La corsa al vaccino: in Italia (forse) a novembre, negli Usa già entro settembre

Potrebbero arrivare in Italia già entro fine novembre le prime dosi, circa 2-3 milioni, del vaccino anti-Covid sviluppato da Oxford e Irbm e prodotto da AstraZeneca

Foto di repertorio

Donald Trump si gioca la carta di un vaccino prima delle elezioni: l'arma finale contro il coronavirus potrebbe essere pronto "potenzialmente per la fine di settembre" secondo quanto riferito dal capo dello staff della Casa Bianca, Mark Meadows, rimarcando l'annuncio-promessa fatta dal presidente stunitense al town hall 'president and people' della Abc a Philadelphia, e smarcandosi dallo scetticismo degli esperti e dai crescenti timori di pressioni a scapito della sicurezza e dell'efficacia. Per il tycoon potrebbe essere l'annuncio che gli consentirà di riprendere terreno in vista delle prossime elezioni e dopo la crisi di popolarità scesa a nuovi minimi record proprio per la cattiva gestione della pandemia. 

Tuttavia parole che sembrano in contrasto con la promessa di Donald Trump arrivano da Robert Redfield, direttore dei Cdc, l'agenzia federale per la tutela della salute, che ha detto al Senato Usa di non aspettarsi che un vaccino contro il coronavirus sia largamente disponibile per gli americani sino alla fine del secondo trimestre/terzo trimestre del 2021". Redfield rimane fiducioso nello sviluppo di un vaccino in novembre o dicembre ma inizialmente, ha sottolineato, sarà disponibile una "fornitura molto limitata".

"Queste mascherine sono uno strumento di sanità pubblica importante, potente... Potrei andare oltre e dire che sono più sicure nel proteggermi dal Covid che se prendessi un vaccino"

Quando sarà pronto il vaccino anti Covid

La promessa di Trump non è la sola. Secondo Piero di Lorenzo, presidente della Irbm, l'azienda di Pomezia che ha collaborato con lo Jenner Institute della Oxford University per la messa a punto dell'ormai celebre vaccino Astrazenca,  le prime 2-3 milioni di dosi del vaccino anti Covid dovrebbero arrivare all'Italia entro la fine di novembre "se la sperimentazione in corso procederà positivamente". Una doverosa puntualizzazione dopo gli intoppi registrati nelle ultime settimane nel test del vaccino anti-Covid la cui sperimentazione era stata sospesa per una reazione avversa su un volontario, rivelatasi poi non legata al siero inoculato. Se la sperimentazione proseguirà come previsto, dunque, sarà rispettata la tempistica già annunciata dal ministro della Salute Roberto Speranza.

"Le dosi - aggiunge - verranno consegnate al governo italiano", che molto probabilmente le utilizzerà per alcune categorie a rischio come operatori sanitari e anziani ricoverati nelle Rsa. 

Ma quello di Astrazenca non è l'unico vaccino che interessa all'Italia. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo a Benevento ad un incontro con gli elettori ha spiegato che il nostro Governo stia lavorando a un grande accordo europeo per il vaccino anti Covid. "Faccio il tifo - ha aggiunto il responsabile della Farnesina - per gli altri Paesi che sono in lockdown, perché sono i Paesi dei turisti che vengono qui in Italia".

I candidati vaccini anti Covid

Delle decine di vaccini attualmente in fase di sviluppo in tutto il mondo solo tre hanno ricevuto un'approvazione preliminare da parte dei rispettivi organi di regolamentazione nazionali: lo "Sputnik" russo - di cui oggi si apre la fase di sperimentazione su 40mila volontari e che verrebbe ad ogni modo utilizzato quasi esclusivamente in Russia - e due farmaci cinesi, destinati per la maggior parte alle forze armate.

Il vaccino prodotto da AstraZeneca non è che uno dei possibili candidati a portare l'umanità fuori dalla pandemia di coronavirus. Lo ha ricordato lo stesso direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia che ha spiegato come sia Roma che a Verona sia in sperimentazione il vaccino made in Italy creato dalla società biotecnologica italiana ReiThera. "Allo Spallanzani e Verona siamo notoriamente nella fase 1 appunto, quella della sicurezza e della immunogenicità. I cittadini devono sapere che poniamo la massima attenzione allasicurezza. Ripeto, in questa materia non si può sbagliare e mai come in questo caso la fretta può essere cattiva consigliera. Prudenza deve associarsi a grande impegno e rigore".

In fase 3, la fase più avanzata, è invece il vaccino americano anti-Covid mRna-1273 sviluppato dall'azienda staunitense Moderna e dal Niaid guidato dal celebre virologo Anthony Fauci. "Il nostro primo prodotto potrebbe essere sul mercato nel primo semestre 2021" spiega all'Adnkronos Salute la stessa azienda biotech americana. Al momento i dati pubblicati dal nostro studio di Fase 1 su soggetti adulti hanno dimostrato una risposta immunitaria positiva, con titoli anticorpali neutralizzanti osservati nel 100% dei partecipanti valutati.  E gli studi hanno anche "dimostrato che mRna-1273 è generalmente sicuro e ben tollerato alla dose di 100 µg selezionata per la fase 3.

Sempre oggi Pfizer BioNTech hanno annunciato oggi di aver concluso i colloqui preliminari con la Commissione europea per una proposta di fornitura di 200 milioni di dosi del loro candidato vaccino sperimentale a base di mRNA BNT162 mRNA anti SARS-CoV2 destinato agli Stati membri dell'Unione europea, con un'opzione di acquisto di ulteriori 100 milioni di dosi. "Le consegne - spiega Pfizer in una nota - dovrebbero partire dalla fine del 2020, subordinate al successo clinico e all'autorizzazione o approvazione regolatoria". Le aziende avvieranno ora le trattative contrattuali con la Commissione europea.

Si tratta del sesto pre-accordo tra Commissione e aziende farmaceutiche, dopo quelli con AstraZeneca, Sanofi-GSK, Johnson & Johnson, CureVac e Moderna. Finora l'unico contratto formalizzato, per 400 milioni di dosi, era proprio quello con AstraZeneca. Con questi contratti la Commissione assicura la possibilità per tutti gli Stati membri dell'Ue di acquistare il vaccino, di donarlo a paesi a basso reddito o reindirizzarlo ad altri paesi europei. 

Vaccino anti Covid-19, quanto costerà

Ma quanto potrebbe costare una dose di vaccino anti coronavirus? La corsa delle aziende allo sviluppo del metodo per fermare la pandemia potrebbe risultare per i vincitori una vera e propria miniera d'oro. Seppure a livello etico le aziende assicurano piani commerciali specifici, il vaccino americano potrebbe costare tra i 32 e i 37 dollari a dose come già anticipato dalla farmaceutica Moderna.

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Il pre accordo con il governo statunitense verterebbe su una cifra pari a 2,48 miliardi di dollari per l'accesso anticipato a 100 milioni di dosi del vaccino mRna-1273. 

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