Martedì, 22 Giugno 2021
Il caso

Vaccino AstraZeneca efficace all'8 per cento sugli anziani? Cosa sappiamo per adesso

L'indiscrezione arriva da un quotidiano ritenuto molto serio, considerato da sempre vicino alla "Confindustria" tedesca. Qualcosa non torna. L'azienda nega e parla di numeri "completamente sbagliati". Ma il giornale tiene il punto. La speranza è che i dati sottoposti all‘EMA siano migliori. I ritardi nelle consegne sono invece una certezza per l'Europa

Nessuna conferma ufficiale. Anzi. Qualcosa non torna. Il vaccino anti coronavirus di AstraZeneca potrebbe non essere molto efficace per le persone di età superiore ai 65 anni. La Germania ipotizzerebbe un’efficacia dell'8 per cento circa  tra gli over 65. Quindi il farmaco di Astrazeneca potrebbe rivelarsi molto meno utile del previsto nell'arginare la pandemia. Lo hanno riferito fonti governative tedesche a Handelsblatt. Secondo quanto riportato poi dalla BIld, il governo di Berlino teme che le autorità europee possano non approvare il farmaco prodotto da Astrazeneca per gli ultrasessantacinquenni. Le cose non stanno esattamente così. Siamo nel campo delle ipotesi, perché l'azienda smentisce.

Vaccino AstraZeneca: i dubbi sull'efficacia tra gli anziani

Partiamo dall'inizio. L'indiscrezione arriva da un quotidiano ritenuto molto serio, considerato da sempre vicino alla Confindustria tedesca. La speranza è però che i dati sottoposti all‘EMA siano migliori. AstraZeneca ieri ha tuttavia smentito, replicando che le notizie sulla bassa efficacia sugli anziani sono “completamente sbagliate”, nonostante sia vero che i dati siano al momento limitati. "Nel Regno Unito è stato somministrato alla fascia di popolazione over 65 senza aggiustamenti della dose nell’autorizzazione per la fornitura di emergenza - sostengono da Astrazeneca - . E a novembre abbiamo pubblicato dati su The Lancet che dimostrano che gli anziani hanno mostrato forti risposte immunitarie al nostro vaccino".

Il quotidiano tedesco, attraverso il giornalista autore dello "scoop" tiene però il punto"Abbiamo appreso che il governo tedesco sta prendendo in considerazione modifiche al suo piano di vaccinazione a causa della possibile insufficiente efficacia AZ per i gruppi a rischio anziani (65+) che i funzionari tedeschi stimano all'8%. Tra i gruppi più giovani, è prevista un'efficacia molto più elevata di circa il 70%" scrive Waschinski. "AstraZeneca ha finora fornito dati limitati per i partecipanti di età pari o superiore a 65 anni, fornendo quindi un quadro incompleto dell'efficacia del vaccino in questa fascia di età".

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In ogni caso farsi domande sull'efficacia dei nuovi vaccini sugli anziani è doveroso. Il virologo di fama Roberto Burioni ieri sera su Twitter scriveva: "Detto da virologo con una specializzazione in immunologia clinica che si occupa da sempre di questo quello che è incredibile dei vaccini a mRNA è la loro efficacia negli anziani". Due settimane fa l’autorevole Australian and New Zealand Society for Immunology invitava il governo australiano a mettere in pausa la somministrazione del vaccino di AstraZeneca, nel programma nazionale di immunizzazione che inizia in febbraio, perché il prodotto potrebbe non essere sufficientemente efficace per generare l’immunità di gregge. Osservavano che la fase 3 del vaccino, che è il fulcro della strategia di vaccinazione in Australia, mostra un’efficacia di solo il 62% quando somministrato nella dose raccomandata. Le sperimentazioni dei vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna hanno invece un’efficacia fino al 95%.

AstraZeneca: "I rapporti sull'efficacia dell'8 per cento sono errati"

"Sono completamente errati i report secondo cui l'efficacia del vaccino AstraZeneca/Oxford" contro Covid-19 "è dell'8% negli adulti di età superiore ai 65 anni". Lo precisa un portavoce dell'azienda anglo-svedese, dopo quanto riferito da fonti governative tedesche al tabloid 'Bild' e a 'Handelsblatt'. "Nel Regno Unito, il Jcvi (Joint Committee on Vaccination and Immunisation, ndr) ha supportato l'uso" del vaccino "in questa fascia di popolazione - sottolinea AstraZeneca - e l'Mhra", l'agenzia del farmaco Uk, "ha incluso questo gruppo senza aggiustamento della dose nell'autorizzazione per la fornitura di emergenza". "A novembre - ricorda infine il gruppo farmaceutico - abbiamo pubblicato dati su 'The Lancet' che dimostrano che gli anziani hanno mostrato forti risposte immunitarie al vaccino, con il 100% che produceva anticorpi specifici" contro la proteina Spike del coronavirus Sars-CoV-2 "dopo la seconda dose".

A novembre era in effetti stato comunicato che l'efficacia del candidato vaccino di Oxford, sviluppato dalla casa farmaceutica AstraZeneca e dall'italiana Irbm, fosse pari al 90% con il regime ottimale di somministrazione, che prevede l'inoculazione di mezza dose ed un richiamo con una dose completa dopo un mese. Veniva confermata la massima tolleranza per gli anziani, il costo di 2.80 euro per dose completa e la facilità nella somministrazione data dalla logistica, visto il vaccino può essere conservato in frigorifero. Tutte caratteristiche che lo rendono particolarmente importante nei piani vaccinali di molti governi.

