro. "Ho letto di intermediari. Semplicemente mi stupisco. Sentiamo dire ogni giorno da più parti che la vaccinazione risente dei problemi di consegne delle partite di dosi ordinate, le aziende lamentano problemi di produzione e fanno fatica a star dietro agli ordini scritti su contratti siglati da mesi. E poi scopriamo che ci sono in giro più di 20 milioni di dosi di vaccini disponibili".

Tutti i dubbi sui 27 milioni di vaccini trovati dal Veneto

Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato di Irbm, la società italiana che ha collaborato alla creazione del vaccino AstraZeneca, è lapidario: "Non vorrei essere irrispettoso, ma a Totò  hanno offerto pure il Colosseo". Ai microfoni di Radio Capital, Di Lorenzo ha fatto capire di essere piuttosto dubbioso. "Mi posso semplicemente rendere disponibile ad invitare tutti alla massima cautela - ha detto -, si pensi che a noi Irbm, che il vaccino ce l'abbiamo nei laboratori, una società napoletana ha offerto di farci arrivare vagonate di vaccino russo, lo Sputnik. Abbiamo passato la pratica alla Procura di Roma". 

La vicenda è piuttosto nebuolosa. Chi ha proposto al Veneto l’acquisto di 27 milioni di dosi Pfizer, se la stessa azienda ha affermato di non aver mai trattato con soggetti privati? Ci sono dubbi anche sulla cornice legale dell’operazione. Secondo il Veneto, per concludere la trattativa basterebbe l’ok del governo nazionale dal momento che il vincolo Ue sui vaccini vale solo per gli Stati, ma non per le singole regioni. Il portavoce della Commissione Europea per la Salute, Stefan de Keersmaecker, ha però precisato nei giorni scorsi che "i vaccini che sono stati comperati o negoziati dalla squadra dei negoziatori (e dunque anche i lotti Pfizer, ndr), con la Commissione e gli Stati membri tutti coinvolti, sono parte del portafoglio e la strategia non permette negoziati paralleli. Questo è molto chiaro".

Ma Zaia insiste: "Le nostre fonti sono verificabili"

Zaia però non molla. "Stiamo continuando a vaccinare e a cercare vaccini" ha detto oggi in conferenza stampa. "Finora abbiamo ricevuto una ventina di proposte, a sei abbiamo scritto chiedendo alcuni elementi per capire se il vaccino c'è davvero, in che tempi si è disponibili a fornirlo, che quantità ci sono e quanto costa. A due di questi sei, che ci hanno risposto con un'offerta molto dettagliata, abbiamo chiesto il numero di lotto e la scadenza della fornitura. Una volta ottenuti questi dati li trasferiremo per avere l'autorizzazione ministeriale e procedere con la negoziazione, perché non l'abbiamo ancora fatto. Qualcuno ci ha proposto AstraZeneca a 24 euro, e non ci abbiamo perso nemmeno un secondo".

Il governatore ha riservato anche una stoccata al presidente della Irbm Piero Di Lorenzo che ha ammonito contro il rischio di truffe sull'acquisto di vaccini anti Covid: "Non so chi sia questo signore e lo invito a dire quali sono le sue fonti, le nostre sono verificabili e verificate. Ma, la partita non è chiusa, vedremo alla fine... questo signore potrebbe anche doversi scusare per le sue accuse".

Intanto il direttore della sanità veneta, Luciano Flor ha ribadito oggi che "gli interlocutori a cui abbiamo scritto due volte, e di cui abbiamo quindi l'offerta, parlano di vaccini Pfizer". La richiesta di rivelare il codice dei lotti è stata avanzata ieri, e "mi auguro che entro domani avremo la risposta", ha concluso Flor aggiungendo che nella proposta "è specificata la provenienza da sedi produttive del vaccino, sia europee che non europee". Al momento "stiamo ricevendo nuove e interessanti offerte anche per AstraZeneca".

Edit: "In Veneto non abbiamo avviato nessuna trattativa per l'acquisto dei vaccini". Lo ha tenuto a ribadire il presidente della Regione Luca Zaia nel corso del punto stampa in cui ha spiegato: "La Regione ha scritto il 3 febbraio scorso ad Aifa chiedendo l'autorizzazione a poter importare eventuali vaccini dall'estero. E non abbiamo fatto nulla in attesa di questa autorizzazione. L'Aifa poi ci ha dirottato sul commissario Arcuri che a sua volta ha chiesto una verifica sui lotti di vaccini". "Abbiamo sempre detto -ha sottolineato ancora Zaia- che vi voleva un ente terzo per validare i vaccini che ci erano stati proposti è una verifica che non compete a noi, e così abbiamo fatto".

Articolo aggiornato il 19 febbraio con le dichiarazioni di Luca Zaia. 

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