Venerdì, 16 Aprile 2021
Cosa cambia

Vaccini a chi è fuori Regione: con la nuova ordinanza basterà il domicilio

Non servirà la residenza per farsi vaccinare nella Regione o Provincia autonoma in cui normalmente si lavora o si vive con continuità. Il commissario all'emergenza Figliuolo ha ribadito che il target è arrivare a 500mila somministrazioni al giorno

Foto di repertorio

Basterà il domicilio per ricevere il vaccino anti-Covid nella Regione in cui si abita, pur avendo la residenza altrove. È quanto ha disposto con un'ordinanza il commissario straordinario all'emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo. Nell'ambito del piano di attuazione strategico nazionale per i vaccini "ciascuna regione o provincia autonoma proceda alla vaccinazione", si legge, non solo dei residenti ma anche delle persone domiciliate nel territorio regionale "per motivi di lavoro, assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o provincia Autonoma".

Vaccini anche ai domiciliati in un'altra Regione: l'ordinanza di Figliuolo

In sostanza d'ora in poi le Regioni saranno tenute a vaccinare anche chi è domiciliato nel loro territorio. Una buona notizia per chi, per di lavoro o altre ragioni, vive lontano dalla sua città di residenza e potrà dunque vaccinarsi senza doversi spostare. 

Una situazione in cui si trovano molti docenti fuori Regione. "Il provvedimento adottato dal generale Figliuolo" costituisce "una svolta importante anche per il mondo della scuola" ha fatto sapere Rossano Sasso, sottosegretario del ministero dell'Istruzione. "In questi mesi, infatti, si era assistito al paradosso di decine di migliaia di lavoratori, tra dirigenti, insegnanti e personale, rimasti in una sorta di limbo ingiustificabile. Una battaglia per un diritto sacrosanto che, come Lega, avevamo avviato in Parlamento e abbiamo portato a compimento una volta arrivati al Governo". 

Parlando in audizione sullo stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini, il commissario all'emergenza ha ribadito che "il target è quello di 500mila somministrazioni al giorno a regime, da raggiungere nelle terza settimana di aprile per ottenere l'immunità di gregge entro fine settembre". Figliuolo ha poi aggiunto che ''è allo studio la possibilità di utilizzare in progressione i siti produttivi, i siti della grande distribuzione, le palestre, le scuole, le strutture di associazione o della Cei, per allestire punti di vaccinazione. In particolare parlando della grande distribuzione e dei siti produttivi, disseminati su tutto il territorio nazionale, ne sono risultati eleggibili circa ulteriori 420''. 

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