Domenica, 9 Maggio 2021

Le dosi di AstraZeneca disdette e cosa succede a chi rifiuta il vaccino

Nonostante il polverone mediatico finora non c’è stato un calo significativo delle somministrazioni. Intanto Lazio e Toscana avvertono: "Chi cancella la prenotazione finirà in coda"

Prima di tutto i numeri. Come fa notare su Twitter Giacomo Gorini, il ricercatore italiano che ha lavorato al vaccino AstraZeneca allo Jenner Institute dell’Università di Oxford, nel Regno Unito sono state somministrate oltre 20 milioni di dosi di vaccino, di cui circa la metà AstraZeneca e per l’altra metà Pfizer-BioNTech. Le segnalazioni di embolia polmonare innescate principalmente da coaguli di sangue sono state 13 nel caso di AstraZeneca e 15 con Pfizer. Fino a prova contraria si tratta però di una correlazione solo temporale e non causale. È sempre Gorini a spiegare che gli eventi di embolia polmonare riportati fra i vaccinati sono infatti meno di quelli che ci si aspetterebbe utilizzando come termine di paragone i casi che si verificano generalmente nella popolazione non vaccinata sulla base delle statistiche che abbiamo.

Aggiornamento: il vaccino AstraZeneca è stato sospeso in via precauzionale dall'Aifa

Del resto nel Regno Unito sono stati segnalati 275 decessi tra le persone vaccinate, ma le statistiche hanno evidenziato anche una mortalità che è uguale a quella della popolazione non vaccinata. In poche parole, essendoci un numero di vaccinazioni sproporzionato alla norma, quello che bisogna tenere presente è che nella società normalmente le persone muoiono per le ragioni più disparate, e se la percentuale di morti tra i vaccinati non è superiore a quella della popolazione generale, non si può concludere automaticamente che il vaccino abbia avuto un ruolo nel decesso e non bisogna spaventarsi. Ciò nonostante una parte della popolazione mostra ormai di essere diffidente nei confronti del vaccino sviluppato dalla multinazionale ango-svedese. 

Tanto che ieri l’agenzia italiana del farmaco (Aifa) è stata costretta a precisare che "i casi di decesso verificatisi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno un legame solo temporale. Nessuna causalità è stata dimostrata tra i due eventi. L’allarme legato alla sicurezza del vaccino AstraZeneca - si legge nella nota di Aifa - non è giustificato".

Nonostante le rassicurazioni che provengono dalle autorità di farmacovigilanza, il timore di effetti collaterali non previsti rimane diffuso e rischia di avere un impatto nella conduzione della campagna di vaccinazioni. Così come i sequestri che in queste ore sta disponendo la magistratura. 

AstraZeneca, per ora poche disdette. Cosa succede a chi rifiuta il vaccino

Fino ad adesso se si guarda al numero di dosi, non c’è stato un calo delle vaccinazioni effettuate con AstraZeneca: nelle giornate di sabato e domenica sono state inoculate rispettivamente 61.261 e 35.130 dosi contro le 61.143 e 34.361 della settimana precedente. A livello locale però sono stati segnalati segnalati molti episodi preoccupanti.

Ieri la Asl Toscana sud est ha fatto sapere che nell’immediato erano state registrate circa il 10 per cento di disdette per le prenotazioni con AstraZeneca, ma in seguito “l’attività è ripresa come da programma” e non ci sono state ulteriori disdette. In Umbria i cittadini che hanno rifiutato il vaccino non sono stati pochi.

Negli ultimi 3 giorni della settimana scorsa, a fronte di 6.700 prenotazioni presso i centri vaccinali si sono presentate solo 3.530 persone. "In questa fase non possiamo permetterci di mandare a vuoto intere giornate vaccinali, perché raggiungere in tempi brevi un numero elevato di vaccinazioni è un passaggio fondamentale per sconfiggere la pandemia" ha detto con una certa preoccupazione l’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto. 

In Liguria, secondo i dati comunicati dalla Regione, alla data del 13 marzo le disdette  sulle vaccinazioni in calendario con Astrazeneca erano state il 2,57% del totale. 

Ma più che alla campagna vaccinale in sé le disette rischiano di nuocere ai diretti interessati. L’altro ieri il presidente della Toscana Eugenio Giani  ha affermato che chi rifiuta il vaccino Astrazeneca dovrà rimettersi in cosa e “sarà vaccinato per ultimo”. Sulla stessa linea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato. "Quando il vaccino è approvato, è sicuro ma questo non significa che non ci siano reazioni avverse", ha detto  rispondendo alle domande sulle disdette per il vaccino AstraZeneca. "Nel Lazio abbiamo avuto poche cancellazioni delle prenotazioni per AstraZeneca. Chiaramente le sconsigliamo perché chi lo farà, finirà in coda ed è un rischio rilevante". 

Il nuovo lotto di vaccino AstraZeneca sequestrato in tutta Italia

In generale comunque il calo è stato tutt’altro che drammatico. Un impatto maggiore sulla campagna vaccinale rischia invece di averlo il sequestro preventivo d'urgenza disposto dalla magistratura del lotto ABV5811 del vaccino AstraZeneca cui apparteneva la fiala di vaccino somministrata ad un docente deceduto il giorno dopo essersi sottoposto al vaccino. 

"Il provvedimento cautelare - spiega la procura di Biella - è stato attuato in quanto, sebbene allo stato non vi sia alcuna evidenza scientifica che permetta di stabilire con certezza la sussistenza di fattori causali o concausali tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e il decesso di Sandro Tognatti, tuttavia, la concomitanza temporale tra il decesso e la somministrazione del vaccino, unitamente all'assenza di patologie pregresse o concomitanti 'gravi' non può escludere, allo stato, la sussistenza di nesso eziologico tra i due fenomeni e la conseguente ravvisabilità del delitto ipotizzato".

Le attività dei carabinieri sono in corso in tutti gli hub di distribuzione e i centri di vaccinazione dove sono state consegnate complessivamente 393.600 dosi. Un numero non certo irrilevante vista l’attuale penuria di forniture.  
 

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