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Sabato, 13 Agosto 2022
Astrazeneca nel cassetto

Vaccini: cosa succede adesso con prima e seconda dose in tutte le Regioni

L'Aifa ha dato il via libera formale all'utilizzo di Pfizer o Moderna come seconda dose dopo la prima con AstraZeneca per gli under 60, tuttavia la vicenda della sostituzione dei vaccini non è chiusa. Infatti c'è chi si oppone al mix. Burioni: "Siamo alla confusione più totale"

Vaccini, il pasticcio non è ancora finito. L'Aifa ieri mattina ha dato il via libera formale all'utilizzo di Pfizer o Moderna come richiamo di AstraZeneca per gli under 60 (chiedendo comunque al ministero di fare a sua volta un altro atto formale), tuttavia la vicenda della sostituzione dei vaccini non è chiusa. Infatti ci sono Regioni, prima tra tutte la Lombardia, che non hanno ancora iniziato nei fatti a rispettare la nuova regola nei loro hub e c'è chi si oppone al mix.

I chiarimenti e le rassicurazioni della comunità scientifica sono arrivati e le Regioni devono allinearsi: la posizione dell'esecutivo è questa. Prima il ministro della Salute Roberto Speranza e poi il presidente del Consiglio Mario Draghi ribadiscono che la linea da seguire sui vaccini è una sola. Tutto chiarito su Astrazeneca per il governo. Ma il governatore della Campania De Luca respinge l'indicazione per le seconde dosi con vaccini diversi e bandirà Astrazeneca anche per gli over 60. Il governo ha deciso di tradurre “in modo perentorio” le raccomandazioni del Cts, che ha di fatto indicato l’uso di AstraZeneca per chi ha più di 60 anni e la vaccinazione eterologa (quindi con Moderna o Pfizer) per chi ha meno di 60 anni e ha già fatto la prima dose con il siero di VaxZevria. Anche il preparato monodose di Johnson&Johnson è raccomandato agli over 60.

Vaccino AstraZeneca: cosa succede con prima e seconda dose

Non si fermano però le polemiche sugli open day e i dubbi dai presidenti che si sono trovati a dover rivedere l'organizzazione della campagna dopo il cambio di rotta, il quarto, sul vaccino di Astrazeneca e che però sembra non esser stata accolta da tutti, con Vincenzo De Luca che ha già fatto sapere che non darà seguito all'indicazione di vaccinare con Pfizer e Moderna gli under 60 che hanno avuto la prima dose di Astrazeneca. Speranza cita i numeri prima di arrivare alle conclusioni, perché l'obiettivo di tutti - governo e regioni - è e deve rimanere quello di arrivare all'immunità di gregge prima possibile e dunque entro la fine di settembre, come ha promesso il Commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo: un italiano su due ha avuto la prima dose, si sono superati i 42 milioni di somministrazioni e 14 milioni di italiani hanno ricevuto due dosi.

In sintesi, "abbiamo un messaggio molto chiaro sul vaccino Astrazeneca: evitare l'utilizzo sotto i 60 anni, vale sia per la prima che per la seconda dose. Per questo per la seconda dose viene utilizzata, nel rispetto dei tempi ovvero tra le 8 e le 12 settimane, un'altra opzione, su cui esprimiamo una raccomandazione forte, l'uso di Pfizer e Moderna, e ci auguriamo nel più breve tempo possibile anche Curevac, dopo l'approvazione da parte di Ema e Aifa" dice Speranza.

"La campagna di vaccinazione è l'arma vera che abbiamo per chiudere questa fase e aprirne una diversa. Dobbiamo insistere su questo terreno e continuare con ogni energia". Per farlo, le Regioni devono seguire le indicazioni del governo. Su Astrazeneca, dice Speranza, le autorità sanitarie hanno ulteriormente precisato che va evitato per chi ha meno di 60 anni, rendendo perentoria la raccomandazione che già c'era. Una "posizione chiara e netta delle autorità" e per questo "chiediamo alle autorità regionali di allinearsi ai piani". Le indicazioni degli scienziati, ribadisce, vanno "assolutamente rispettate".

La vaccinazione eterologa in Italia

La vaccinazione eterologa, ovvero l'utilizzo di una seconda dose con un vaccino anti-Covid diverso rispetto a quello utilizzato per la prima somministrazione, è sicura, ha sottolineato lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza. Ma gli esperti restano divisi tra chi giudica positiva tale soluzione e chi invita invece ad un approfondimento.  "Il tasso di incidenza si è trasformato in medio e poi in basso, dunque dobbiamo rispettare le nuove indicazioni dei nostri scienziati", ha detto il ministro della Salute. "Anche per Johnson&Johnson già era vigente una raccomandazione e penso che queste indicazioni le dobbiamo assumere pienamente", ha aggiunto. 

"La vaccinazione eterologa - ha affermato - è già utilizzata da Paesi importanti come la Germania da diverse settimane, ma anche in altre aree del mondo, e i risultati sono incoraggianti. Vi sono alcuni studi che testimoniano come la risposta immunitaria sia persino migliore di quella con due dosi dello stesso vaccino". E' chiaro, ha sottolineato ancora Speranza, che "nel momento in cui, come è avvenuto, le autorità scientifiche del nostro Paese ribadiscono tutte insieme un'indicazione di questo tipo, io penso che come sempre dobbiamo affidarci agli scienziati".

