Sabato, 19 Giugno 2021
A chi potrebbe toccare

Vaccini, il problema delle seconde dosi ad agosto: le date "calde" del calendario

L'ipotesi sul tavolo è quella di permettere le vaccinazioni anche nei luoghi di villeggiatura, ma si tratta di una strada difficile da portare avanti (e per alcuni del tutto impraticabile)

Foto di repertorio

Il problema c'è, e non è nemmeno un problema da poco. In che modo organizzare i richiami con le vacanze estive che incombono? Come è spesso capitato durante questa emergenza sanitaria le ragioni dell'economia si contrappongono a quelle di tipo sanitario. Da un lato c'è la volontà di non gravare sul settore del turismo e della ristorazione, dall'altra la necessità, improcrastinabile, di garantire la seconda dose a chi ha già iniziato il ciclo vaccinale. Per chi si vaccina con AstraZeneca il dilemma si pone già adesso. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) raccomanda infatti che la seconda dose venga  somministrata "idealmente nel corso della 12/a settimana (da 78 a 84 giorni) e comunque ad una distanza di almeno 10 settimane (63 giorni) dalla prima dose". In altre parole chi viene vaccinato con la prima dose tra l'ultima decade di maggio e le prime due di giugno corre "il rischio" (passateci l'espressione) di vedersi fissare l'appuntamento con il richiamo ad agosto inoltrato, nel periodo clou delle vacanze.

Il problema delle seconde dosi ad agosto

Inutile dire che completare il percorso di immunizzazione è di gran lunga più importante che passare le ferie al mare o in montagna, il problema però è che gli italiani che dovranno fare il richiamo in vacanza potrebbero essere milioni. Con un possibile impatto anche sul settore turistico. Nel caso di Pfizer e Moderna, i richiami erano previsti a 21 e 28 giorni, ma con l'ultima circolare del ministero della Salute l'intervallo tra la prima e la seconda dose è stato ritardato fino a 35-42 giorni. E dunque ricevere il vaccino nei primi giorni di luglio potrebbe significare avere  il richiamo nei giorni a cavallo di ferragosto. Ovviamente, si tratta di indicazioni di massima: ogni regione (e ogni Asl) fa storia a sé. Però governatori e sindaci stanno già pensando a come organizzarsi.

L'ipotesi di vaccinarsi nei luoghi di vacanza

L'ipotesi su cui si ragiona è quella di permettere di effettuare il richiamo (o magari perfino la prima dose) anche nel luogo in cui si stanno trascorrendo le vacanze. È una strada percorribile? Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia si è mostrato possibilista. "È chiaro che ci sarà qualche difficoltà nel fare le vaccinazioni fuori dalla regione di residenza. Però confidiamo che con il generale Figliuolo si riescano a trovare quelle modalità per risolvere anche questo problema. Non semplice, ma con costanza e organizzazione si riuscirà a trovare la soluzione anche per questo". Certo la soluzione non è proprio a portata di mano. Anche perché quella vaccinale è una macchina complessa e ormai molto ben oliata. Il rischio di farla deragliare è dietro l'angolo. Tant'è che l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, non ha nascosto di essere pessimista. "È impossibile vaccinare nelle diverse regioni perché c'é un aspetto di distribuzione di vaccini, di logistica e di medici. Qui in Lombardia abbiamo cercato di tenere meno vaccinazioni nel periodo 'clou', quindi le due settimane di agosto" .

Fedriga: "Seconde dosi in vacanza? Si può fare ma dipende dai numeri"

C'è poi il problema di quelle località che nelle settimane clou di agosto ospitano centinaia di migliaia di persone. È il caso ad esempio delle spiagge del Salento, ormai prese d'assalto dai vacanzieri di tutta la penisola. Ma anche di molti altri luoghi di villeggiatura. Il tema è complesso. Per Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, "la parte digitale è più che risolvibile. Noi faremo tutti gli sforzi possibili per mettere in campo (le vaccinazioni in vacanza, ndr), ma dipende dai numeri. Le seconde dosi non si fanno con l'open-day, si fanno con la programmazione perché vanno fatte nella data giusta". E dunque? "Se si parla di 10 milioni, la vedo molto difficile, voglio essere realista e non bisogna prendere in giro i cittadini", ha aggiunto il governatore, spiegando che nelle località dove arrivano milioni di turisti, non basta spostare milioni di dosi, "ci vogliono anche migliaia di persone che somministrino quelle dosi" e si tratta delle "stesse persone che fanno i tracciamenti, tamponi, tengono aperti gli ospedali". Secondo Fedriga è invece possibile che la seconda dose del vaccino in vacanza possa essere fatta ai cittadini che fanno le ferie tornando nel paese d'origine, lavoratori e studenti. Ma gli altri, "dovrebbero tornare a fare il richiamo nel luogo programmato".

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