Martedì, 2 Marzo 2021

L’Ue valuta mezzi legali per garantire le forniture di vaccini antiCovid

Bruxelles pronta ad utilizzare “ogni mezzo legale” a disposizione per “garantire” la fornitura necessaria, mentre continua il braccio di ferro con AstraZeneca

L’Unione europea dovrebbe prendere in considerazione di usare mezzi legali per garantire la fornitura dei vaccini promessi qualora i negoziati con le aziende in merito ai ritardi nelle consegne dovessero fallire. A dirlo in una lettera a diversi leader europei il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, nel pieno della “guerra” tra Ue e la casa farmaceutica anglo-svedese AstraZeneca. Alcuni leader europei avevano proposto un’azione legale per costringere le aziende farmaceutiche a onorare gli impegni presi circa le forniture dei vaccini e la lettera di Michel suggerisce che ora questo opzione è oggetto di una “seria considerazione”, come scrive l’agenzia Reuters. Bruxelles potrebbe infatti utilizzare l'articolo 122 del Tfue, il Trattato sul funzionamento dell'Ue, per garantire legalmente la fornitura contrattuale dei vaccini anti-Covid.

“Questo darebbe all'UE e agli Stati membri i mezzi legali, adottando misure urgenti appropriate, per garantire un'efficace produzione e fornitura di vaccini per la nostra popolazione", scrive Michel nella sua lettera ai leader di Austria, Repubblica Ceca, Danimarca e Grecia, scrive Reuters, che ha potuto visionare il documento. Qualora non dovesse essere possibile trovare,  “attraverso il dialogo e la negoziazione”,  una “soluzione soddisfacente”, per risolvere la questione, per Michel “dovremmo esplorare tutte le opzioni e fare uso di ogni mezzo legale e le misure di applicazione nostra disposizione ai sensi dei Trattati”. 

AstraZeneca raccomanda il vaccino AstraZeneca solo a chi ha meno di 65 anni

Intanto, mentre la Frankfurter Allgemeine Zeitung, citando fonti europee, scrive che AstraZeneca sarebbe pronta a pubblicare il contratto di consegne dei vaccini stipulato con la Ue, si torna a discutere del vaccino prodotto dalla casa anglo-svedese e dei suoi effetti. La commissione tedesca sui vaccini (Stiko) raccomanda l’utilizzo del vaccino AstraZeneca solo per la fascia d’età compresa tra i 18 e i 65 anni, a causa dell’insuffiencienza dei dati a a disposizione in merito all’efficacia nei confronti degli over 65.

Dal Regno Unito è arrivata la risposta della responsabile delle vaccinazioni della sanità pubblica britannica, ha ribadito che sia il vaccino AstraZeneca sia il vaccino Pfizer-BioNTech sono “sicuri e forniscono alti livelli di protezione contro Covid-19” e che “ci sono stati troppo pochi casi nelle persone anziane negli studi AstraZeneca per osservare precisi livelli di protezione in questo gruppo, ma i dati sulle risposte immunitarie sono stati molto rassicuranti". Il premier britannico Boris Johnson non sembra preoccuparsi delle raccomandazioni arrivate dalla Germania. “Le nostre autorità hanno chiarito che ritengono che il vaccino Oxford-AstraZeneca sia molto valido ed efficace”, con un “alto grado di protezione dopo una sola dose”, risultando efficace “in tutti i gruppi d’età”. 

Coronavirus, la mappa dei vaccini nel mondo

Al momento sono sette i vaccini attualmente in uso in almeno un paese a livello mondiale. La prima al mondo a somministrare dosi di vaccino alle categorie della popolazione più a rischio è stata la Cina, lo scorso luglio, con quello prodotto dal Chinese National Pharmaceutical Group (Sinopharm). Un mese dopo lo Sputnik V, prodotto in Russia dal Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologica Gamaleja, è diventato il primo vaccino contro il coronavirus registrato ufficialmente. A dicembre, il Regno Unito è stato il primo paese al mondo a dare il via libera all’uso del vaccino prodotto dalla azienda statunitense Pfizer e la tedesca BioNTech, mentre il 3 gennaio 2021 è stato il primo ad inoculare dosi del vaccino Oxford/AstraZeneca. Con il nome Covishield, quest’ultimo viene prodotto anche dal Serum Institute of India ed è stato approvato, tra gli altri, dalle Seychelles, il primo paese africano ad avviare un programma di immunizzazione. L’India stessa usa anche il Covaxin, il primo vaccino anti-covid prodotto internamente.

A metà dicembre, gli Stati Uniti sono invece stati i primi a concedere l’autorizzazione per l’uso del vaccino Moderna. Il 13 e 14 gennaio, Indonesia e Turchia sono stati i primi paesi al di fuori della Cina a lanciare la campagna vaccinale con il Sinovac, dell’azienda farmaceutica con sede a Pechino.

Di seguito, la lista completa dei paesi che hanno già avviato il loro programma di immunizzazione usando almeno uno dei sette vaccini approvati fino ad ora secondo i dati disponibili sul sito ourworldindata.org

- OXFORD/ASTRAZENECA/COVISHIELD: Regno Unito, Galles, Irlanda del Nord, Bangladesh, India, Marocco, Myanmar, Seychelles, Scozia

-PFIZER/BIONTECH: Austria, Bahrain, Moderna, Bermuda, Bulgaria, Canada, Cile, Costa Rica, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Ecuador, Regno Unito, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gibrilterra, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Isola di Man, Israele, Italia, Kuwait, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Messico, Olanda, Cipro del Nord, Irlanda del Nord, Norvegia, Oman, Panama, Polonia, Portogallo, Romania. Arabia Saudita, Scozia, Serbia, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Galles.

-MODERNA: Belgio, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Islanda, Israele, Italia, Lituania, Olanda, Spagna, Stati Uniti

-SPUTNIK V: Argentina, Bielorussia, Russia, Serbia

-SINOPHARM: Bahrain, Serbia, Seychelles, Emirati Arabi Uniti, Egitto

-SINOVAC: Brasile, Cina, Indonesia, Cipro del Nord, Turchia

-COVAXIN: India

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