Tutto risolto? No, come dimostrano le parole di Vincenzo de Luca. Per gli under 60 che sono stati vaccinati con Astrazeneca "non si somministrano vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al governo" spiega il presidente della Campania annunciando anche un'altra scelta contraria a quelle del governo: la regione non somministrerà più vaccini a vettore virale, dunque Astrazeneca ma anche J&J, neanche a chi ha più di 60 anni.

Draghi: "Camilla non doveva morire ma ora completare vaccinazioni"

Mario Draghi nella conferenza finale del G7 è tornato sul dramma di Camilla Canepa, la diciottenne morta a Genova. La morte di Camilla Canepa, la ragazza deceduta a Genova dopo essere stata vaccinata con Astrazeneca, "non doveva avvenire" ed è "molto complicato ricostruire le responsabilità" di ciò che è accaduto nella somministrazione dei vaccini Astrazeneca agli under 60. Ma il piano Figliuolo deve continuare e "non ci sono incertezze e timori" che la campagna vaccinale "non possa andare in porto". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, rispondendo ai giornalisti nella conferenza stampa al termine del G7.

"Voglio esprimere il mio cordoglio e la mia partecipazione alla mamma e al papà" di Camilla, "è stata una cosa tristissima che non doveva avvenire. Mi dispiace moltissimo", ha detto Draghi. Che però nega che ci sia confusione sulle modalità di vaccinazione e in particolare sulla somministrazione della seconda dose di un altro siero per chi ha già ricevuto la prima di Astrazeneca. "Il ministro Speranza ha chiarito, ha fatto le sue dichiarazioni, ha specificato come comportarsi con i vaccini Astrazeneca e le seconde dosi, la situazione è chiara". Per quanto riguarda la decisione di somministrare Astrazeneca anche agli under 60, ha detto, "è molto complicato ricostruire le responsabilità, io penso che sia una situazione in evoluzione, così complicata. L'iniziativa degli open day garantiva a tanti di vaccinarsi subito, la raccomandazione del Cts era di usare Astrazeneca solo per una certa età ma sono stati usati per tutti perchè le case farmaceutiche non mettono questa indicazione".

Per Draghi ora l'importante è "portare a termine la campagna vaccinale nel modo migliore possibile: non è solo la ripresa economica in questione, è la ripresa della vita sociale. Ogni confusione - ha sottolineato - è stata chiarita stamani da Speranza, non ci sono incertezze, c'è una adesione spontanea delle Regioni alle linee del ministro e dopo aver sentito Figliuolo posso rassicurare che il piano vaccinale continua. Non ci sono incertezze e timori che non possa andare in porto". Il presidente del Consiglio ha anche voluto tranquillizzare sulla possibilità che alcune varianti frenino il piano di riaperture (come sta accadendo per esempio in Regno Unito con la variante 'Delta'). "Non c'è motivo di pensare che questo possa" ritardare le riaperture ma "dipende molto dalla dimensione dei contagi. Dovessero schizzare su di nuovo i contagi... ma non è questo che vediamo in altri paesi europei". "Facciamo il tampone a tutti quelli che arrivano da fuori. Se dovessero ripartire i contagi in UK dovremo reinserire la quarantena per chi arriva dall'Inghilterra ma non ci siamo ancora. Però - ha concluso - come sempre bisogna essere pronti a reagire immediatamente se le cose non vanno secondo i piani".

"AstraZeneca? Certo che serve"

"AstraZeneca? Certo che serve. Il vaccino AstraZeneca serve ancora tantissimo. Il rischio-benefico è positivo. La posizione di Ema non è cambiata: soprattutto negli over 60, il vaccino va usato con assoluta tranquillità perché la protezione è superiore all'80% e l`incidenza del rischio di trombosi si riduce rispetto ai giovani". Così in un'intervista a il Giornale, Marco Cavaleri, presidente della task force sui vaccini dell'Ema. Per i richiami con AstraZeneca, ricorda, "il rischio si abbatte rispetto a quello, già minimo, della prima dose. Le trombosi dopo seconda dose sono rarissime e non destano al momento preoccupazione". "La scelta dell`eterologa fatta dall'Italia e dalla Germania - prosegue - ha una sua logica. Ema però può solo formalmente autorizzare lo scambio di vaccini solo dopo la presentazione di dettagliati dossier da parte delle aziende. Ogni Stato può decidere in autonomia come gestire i vaccini disponibili. Entro fine giugno, però, Ema considererà l`opportunità di fare una raccomandazione sull'eterologa dopo aver esaminato tra gli altri uno studio inglese ben disegnato su Pfizer che sostituisce AstraZeneca per il richiamo". Per Cavaleri la variante delta o indiana "ha una buona possibilità di diffondersi in tutta Europa e siamo preoccupati. Però, in base ai dati disponibili, due dosi di vaccino, non una, proteggono in modo soddisfacente".

Palù: "Due vaccini diversi stimolano meglio il sistema immunitario"

"In questo momento è giusto sentire tante voci ma il dovere di chi rappresenta le istituzioni è dare un'informazione corretta, il 9 giugno l'Aifa ha espresso un parere sulla vaccinazione eterologa sulla base degli studi che stanno emergendo, e ci sono studi nel Regno Unito, in Francia, in Germania. Tutti dimostrano cose che sapevamo: due vaccini diversi stimolano meglio il sistema immunitario". Lo ha precisato il presidente dell'Aifa, Giorgio Palù, ospite di 'Che giorno è' su Rai Radio 1.

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