Mercoledì, 23 Giugno 2021
La speranza

Come sarà il 2021 con il vaccino

Nell'anno nuovo sarà necessario proseguire con il rispetto del distanziamento, le mascherine e l'igiene delle mani. Per un primo allentamento sarà fondamentale una larghissima adesione alla campagna vaccinale per conseguire l'immunità di gregge, ma i numeri per ora sono molto bassi

"La scienza ci offre l'arma più forte, ora vaccini gratis per tutti. Io lo farò", ha detto ieri sera il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio di fine anno dal Quirinale. Ma a che punto siamo con le vaccinazioni in Italia? È arrivato a 34.296 il totale delle vaccinazioni anti coronavirus nel nostro Paese. È il dato, aggiornato a poco dopo le ore 17 di oggi, del report pubblicato sul sito del governo, nella sezione del commissario all'emergenza. Secondo i dati del report si conferma in testa il Lazio con 6.116 somministrazioni. Seguono Campania con 2.204, Lombardia con 2.171, Piemonte con 1.618, Toscana con 1.472, Veneto con 1.461, Puglia con 1.209, Liguria con 1.125. La fascia d'età più vaccinata è quella tra i 50 e i 59 anni, con una netta prevalenza di operatori sanitari e sociosanitari.

Il report sui vaccini in Italia

"Sommando le dosi di vaccino che abbiamo" e che avremo "a disposizione da parte di Pfizer e di Moderna, sostanzialmente arriviamo a sfiorare i 62 milioni di dosi. E questo deve essere sottolineato come ulteriore elemento della capacità dell'Italia di dotarsi delle dosi che servono per avviare una campagna vaccinale importante" come quella contro Covid-19, che "a tutti gli effetti sarà la più grande campagna vaccinale che la storia di questo Paese ha mai vissuto", ha affermato ieri Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), in conferenza stampa al ministero della Salute, facendo il punto sui numeri di dosi vaccinali destinate all'Italia per il quale è "ingeneroso dire ora che l'Italia è in ritardo".

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Come sarà il 2021 con il vaccino secondo gli esperti

I numeri delle vaccinazioni nel nostro Paese per ora sono molto bassi. Il piano vaccinale dell’Italia non è iniziato sotto i migliori auspici, come abbiamo spiegato qui. Il 2021 sarà l'anno della vaccinazione di massa contro il coronavirus, ma ora che la campagna vaccinale è partita, gli scienziati avvertono: per tutto l'anno prossimo bisognerà mantenere tutte le misure di contenimento contro il virus. Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, ricorda: "L'inizio della campagna vaccinale non significa che il nostro comportamento possa cambiare rispetto alla protezione dal virus". "Per tutto il 2021 le misure resteranno uguali ad adesso, dal distanziamento fisico alle mascherine, all'igiene delle mani", sottolinea Ricciardi. Con le vaccinazioni, però, "cominceremo ad avere meno morti e meno malati, e questo rassicurerà tutti".

Per la fine del 2021, si potrebbe raggiungere un livello di copertura vaccinale del 70% della popolazione. Fino a quando questa copertura vaccinale sarà raggiunta, spiegano gli esperti, non dovrà esserci un allentamento della prudenza: "La cautela fino ad allora deve essere doppia - aggiunge Ricciardi -, sperando che il virus non ci faccia brutti scherzi, con qualche mutazione aggressiva". "Aver fatto la vaccinazione è una sensazione positiva, l'umore è buono - aggiunge Carlo Tascini, direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale Santa Misericordia di Udine - ma questo è un periodo delicato, va specificato che non ne siamo fuori. Ora più persone si vaccinano e meglio è, anche se dipende da quanti vaccini avremo a disposizione".

"Ci sono segnali che fanno prevedere un aumento dei casi"

"Non conosco neppure una malattia, neanche il vaiolo, che sia stata debellata solo da un vaccino, perché il vaccino è il mezzo per tenerla sotto controllo, non per eliminarla", ha detto Giovanni Corrao, professore di Statistica Medica all'Università Milano Bicocca. Gli esperti concordano sul fatto che la campagna vaccinale deve essere accompagnata da un'attenzione al rischio di contagio ancora più alta, almeno fino al raggiungimento dell'immunità di gregge. Corrao sottolinea che il rischio è ancora presente: "Ci sono segnali che fanno prevedere un aumento dei casi: l'indice Rt in questo periodo è ballerino, e potrebbe risalire. Una terza ondata nel pieno della campagna vaccinale sarebbe la cosa peggiore, perché, oltre al resto, rallenterebbe i tempi delle inoculazioni".

"L'epidemia sarà vinta entro il 2021"

"Se tutti aderiscono alla campagna vaccinale, si continuano a tenere i comportamenti di contenimento e i contagi crollano, per questa estate probabilmente di potrà cominciare a togliere la mascherina almeno all'aperto". È l'ipotesi di Patrizia Laurenti, direttore dell'Unità operativa complessa di Igiene ospedaliera al Policlinico Gemelli Irccs di Roma. "Con questi strumenti formidabili di protezione, l'epidemia sarà vinta entro il 2021".

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