Domenica, 7 Marzo 2021
Tra tifo e scienza

Perché non esistono vaccini di serie A e di serie B

"Se dovessi rivaccinarmi? Mi vaccinerai con AstraZeneca, è un ottimo antidoto che nel nostro Paese ha avuto un trattamento mediatico e scientifico sconsiderato e masochista", dice Matteo Bassetti. Ma non è proprio così...

I vaccini anti covid di Pfizer-BioNtech e Moderna continuano ad essere i più indicati nella popolazione anziana, mentre il siero AstraZeneca che di recente ha ricevuto l'approvazione di Aifa ed Ema per la prevenzione della Covid-19 nei soggetti al di sopra dei 18 anni comincerà ad essere distribuito in Italia agli adulti sotto i 55 anni considerati particolarmente a rischio, come personale scolastico docente e non docente, forze armate e di polizia, personale carcerario e detenuti. Come è possibile leggere nel report vaccini sul sito del ministero della Salute, finora il vaccino Pfizer-BioNtech è predominante (2.778.750 dosi somministrate) rispetto a Moderna (112.800 dosi somministrate), mentre si attendono i primi dati sulla distribuzione del vaccino di AstraZeneca.

Bassetti e i vaccini di serie A e serie B

Due domande sorgono spontanee. Il vaccino dell'azienda biofarmaceutica anglo-svedese AstraZeneca, distribuito per ora agli adulti sotto i 55 anni, è inefficace nella popolazione anziana? Esistono vaccini di serie A e di serie B? No, non è così, malgrado esperti come Matteo Bassetti lo lascino intendere facendo riflessioni molto "umorali" e poco scientifiche.

Il direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria scrive sul suo profilo Facebook (e vale la pena leggerlo integralmente): "Se dovessi rivaccinarmi? Mi vaccinerai con il vaccino di AstraZeneca. Si tratta di un ottimo vaccino che nel nostro paese ha avuto un trattamento mediatico e scientifico sconsiderato e masochista. La gente lo considera erroneamente un vaccino di serie B. Vi dico invece perche? e? un vaccino di serie A? È il piu? semplice per la conservazione (si conserva in un normale frigorifero), e? il piu? economico (costa solo 2,8 euro ovvero meno del costo di produzione per scelta della casa produttrice che ha deciso di non lucrarci), e? efficace tra il 60 e il 75% nel prevenire la malattia sintomatica lieve e nel 100% per la malattia grave e la morte. Ci sono oggi pochi dati negli anziani, ma non vuol dire che non funzioni in chi ha più di 65 anni. Ritengo infatti  che agisca ugualmente in tutte le fasce di eta? ed anche nei soggetti piu? fragili. Faccio una previsione? I nuovi dati che saranno pronti tra qualche  settimana confermeranno che si potra? usare in tutte le fasce di eta?. Noi nel frattempo stiamo perdendo tempo perche? non lo useremo in quei soggetti dove il vaccino serve di piu?.  Sarebbe il candidato ideale per una vaccinazione a tappeto nelle aree dove stanno circolando i virus mutati, le cosiddette varianti. In quelle aree bisognerebbe dirottare ingenti quantità di vaccini per tutta la popolazione, così da limitare la circolazione del virus e quindi anche delle varianti. Contro questo virus occorre essere veloci, pronti, precisi e spietati. Dobbiamo rendergli la vita difficile".

"La gente considera erroneamente AstraZeneca un vaccino di serie B, invece è un vaccino di serie A", dice Bassetti, forse dimenticando che qui non siamo al bar, non stiamo guardando una partita di calcio e non c'è da fare il tifo per un vaccino o per quell'altro. I dati scientifici sono l'unica cosa che conta e al momento su AstraZeneca "ci sono pochi dati negli anziani", come dice Bassetti stesso. E se il siero di Oxford agirà "ugualmente in tutte le fasce di eta? ed anche nei soggetti piu? fragili" saranno gli accertamenti in futuri studi a dirlo. E non le previsioni di Bassetti. Vediamo perché.

