Domenica, 7 Marzo 2021

AstraZeneca, ok dell'Aifa fino a 65 anni (ma molti lo rifiutano) 

L'Agenzia italiana del farmaco ha dato il via libera all'aumento dell'età per il siero anglo-svedese, ma secondo l'infettivologo Gori, molti pazienti lo ritengono un prodotto di serie B: ''Non è scadente, dire di no è un errore''

Foto di repertorio Ansa

Il vaccino anti-covid AstraZeneca potrà essere somministrato anche ai pazienti fino a 65 anni di età. Il via libera definitivo arriva direttamente dall'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, mentre nei prossimi giorni, sarà il ministero della Salute a pubblicare la circolare. 

Ad annunciare la novità ai microfoni del Tg1 è stato Giorgio Palù, presidente dell'Agenzia: ''L'Aifa seguendo le indicazioni Ema aveva già dato l'autorizzazione a tutte le fasce d'età. Venerdì uscirà la circolare del Ministero con l'indicazione ulteriore fino a 65 anni''. 

''I vaccini funzionano sicuramente contro la variante inglese – ha aggiunto Palù - un po' meno contro quella sudafricana e brasiliana. Ma anche in questi casi sono in grado di proteggere da una infezione grave della malattia e dalla letalità''. Eppure, nonostante l'aumento dell'età per il siero AstraZeneca, sembra che molti pazienti abbiano manifestato dei dubbi nei confronti di questo farmaco, preferendo quelli Pfizer o Moderna.

Vaccino AstraZeneca, Gori: ''In troppi lo rifiutano''

A sollevare il caso durante un'intervista al Corriere della Sera è stato Andrea Gori, direttore di Malattie infettive al Policlinico di Milano: "Ma perché non posso scegliermi il vaccino da fare? Me lo stanno chiedendo da giorni in modo pressante al telefono, con messaggini, via mail. Ma AstraZeneca non è il vaccino di serie B". L'esperto ha raccontato che in molti rifiutano il prodotto anglo-svedese per il quale l'Agenzia italiana del farmaco Aifa ha appena dato il via libera all'uso fino ai 65 anni in persone senza rischi specifici di progressione della malattia verso forme gravi. Secondo Gori, dire di no, sarebbe un errore imperdonabile.

"Molte delle persone candidate a quel vaccino si lamentano di essere state dirottate su un vaccino scadente - spiega l'infettivologo - Si chiedono perché ai medici è stato fatto quello migliore. Che se non lo fanno a così tante categorie, qualcosa dietro ci sarà". Ebbene, "la sensazione è che in troppi abbiano male interpretato i dati: il fatto che Pfizer e Moderna abbiano efficacia al 94% e AstraZeneca al 65% non significa che quest'ultimo non funziona. E' un ottimo vaccino che evita la malattia", assicura lo specialista. "Dobbiamo chiederci qual è la finalità di questa vaccinazione: è importante che protegga dallo sviluppo di forme gravi - precisa - quindi dalla morte e dal ricovero in ospedale. E in questo senso l'efficacia è al 100%. Posso avere una forma di infezione lieve se sono sfortunato, ma non è un dramma per nessuno avere un po' di febbre".

Il clima nato intorno al vaccino AstraZeneca "penso dipenda da una certa pubblicità negativa o comunque dalla leggerezza con cui questi dati sono stati illustrati. Si sposta l'attenzione da una certezza che abbiamo: non stare male. Invece c'è chi fingerà una patologia immaginaria per farsi dirottare su un altro farmaco", prospetta Gori. "Bisogna credere in questo vaccino - esorta l'infettivologo del Policlinico di Milano - E' l'unico che può portarci all'immunità di gregge", anche perché è quello di cui l'Italia ha opzionato più dosi. "Non solo: se puntiamo a fare una vaccinazione di massa in un breve periodo di tempo, l'efficacia della singola somministrazione non conta sia al 65 o al 94% - sostiene Gori - Quello conterebbe nel caso di una campagna diversa, più ristretta e mirata ad alcune fasce della popolazione".

Ci sono altri vantaggi dello 'scudo' AstraZeneca che la gente sottovaluta? "Rispetto a Pfizer, ad esempio - risponde l'esperto - ha un livello di tossicità inferiore, in particolare in occasione della seconda dose. Significa che può generare reazioni avverse minori e in molti meno casi. E poi ha un altro grande vantaggio che la gente non ha colto. Se vogliamo cambiare passo e accelerare la campagna di vaccinazione, cosa decisiva in questo momento per arginare l'impatto delle varianti" del virus Sars-CoV-2, "AstraZeneca consente di distanziare il richiamo. Se per Pfizer e Moderna è tassativa la seconda dose a 21 giorni, il vaccino inglese si potrà fare dopo 12 settimane. Importante per allargare la platea della gente immunizzata nel breve periodo. Con un'efficacia garantita già dalla quarta settimana. Per quella di Pfizer tocca aspettare una settimana dopo il richiamo, quindi quasi un mese".

Vaccino AstraZeneca, l'immunologo Fischer: ''È efficace e sicuro''

Anche l'immunologo Alain Fischer, coordinatore della campagna di vaccinazione in Francia, ha difeso il vaccino anti-Covid sviluppato da AstraZeneca dalle critiche per gli effetti collaterali osservati in alcuni pazienti, soprattutto giovani. Quello di AstraZeneca è "un buon vaccino, che protegge bene e che è sicuro", ha dichiarato 'monsieur vaccin' in un'intervista a 'Europe 1'.

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