"Il nuovo calendario di AstraZeneca non è accettabile"

Risale a sole 24 ore fa il richiamo dell’Unione europea nei confronti della casa farmaceutica a rispettare gli impegni presi rispetto ai tempi di consegna delle dosi: "Il nuovo calendario di AstraZeneca non è accettabile, la Commissione Ue ha scritto all’azienda ma le risposte non sono soddisfacenti", ha detto la commissaria alla Salute Stella Kyriakides. "Vogliamo sapere quante dosi sono state prodotte, dove e a chi sono state consegnate – ha concluso -. L’Ue è pronta a compiere ogni azione per proteggere i cittadini". Possibile che a questo punto anche il tema dell'indiscrezione di Handelsblatt finisca sul tavolo del confronto tra autorità europee e AstraZeneca. Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha avuto un colloquio con l'ad di AstraZeneca Pascal Claude Roland Soriot, ricordando che l'Ue si attende “una consegna nei tempi previsti”.

I dubbi sull'efficacia del vaccino AstraZeneca sugli anziani sono dovuti a un motivo molto semplice: non ne sappiamo "abbastanza". Il problema è che solo il 6% di coloro che hanno partecipato ai tre trial aveva piu di 65 anni. Di fatto si sa quindi pochissimo a proposito dell'efficacia tra le fasce più anziane della popolazione per carenza di dati. Le fonti del quotidiano tedesco mettono in luce le criticità legate all'apparente mancanza di partecipanti anziani agli studi clinici. Un dato da prendere in seria considerazione. AstraZeneca stessa era stata in ogni caso trasparente riguardo le limitazioni del trial nel paper su Lancet spiegando che i dati sugli anziani erano da considerarsi preliminari e che altri ne sarebbero arrivati in futuro. Ma da nessuna parte nei documenti ufficiali spunta quel dato "sull'8 per cento".

Qualcuno ipotizza che i giornalisti tedeschi possano aver fatto confusione. L’unica "spiegaizone" di quel numero (8 per cento) potrebbe essere fatta risalire al fatto che - in sede di trial - il vaccino era stato somministrato a una popolazione che all’8% era composta da over 65. Sarebbe un errore quasi surreale, ma non lo si può escludere.

L'Europa su questo vaccino aveva puntato fortissimo. L'Accordo di acquisto anticipato firmato ad agosto dalla Commissione con AstraZeneca prevede la consegna di almeno 300 milioni di dosi più un'opzione per altri 100 milioni di dosi. L'azienda britannico-svedese, che ha sviluppato il suo vaccino in collaborazione con l'Università di Oxford, venerdì ha avvertito l'Unione europea che le forniture previste potrebbero non essere consegnate fino alla fine di marzo. Si va per le lunghe, polemiche sull'efficacia a parte.

Quando verrà approvato il vaccino AstraZeneca

 "AstraZeneca ci sta inviando gli ultimi dati" sul vaccino anti-Covid sviluppato da università di Oxford e Irbm di Pomezia. "Se faremo in tempo, la decisione ci sarà domani" 27 gennaio, "ma ritengo ancora come più probabile la data del 29 gennaio" per un parere da parte del Comitato tecnico Chmp dell'Agenzia europea del farmaco Ema. "E non ci saranno distinzioni di età" per l'uso del prodotto, "anche se poi saranno le singole autorità sanitarie degli Stati, se lo riterranno opportuno, a decidere per quali fasce di popolazione utilizzare quel vaccino" dice in un'intervista a 'Il Messaggero' Marco Cavaleri, responsabile Vaccini dell'Ema. Un possibile via libera già domani "non lo escludo - spiega - ma dobbiamo dirimere alcuni punti con l'azienda", quindi "dipende da quanto in fretta ci rispondono. Quando scriviamo le informazioni sul prodotto, dobbiamo inserire dei numeri precisi che loro ci devono confermare".

L'orientamento è dunque verso un'autorizzazione del vaccino a 360 gradi, anche se inizialmente era stato ipotizzato un via libera solo per gli under 55. "Stiamo in effetti lavorando in quella direzione, non ci saranno limiti sull'età - ritiene Cavaleri - Sebbene i dati sugli anziani non siano abbastanza, si ritiene che comunque anche per loro ci sia un buon rapporto rischi-benefici. Chiariremo però certamente nel sommario del prodotto che ci sono poche informazioni, che l'efficacia non è stata stabilita propriamente per la popolazione più anziana. Ma è possibile estrapolarla grazie a ciò che vediamo negli adulti". Secondo la stampa tedesca il vaccino AstraZeneca ha un'efficacia dell'8% sugli anziani, ma il dirigente Ema precisa che "non ci sono dati sufficienti per dire questo". Ciò premesso, i singoli Stati potrebbero decidere di riservare il prodotto ai più giovani. "Esatto - conferma Cavaleri - Noi non riteniamo che vi siano le condizioni per dire che il rapporto rischio-beneficio per gli anziani sia negativo, però che i dati sugli anziani siano limitati è indubbio - ribadisce - Lo comunichiamo in modo trasparente, poi decidono i singoli Governi". Ma qual è l'efficacia generale ipotizzata per questo vaccino? "Dopo la seconda dose è attorno al 60% - ricorda Cavaleri - Sugli anziani ci sono troppi pochi dati per definirla".

Jens Spahn non commenta oggi le notizie secondo cui il vaccino anti-Covid di AstraZeneca avrebbe un'efficacia dell'8% sulle persone di 65 anni e più. Il ministro della Salute tedesco si è limitato a parlare di "qualche titolo congetturale" parlando con la 'Zdf'. Spahn ha chiarito che la prossima settimana, dopo che saranno stati esaminati i dati scientifici, si deciderà "quali gruppi verranno vaccinati per primi". E ci si baserà su quello: su dati ufficiali.

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