L'efficacia di un vaccino e gli studi clinici sulle fasce d'età

Bassetti sa bene che i riscontri sull'efficacia di un vaccino dipendono dalle fasce di età in cui i farmaci sono stati sperimentati nei rigorosi studi clinici di fase 1, 2 e 3. L'Agenzia europea per i medicinali (Ema) riporta le fasce di età entro cui i tre vaccini finora in uso si sono dimostrati sicuri ed efficaci nei limiti delle dosi e dei richiami previsti. Nel dettaglio:

  • Pfizer-BioNTech è efficace secondo gli studi dai 16 anni in su. Gli studi clinici si basano su un campione di 36mila persone, anche sopra i 75 anni, prive di alcun indizio di infezione precedente;
  • il vaccino di Moderna risulta efficace dai 18 anni in su. I risultati si basano su un campione di oltre 30mila volontari;
  • il vaccino AstraZeneca, secondo gli studi di fase 3, ha mostrato un'efficacia del 62,1%. Garantisce inoltre, secondo quanto affermato dall'azienda produttrice, una "copertura del 100%" contro malattia grave e rischio di ospedalizzazione. Dai 18 ai 55 anni si hanno riscontri di efficacia più robusti. I dati provengono da un gruppo di oltre cinquemila vaccinati e altrettanti di un gruppo di controllo. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) "raccomanda che la seconda dose del vaccino AstraZeneca dovrebbe essere somministrata idealmente nel corso della dodicesima settimana (da 78 a 84 giorni) e comunque ad una distanza di almeno dieci settimane (63 giorni) dalla prima dose". L'indicazione è contenuta nella nuova circolare del ministero della Salute "Aggiornamento vaccini disponibili contro SARS-CoV-2/COVID-19".

L'efficacia del vaccino AstraZeneca

E allora, quanto è efficace il vaccino Covid-19 di AstraZeneca? Secondo le informazioni fornite da Aifa, nei soggetti vaccinati con il regime posologico approvato (due dosi a distanza di 4-12 settimane l’una dall’altra) sono stati osservati 64 casi di Covid-19 su 5.258 individui vaccinati e 154 casi su 5.210 del gruppo di controllo. Complessivamente l'efficacia vaccinale di "Covid-19 Vaccine AstraZeneca" è risultata pari al 59,5% nel prevenire la malattia sintomatica. Nei partecipanti che presentavano una o più comorbilità, l'efficacia del vaccino è stata molto simile (58,3%). Nei partecipanti che hanno avuto la seconda dose dopo dodici settimane dalla prima, l’efficacia dopo 14 giorni dalla seconda dose è stata dell’82,4%. In tutti i partecipanti che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, a partire da 22 giorni dopo la dose 1 non si sono osservati casi di ospedalizzazione (0% su 8.032), rispetto a 14 casi (0,2% su 8.026), di cui uno fatale, segnalati per il controllo.

Perché AstraZeneca verrà somministrato agli adulti sotto i 55 anni

Come detto, al momento su AstraZeneca si hanno riscontri di efficacia più robusti dai 18 ai 55 anni. Questo però non vuol dire che il vaccino prodotto dall'azienda anglo-svedese sia inefficace nelle persone anziane. Semplicemente, la fascia d'età sopra i 55 anni è meno rappresentata nei dati degli studi clinici svolti finora e per questo l'efficacia nella fascia di popolazione più anziana non è al momento certa. Ragione per cui questo vaccino comincerà ad essere distribuito in Italia agli adulti tra i 18 e i 55 anni, in attesa di acquisire ulteriori dati. D'altronde Aifa rimarca che mano a mano che si renderanno disponibili un maggior numero di dati a sostegno di maggiori evidenze, il posizionamento dei vaccini potrà essere rivalutato. Non è questione di serie A o serie B. È scienza.

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